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| Agrigento

"Franco Castaldo: libero e indipendente, coraggioso e testardo". Il ricordo di Enrico Deaglio

"Franco Castaldo: libero e indipendente, coraggioso e testardo". Il ricordo di Enrico Deaglio

di Enrico Deaglio

enrico.deaglioFranco ed io siamo stati grandi amici. Lo conobbi nel 1987, ad una delle mie prime inchieste di un torinese in Sicilia; l'idea era di risalire a che cosa c'era dietro un assegno da un milione di dollari proveniente dal Canada ed incassato da un contadino in una delle tante banchette che "infestavano" l'Agrigentino e il Trapanese. Era una grande e sconosciuta storia di mafia, protagonista il clan Cuntrera-Caruana di Siculiana, da sovrastanti del feudo del barone Agnello, diventati tra i più grandi broker internazionali dell'eroina e della cocaina con grandi ricchezze che spaziavano dal Canada al Venezuela alla Svizzera. Franco aveva allora 28 anni, gli occhi verdi, si era appena sposato con la più bella in città, giocava a pallone e sapeva tutto. Davvero tutto sulla sconosciuta mafia agrigentina. Ne scriverà, due anni dopo, per il Centro Pasolini di Agrigento, nel libro più informato e lungimirante, "Trent'anni di mafia nell'Agrigentino". Franco fu una delle ragioni per cui mi fermai ad Agrigento per diversi anni, fino a quando le stragi di Palermo si presero la scena.

Giravamo, tra cadaveri non eccellenti, tra Raffadali e Palma di Montechiaro, Ribera e Siculiana, Delia e Licata. Mauro Rostagno fu invece ucciso nella non lontana Trapani, nel 1988. Il giudice Livatino nel 1990, le stragi di Porto Empedocle e di Gela sono dello stesso periodo. Franco sosteneva che praticamente tutti gli avvenimenti che hanno distrutto l'Italia erano nati ad Agrigento, dall'edilizia alla finanza, da Sindona al cemento, dal grande traffico di droga all'idea del narcostato. Aveva ragione.

Franco credo sia stato il giornalista più coraggioso, testardo, libero e indipendente e per questo minacciato, che abbia conosciuto in Sicilia. I padroni del suo giornale non lo amavano certo, e così si fece il suo, "Grandangolo" che esce tutt'ora e dove si sono formati molti giornalisti che l'hanno chiamato sempre "maestro".

Ciao, amico mio! Cuntrastamu.
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Franco Castaldo è morto ad Agrigento. Aveva 67 anni e lascia la moglie Ombretta, i figli Giuseppe e Giulio, il fratello Lelio. I funerali alla Chiesa di San Nicola di Fontanelle, Agrigento venerdì 23 ottobre alle ore 16.

Agrigento: addio a Franco Castaldo, esempio di giornalismo siciliano. Il cordoglio di Assostampa

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