| Palermo
L' archivio Licata nella sua nuova casa: la Biblioteca dell'Ars. "Un risultato che emoziona e riempie d'orgoglio"

È stata una una cerimonia molto toccante, commovente, emozionante: l'archivio Licata ha trovato la sua casa nella Biblioteca della Assemblea regionale siciliana. La cerimonia si è svolta nell'oratorio di sant'Elena e Costantino. Ha condotto gli interventi il direttore della Biblioteca Michele Balistreri che dato la parola all'inizio a Costanza Licata che purtroppo per le sue condizioni di salute non è stata presente ma si è collegata in video. Quindi sono iniziati gli interventi che sono stati intervallati dall’esibizioni di una serie di artisti che hanno lavorato negli anni con Salvo Licata: i pezzi sono stati recitati da Stefania Blandeburgo, Salvo Piparo, Lollo Franco, Paride Benassai e da Rory Quattrocchi.
Ad aprire la cerimonia sono stati Valentina Chinnici, presidente della commissione Biblioteca dell'Ars, Marianna Caronia componente della stessa commissione, Pino Apprendi, presidente del Centro tradizioni popolari Favara e ideatore dell'iniziativa, e Roberto Leone, vicesegretario vicario di Assostampa Sicilia che ha collaborato al progetto. Quindi sono intervenuti Franco Nicastro, Guido Valdini e Gian Mauro Costa: giornalisti che hanno lavoratori con Salvo Licata e ne hanno tratteggiato aspetti particolari della sua figura, oltre alla professoressa Anna Sica e alla catalogatrice Mariangela Zaffuto.
Prima dell’incontro è stato aperto l’Archivio della Biblioteca, dove è stata allestita una piccola esposizione alcuni pezzi del materiale che è stato catalogato, archiviato e che adesso è consultabile sempre ed è pubblicato sul sito dell’ARS. E' stato sottolineato che nel giro di due anni si è ottenuto un buon risultato e molti hanno fatto il paragone con l’archivio di Franco Scaldati che invece è stato trasferito a Venezia alla fondazione Cini. Invece con quest’operazione è stato possibile mantenere a Palermo questo patrimonio: un successo determinato prima di tutti da Pino Apprendi senza il quale non sarebbe possibile, e grazie anche all’Associazione siciliana della stampa, e all’impegno dei colleghi e soprattutto di Mariangela Zaffuto.
L'INTERVENTO DI ASSOSTAMPA: "LICATA PARADIGMA DELLA PROFESSIONE"
di Roberto Leone
Devo fare una breve premessa al mio intervento che ho scritto per restare nei tempi previsti. Quello che abbiamo ascoltato da Costanza ci ha emozionato, e non nascondo la commozione per un risultato che è arrivato in un tempo, due anni, che può sembrare lungo ma che nella realtà di Palermo, ci riempie d’orgoglio: oggi c’è un risultato, un traguardo raggiunto grazie alla collaborazione tra soggetti diversi.
Conservare e tramandare la memoria di Salvo Licata, i suoi scritti, le sue opere teatrali, gli scatti fotografici che ne testimoniano l’attività che ha fortemente segnato la vita culturale di Palermo nella seconda metà del Novecento. Questo è stato l’impegno che ha assunto Assostampa con Costanza Licata, erede del giornalista e drammaturgo morto nel 2000. Cronista dell’altra Palermo, Salvo Licata ha attraversato tutte le redazioni della città dall’Ora al Diario al Giornale di Sicilia, segnando, con la sua presenza e la sua esperienza, la formazione di tanti giovani cronisti che si sono appassionati al mestiere di raccontare la città in tutti i suoi volti. Per questo motivo l’Associazione siciliana della stampa ha ritenuto di dover contribuire con la sua partecipazione, raccogliendo l’offerta generosa di donazione di tutto il materiale conservato nell’abitazione di famiglia, un patrimonio che racconta Palermo attraverso gli occhi del suo cantore.
Assostampa ha trovato piena collaborazione nella Biblioteca dell’Assemblea regionale diretta da Michele Balistreri, che si è subito attivata per trovare una soluzione che consenta di conservare intanto questo patrimonio e in prospettiva di renderlo fruibile a tutti guardando in un futuro prossimo anche alla possibile pubblicazione dell’opera completa di Salvo Licata. E naturalmente tutto ciò è stato possibile grazie all’impegno della Commissione parlamentare che si occupa della Biblioteca e delle sue componenti che oggi sono qui a testimoniare quanto hanno creduto in questo progetto, come dimostra la presenza di Valentina Chinnini e Marianna Caronia e di Roberta Schillaci che hanno sostenuto il progetto.
Crediamo che una delle attività più importanti del sindacato dei giornalisti sia anche quello di operare nell’ambito culturale, rivendicando un ruolo che è sempre stato fondamentale nella professione. Raccontare quello che accade ma anche interpretarlo o addirittura, come ha fatto Salvo Licata, portarlo in scena con altre forme diverse dall’articolo di cronaca. Il giornalista è un intellettuale: e Salvo Licata è stato in questi senso un vero e proprio paradigma della professione. Un grazie particolare va a Pino Apprendi che ha fatto da tramite tra Costanza Licata, l’Assemblea regionale siciliana e Assostampa rendendo possibile tutto ciò.
E naturalmente alla professoressa Anna Sica e a Mariangela Zaffuto che ha reso possibile con il suo lavoro di catalogazione l’acquisizione del materiale: senza la sua opera tutto ciò non sarebbe stato possibile. Dal canto suo il sindacato dei giornalisti ha chiesto la collaborazione di alcuni colleghi come Franco Nicastro, Guido Valdini, Gian Mauro Costa che oggi sono qui a testimoniare alcuni aspetti della figura di Licata. Si tratta di giornalisti che hanno lavorato a fianco con Salvo Licata, e conoscono il valore delle opere contenute nell’ archivio Licata: speriamo che questo sforzo comune serva non solo a mantenere viva la memoria di Salvo Licata ma anche a far sì che questi scritti siamo a disposizione di tutti: la casa di Salvo Licata da oggi è qui, aperta alla città.



















