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Stragi, diritto alla verità: conferenza il 30 settembre a Roma in Fnsi

Mercoledì 30 settembre alle 11 nel salone Walter Tobagi della FNSI a Roma si svolgerà la conferenza stampa del comitato promotore dell’iniziativa, stragi diritto alla verità.
Lo ha annunciato ieri la segreteria generale della Federazione della stampa Alessandra Costante che è intervenuta la commemorazioni per il 56º anniversario del rapimento di Mauro de Mauro, il giornalista de "L’ora" sequestrato la sera del 16 settembre 1970, sotto la sua abitazione in via delle Magnolie a Palermo.
"Il mistero De Mauro fa parte di quella lunga serie di casi non solo siciliani della storia più buia della nostra Repubblica. Molte di queste verità sono nascoste negli archivi di Stato o in quelli dei servizi segreti c’è un diritto negato alla verità sulle stragi che hanno segnato la vita dell’Italia - ha affermato Costante - e anche per questo il 30 settembre ospiteremo a Roma nella sede della Federazione la conferenza stampa organizzata dal comitato dei cronisti siciliani che hanno rivolto un appello al presidente della Repubblica proprio sul diritto alla verità".
L’iniziativa segue la conferenza nazionale che è stata tenuta a Palermo il 15 giugno scorso nella sede di Assostampa Sicilia. In quella occasione ventitré interventi e collegamenti da diverse città italiane hanno caratterizzato la conferenza che era stata promossa dal Comitato dei 33 giornalisti firmatari della lettera al Presidente della Repubblica, insieme ad Assostampa Palermo, Memoria & Futuro, ANPI Sicilia, Avvocati X il No e Giuristi Democratici Palermo. Dalla conferenza è arrivato un messaggio netto: la verità sulle stragi non può essere compressa dentro ricostruzioni parziali né piegata a esigenze politiche del presente. Una posizione condivisa dai partecipanti: no alla parcellizzazione delle stragi del 1992-1993 e no alla pretesa di spiegare quell'intera stagione esclusivamente attraverso il dossier “mafia e appalti”, marginalizzando decenni di indagini, processi, studi e approfondimenti giornalistici. I relatori hanno ribadito che la strage di Capaci, quella di via D'Amelio e le successive stragi, avvenute e tentate, devono essere considerate come parti di un unico contesto storico, politico e criminale.
I lavori sono stati introdotti da Antonio Ortoleva e coordinati da Adriana Laudani, presidente dell'associazione Memoria e Futuro, dall'avvocato Armando Sorrentino, vicepresidente dell’Anpi Sicilia, dai giornalisti Salvatore Cusimano e Roberto Leone. Tra i partecipanti e gli intervenuti: Mario Barresi, Enrico Bellavia, Attilio Bolzoni, Sergio Bonadonna, Gian Mauro Costa, Claudio Fava, Fabrizio Lentini, Stefania Limiti, Peppino Lo Bianco, Enzo Mignosi, Paolo Mondani, Franco Nuccio, Aaron Pettinari, Giuseppe Pipitone, Sergio Raimondi, Sandra Rizza, Walter Rizzo, Bianca Stancanelli, Vincenzo Vasile, Francesco Vitale.
A sorpresa era intervenuto anche il senatore Roberto Scarpinato. In molti hanno richiamato la necessità di continuare a indagare sulle convergenze di interessi che accompagnarono la strategia stragista, sui depistaggi accertati e sui rapporti ancora da chiarire tra organizzazioni mafiose, ambienti eversivi, apparati istituzionali e settori dei servizi. Nel corso dell'incontro è stato inoltre ribadito il valore del lavoro giornalistico come strumento di ricerca e ricostruzione storica, soprattutto in una fase in cui vengono percepiti tentativi di riscrittura degli eventi e di delegittimazione di chi continua a indagare sulle zone d'ombra della stagione stragista. Mancanze e un clima di sfiducia avvolgono la lettura semplicistica che l'attuale Commissione parlamentare Antimafia ha imposto al suo lavoro, con una strada che restringe anziché ampliare il perimetro della ricerca della verità, privilegiando una narrazione selettiva rispetto alla complessità emersa in oltre trent'anni di attività giudiziaria e investigativa, al contesto storico e politico. Una scelta che suscita preoccupazione in quanti ritengono che il compito delle istituzioni debba essere quello di approfondire tutte le piste e non di accreditarne una a discapito delle altre, che non può assurgere a spiegazione esclusiva di eventi che chiamano in causa una pluralità di interessi, relazioni e responsabilità, alcune già conclamate ma volutamente ignorate ed altre ancora da appurare fino in fondo. Il diritto alla verità costituisce un'esigenza democratica che riguarda l'intero Paese. La mancanza di un pieno accertamento delle responsabilità politiche, istituzionali e criminali che hanno accompagnato le stragi continua infatti a rappresentare un vulnus incredibilmente preoccupante nella recente storia della Repubblica.







