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Gli Stati generali degli Uffici stampa: "Giornalisti non di Serie B, ma sentinelle della democrazia digitale"
di Marina Mancini
Il prossimo 30 gennaio, la sala “Esperienza Europa David Sassoli” a piazza Venezia a Roma si trasformerà nel cuore pulsante del giornalismo degli uffici stampa pubblici e privati italiani per gli Stati Generali dei Giornalisti degli Uffici Stampa. Non si tratta di un semplice convegno celebrativo, ma di un momento di riflessione profonda e necessaria per valorizzare un settore che oggi, più che mai, si trova a presidiare il confine delicato tra informazione istituzionale, innovazione tecnologica e diritto del cittadino all'informazione e alla trasparenza. L’evento, intitolato “Etica, innovazione e visione: le nuove sfide per il futuro dell’informazione nella PA e nelle organizzazioni private” nasce anche per governare strategicamente la diffusione della comunicazione digitale e per orientare l’impiego dell’intelligenza artificiale verso standard di alta qualità professionale, ambiti che richiedono oggi una figura capace di garantire la verifica dei fatti e l'affidabilità delle fonti.
A ventisei anni dalla sua approvazione, la Legge 150/2000 che ha disciplinato le attività di informazione e comunicazione delle PA necessita di un aggiornamento organico. Come operatori del settore, da tempo, pensiamo che la nuova normativa debba sancire come obbligatoria la costituzione degli uffici stampa negli enti pubblici, anche in forma consortile. L'assenza di una struttura informativa professionale non è solo una lacuna organizzativa, ma un vero e proprio vulnus ai principi costituzionali di trasparenza e buon andamento della Pubblica Amministrazione come “Casa di vetro”. In un momento di profonda crisi occupazionale per il comparto giornalistico, l'istituzione di uffici stampa stabili — composti da giornalisti iscritti all'Albo e assunti tramite concorsi pubblici — può rappresentare, senza dubbio, una soluzione concreta per il settore e una garanzia di imparzialità per la collettività. L’ufficio stampa deve essere riconosciuto come un ufficio al pari di altri servizi essenziali, una "centrale" di informazione che non fa propaganda, ma fornisce servizi reali all’utenza.
È tempo di scardinare il pregiudizio che relega l'addetto stampa a "giornalista di serie B". Al contrario, il giornalista pubblico oggi deve possedere un bagaglio di competenze multidisciplinari superiore: deve muoversi agilmente tra le norme amministrative e le nuove tecnologie. Siamo chiamati a gestire social media e sistemi di intelligenza artificiale, mantenendo però il rigore del Codice Deontologico e la responsabilità individuale che la nostra professione impone. Siamo inoltre soggetti ad una doppia responsabilità: quella del dipendente pubblico, vincolato ai codici disciplinari dell'ente, e quella del giornalista, tenuto alla verità sostanziale dei fatti. Questa duplice natura è la migliore garanzia contro la disinformazione e il marketing politico. La giornata di Roma vedrà un confronto serrato con i vertici delle istituzioni: interverranno il Sottosegretario all'Informazione ed Editoria, Alberto Baracchini, il direttore dell’ufficio del Parlamento Europeo in Italia Carlo Corazza, il presidente nazionale ODG Carlo Bartoli, la Segretaria generale FNSI Alessandra Costante e il presidente ARAN Antonio Naddeo.
Durante i lavori, la Presidente nazionale GUS nazionale Assunta Currà Perego presenterà la "Carta degli Stati Generali del giornalismo degli Uffici Stampa", un documento d’indirizzo che definisce l’ufficio stampa come presidio di democrazia. Seguiranno interventi tecnici di alto profilo, tra cui quello di Stefano Lai past capo ufficio stampa Ferrari che interverrà sul ruolo dell'ufficio stampa come portatore di valori etici, Antonello Cavallotto dell'ufficio stampa di INPS che toccherà il tema dei nuovi nuovi scenari digitali nel lavoro degli addetti stampa, il professor Ruben Razzante dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano che si soffermerà sulla necessità del giornalismo professionale a 26 anni dalla legge 150 ed ancora Carlo Felice Corsetti Presidente 'PIUE' - Pubblicisti Italiani Uniti per l'Europa, che approfondirà il nuovo Codice deontologico entrato in vigore nel 2025.
Seguiranno poi due tavole rotonde, una guidata dal referente GUS e segretario generale aggiunto FNSI Matteo Naccari che verterà sui temi trattati durante la mattinata ed un altra dedicata ai tutti i presidente e referenti dei Gus regionali. La Sicilia sarà presente nella tavola rotonda pomeridiana dedicata ai territori,
interverranno il presidente del GUS Sicilia Orazio Vecchio e la vicepresidente (nonché membro della Giunta nazionale GUS) Marina Mancini, portando l'esperienza e le istanze dei giornalisti siciliani impegnati negli uffici stampa dell'isola.
Auspichiamo che il 30 gennaio la partecipazione sia massiccia, non solo da parte dei colleghi, ma anche di amministratori e rappresentanti del Governo per rafforzare il ruolo del giornalista negli uffici stampa significa, in ultima analisi, rafforzare la democrazia stessa e il rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini.. Per chi non potrà essere presente fisicamente a Roma, la sessione mattutina dell'evento potrà essere seguita in diretta sulla pagina Facebook del Gus Nazionale: www.facebook.com/GUS.giornalisti.uffici.stampa.
L'evento è accreditato per la formazione professionale continua. Per partecipare fisicamente è necessario inviare una mail a:









