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Assostampa Sicilia in piazza con i colleghi di Repubblica. ”Miope ridurre questa vicenda ad una compravendita”
L’Associazione Siciliana della Stampa questa mattina è scesa in piazza, partecipando allo sciopero generale indetto dalla Cgil per dare solidarietà e sostegno ai colleghi de La Repubblica che potrebbe essere ceduta al gruppo Antenna del magnate greco Kyriakou: trattativa confermata nei giorni scorsi, ma preceduta da mesi di smentite, come usuale, peraltro, da parte di Gedi. Insieme a Repubblica sarà dismesso tutto l'asset, dalle radio alle attività digitali. (foto Igor Petyx)
Oggi i colleghi e le colleghe di tutte le redazioni di Repubblica hanno partecipato allo sciopero della Cgil, per portare a conoscenza di tutti la grave situazione che stanno vivendo in termini di garanzie occupazionali e rappresentando i rischi per l’informazione e democrazia nel Paese.
Per la redazione di Repubblica Palermo ha preso la parola il fiduciario Valerio Tripi dicendo: “Siamo qui, lavoratrici, lavoratori di Repubblica e del gruppo Gedi, giornaliste e giornalisti, poligrafiche e poligrafici, collaboratrici precarie e collaboratori precari ogni giorno al nostro fianco per la realizzazione del giornale che mandiamo in edicola e sul sito. Siamo felici di essere ospitati dalla Cgil e di scioperare assieme a voi, lavoratrici e lavoratori che del proprio salario vivono. Siamo quindi in lotta per difendere il nostro posto di lavoro e i nostri diritti. Ma manifestiamo anche perché vogliamo tutelare, col nostro impegno e tutte le nostre capacità, i principi cardine della nostra Costituzione, e tra questi la libertà di stampa e il pluralismo necessario a garantire un dibattito democratico. Questi principi oggi sono messi in discussione da autocrati, da strapoteri economici e finanziari che si reputano
al di sopra di ogni legge, da forze politiche pronte ad approfittare della crisi di fiducia delle istituzioni e del caos che ne consegue. Riprendiamo qui le preziose parole di Sergio Mattarella: «La libertà e il pluralismo dei media garantiscono il pieno dispiegarsi di alcuni dei diritti irrinunciabili per la democrazia e la misurazione della sua qualità: il diritto alla libertà di espressione e di informazione. L’informazione libera, indipendente e plurale è un diritto dei cittadini, un dovere per tutti esigerla. È l’antidoto per contrastare fenomeni manipolativi». "Repubblica" ha continuato Tripi “si appresta a compiere 50 anni e sinora ha provato a rappresentare una voce autorevole e indipendente nel panorama informativo. Un giornale non neutrale, come da parole del nostro fondatore Eugenio Scalfari nel giorno della sua fondazione, ma che voleva rappresentare tutte le varie anime della sinistra italiana. Questo anniversario avviene nel bel mezzo della vendita di quel che resta di un gruppo editoriale che in questi anni è stato smantellato pezzo dopo pezzo dall'attuale editore, John Elkann. Ci è stato detto che con ogni probabilità la cessione avverrà ad un gruppo straniero e che gli attuali vertici societari non sono in grado di fornire alcuna garanzia per il futuro, anche perché non l'hanno richiesta all'acquirente: né in termini occupazionali né in termine di identità politico-culturale. Riteniamo però fondamentali queste garanzie, che definiremmo "garanzie democratiche". Ridurre tutta questa vicenda ad una banale compravendita di mercato è miope. In ballo non c'è un semplice marchio, ma la sopravvivenza stessa di un pensiero critico. Per questo stiamo facendo sentire la nostra voce per far comprendere agli attori coinvolti che anche l'essere o definirsi imprenditori comporta una responsabilità sociale. Vale quando si parla di giornali, ma non solo: in ogni posto di lavoro, che sia una fabbrica di automobili o che sia un negozio in franchising. Il lavoro è democrazia, i diritti conquistati e da conquistare ci qualificano come cittadini e non come sudditi. Non crediamo in un Paese dei padroni e della legge del più forte, ma siamo qui assieme a voi, e siamo la maggioranza sociale, per rinnovare e ridefinire un orizzonte comune basato sui valori della Costituzione”.
Assostampa Sicilia: “Vicenda Gedi grave e preoccupante. Garanzie per redazioni e giornalisti”









