| Gruppo Usigrai
Il racconto sui minori e le proteste, l'Usigrai: "Inderogabile la tutela dei più piccoli"

Un invito a "tenere a mente le responsabilità deontologiche che il nostro lavoro comporta, soprattutto quando si parla di minori e della loro tutela", ricordando che "la Carta di Treviso e il Codice deontologico dei giornalisti fissano principi chiari e non negoziabili: la dignità e la riservatezza dei minorenni vanno sempre messi al primo posto". È la richiesta formulata in una lettera aperta che la Commissione Pari opportunità e l'esecutivo Usigrai hanno inviato all'amministratore delegato della Rai Giampaolo Rossi, al consiglio di amministrazione e ai direttori di tutte le testate "in relazione all’informazione Rai sulle proteste che stanno coinvolgendo a diverso titolo minori in più parti d’Italia".
L'Usigrai ricorda che agli obblighi delle Carte deontologiche dei giornalisti "si aggiungono quelli che la Rai ha assunto con il Contratto Nazionale di servizio, che impegna l'Azienda a garantire, in tutta l'offerta e quindi anche nell'informazione, la tutela dei minori e il rispetto della dignità della persona". Per questo motivo, avvisa l'Uscirai, "per le giornaliste e i giornalisti della Rai, rispettare tali principi non è soltanto un dovere professionale, ma un impegno contrattuale su contenuti normativi definiti come 'inderogabili' dall’Azienda e dall’Usigrai in un accordo sottoscritto il 13 marzo del 2018, in relazione ad alcuni argomenti di particolare rilevanza solidaristica e sociale".
Nella lettera aperta si richiama quindi all'obbligo di "evitare di diffondere informazioni che, da sole o messe insieme, permettano di risalire all'identità di un bambino o di un adolescente. Fare riferimenti al quartiere, al luogo del domicilio, alla famiglia o ad altre circostanze personali può renderlo riconoscibile ed esporlo a conseguenze molto gravi. Ancora più inaccettabile è fare del contesto sociale fragile in cui vive uno strumento di rappresentazione sensazionalistica".
Nel documento si ricorda anche come il servizio pubblico sia "chiamato attraverso i suoi giornalisti ad uno sforzo ulteriore rispetto ad altri contesti editoriali e cioè a rappresentare la realtà nel rispetto della dignità umana, senza spettacolarizzare il disagio. Ogni dettaglio privato che riguarda il minore deve misurarsi con il principio di essenzialità dell'informazione e con il superiore interesse di quest’ultimo. Se saltano queste basilari regole deontologiche vengono meno le prerogative sociali e normative del nostro lavoro e le tutele alla libertà, autonomia e indipendenza dell’informazione".







