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Il Cdr della Tgr Rai Sicilia: “Informazione sotto attacco. Il 28 novembre sciopero per dare valore alla professione”
C’è un passaggio, nell’ultima classifica di Reporter senza frontiere sulla libertà di stampa, che dovrebbe mettere in allarme tutti e tutte: “La crescente precarietà – si legge nel rapporto che vede l’Italia al 49° posto – mina pericolosamente il giornalismo, il suo dinamismo e la sua autonomia”. Oggi l’informazione è sotto attacco: il
ricorso a forme di contratto sottopagate, il tentativo di comprimere i diritti dei giornalisti e quello di introdurre un’intelligenza artificiale non normata rischiano di compromettere correttezza, autorevolezza e libertà dell’informazione. A risentirne è la qualità del dibattito pubblico: il tentativo dei poteri politici, economici e di qualunque genere di rivolgersi direttamente al pubblico senza domande, sta progressivamente facendo saltare la garanzia per la democrazia offerta dal giornalismo.
Il contesto è complesso. A fronte di una perdita di potere nei salari dei giornalisti che sfiora il 20 per cento, il confronto con gli editori è partito dal taglio agli istituti contrattuali anziché dalla valorizzazione dell’apporto giornalistico ai nuovi prodotti informativi. Per questo motivo il coordinamento dei Cdr della Rai ha deciso di aderire convintamente allo sciopero del 28 novembre. È una mobilitazione che riguarda tutti e tutte. Perché l’informazione di qualità è un bene che riguarda la salute dell’Italia. Un Paese che non può più permettersi di stare nelle retrovie delle classifiche sulla libertà di stampa.
Il Cdr della Tgr Rai Sicilia
Contratto, tutto quello che c'è da sapere sullo sciopero in quindici domande e risposte









