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"Il nostro futuro passa dall'Europa": Eriseld Zeneli al Circolo della stampa spiega la sfida di "Controvento"

"Il nostro futuro passa dall'Europa": Eriseld Zeneli al Circolo della stampa spiega la sfida di "Controvento"

Prima il racconto di un’esperienza, un viaggio dall’Albania all’Italia, ricco di episodi e di spunti. Poi un confronto articolato e serrato su quello che deve essere il zeleninostro futuro all’interno di un’idea che da quasi tutti viene ritenuta indispensabile, ma che nella realtà fatica a a diventare qualcosa di concreto che entra nella vita di tutti i giorni. Parliamo dell’Europa ed il racconto di Eriseld Zeneli con il suo libro "Controvento, dall’Albania Bruxelles diario di un’Europa possibile" che ieri è stato al centro di un lungo appassionato incontro nella Corte all'aperto della sede di Assostampa Sicilia ai Cantieri culturali della Zisa.

Un Circolo della stampa nato in collaborazione con la Rete per la lettura diffusa, con gli associati del New book club e la libreria Zacco. A dialogare con l’autorebonomo.controvento Riccardo Bonomo che ha portato a spasso il pubblico attraverso la vita di Zeneli, arrivato in Italia con la madre ad appena tre anni dall’Albania con un passaporto falso. Riesce a entrare nel nostro paese grazie a quello che lui stesso definisce "l’umanità trovata al controllo del porto di Bari".

E' quel giorno che inizia un’avventura che lo porta a diventare cittadino italiano e poi cittadino europeo, impegnato nella struttura sempre più grande dell’Unione Europea di cui si sono raccontati pregi e difetti, necessità e inciampi, prima nel dialogo condotto da Riccardo Bonomo e poi nel dibattito che si è aperto subito dopo.

“Dobbiamo convincerci che è indispensabile fare quei passi in avanti necessari: a cominciare da superare quel diritto di veto delle singole nazioni che bloccano le decisioni più importanti della Comunità europea che deve diventare una realtà che incide veramente nelle vite e i suoi cittadini”. Ha detto Zeneli. “Storia, culture, economia che abbiamo in comune nel Vecchio continente sono un collante assolutamente superiore a quella che hanno anche i vari Stati che comunque stanno insieme negli USA. È un patrimonio enorme che dobbiamo avere la capacità di far diventare polo politico che si deve mettere in gioco nel panorama internazionale tra gli altri colossi e in primo luogo la Cina e gli Stati Uniti”.

Una sfida che sembra andare controvento come è stata la sua vita che ha cambiato percorso molte volte, rimettendosi sempre in gioco, non accontentandosi mai di quello che si era raggiunto, arrivando così, dopo aver trovato una realtà confortevole come quella di Bologna, sino agli uffici della Comunità europea che si trovano in Lussemburgo. “Ecco l’Europa non può essere soltanto questa della burocrazia che purtroppo viene vissuta dai cittadini, ma ognuno di noi ha eletto un suo rappresentante a Strasburgo. Noi non dobbiamo lasciarli in pace. Dobbiamo chiedere conto di quello che fanno, dei passi in avanti che vengono compiuti verso quella unità europea che non è soltanto sulla carta, ma che deve diventare realtà operativa e coinvolgere direttamente tutti gli Stati membri nelle decisioni importanti che devono essere prese.”

Insomma, dobbiamo andare tutti "controvento" e far sì che le nostre identità nazionali, pur rimanendo tali trovino, unione vera, politica, economica in quel comune sentire europeo che è molto meno distante da quello che si può pensare, perché al centro del Vecchio continente ci sono valori di libertà e consapevolezza dei diritti conquistati che vanno difesi e che sono comuni da Parigi a Londra da Madrid a Berlino da Roma ad Atene. "Ma attenzione - conclude Zeneli - lavoriamo ogni giorno perché quello che è stato conquistato con grande fatica e sangue, non venga cancellato, perché la storia ci insegna che tutto è sempre in gioco, anche quello che sembra acquisito definitivamente"

 "Controvento. Dall’Albania a Bruxelles: diario di un’Europa possibile”, di Eriseld “Seldi” Zelen, edito Joker, 2025 / Eriseld Zeneli è funzionario europeo presso la Procura europea (EPPO), basato a Lussemburgo. Di origini albanesi e formatosi in Italia, si interessa e scrive di cittadinanza europea, diritti civili, mobilità e processi di integrazione dell’Unione europea.

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