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Circolo della stampa: "Da Mondello a Macari, turismo è cultura. Salviamo la bellezza sacra di Monte Cofano"

Circolo della stampa: "Da Mondello a Macari, turismo è cultura. Salviamo la bellezza sacra di Monte Cofano"

Dalla terrazza del Glam hotel di Mondello a quella del Pocho di Macari. Ieri sera, il secondo appuntamento del Circolo della stampa su "Turismo è cultura" che aveva visto la prima tappa il 26 maggio con lo sbarco del couscous di Marilù Terrasi a Palermo nel giorno in cui era stata emessa la sentenza sulle concessioni della spiaggia di Mondello. Un mese e mezzo dopo la seconda tappa, questa volta a Macari protagonista negli ultimi mesi di un lungo dibattito non senza polemiche sull’uso della baia di Santa Margherita al centro di un progetto in cui veniva ampliata la presenza di stabilimenti balneari e l’impatto della presenza turistica. 

Il Circolo della stampa di ieri ha avuto come protagonisti i sindaci di San Vito Lo Capo, Francesco La Sala, e di Custonaci Fabrizio Fonte, il giornalista Giacomo Di Girolamo, autore con Nicola Biondo del docufilm "Paradiso salvato" e la responsabile del Circolo della stampa di Trapani Mariza D'Anna. A coordinare gli interventi il vice segretario regionale di Assostampa Sicilia e responsabile dei Circoli della stampa siciliani, Roberto Leone davanti a un pubblico molto attento radunato all'interno della sala dell'hotel per ripararsi dalla calura. "Da tre anni abbiamo ripreso questa attività per essere luogo di confronto con le realtà sociali, economiche e politiche dei territori. E ormai ci sono Circoli attivi in quasi tutta la Sicilia e questo di Trapani ne è un esempio" ha detto in apertura Leone che si è subito collegato all'incontro di Mondello prendendo in prestito un brano della relazione che aveva tenuto Rosa Di Stefano, giornalista e presidente di Federalberghi Palermo in  quell'occasione: "Questa serata ha un valore speciale. Perché dentro ci sono tante cose insieme: giornalismo, cucina, vino, ospitalità, paesaggio, memoria, racconto. Ed è esattamente così che la Sicilia deve imparare a lavorare. Insieme. Non turismo da una parte, cultura dall’altra, impresa da un’altra ancora. No. La Sicilia cresce quando tutto questo si parla. Quando un hotel non è solo un hotel ma diventa spazio di relazione. Quando una cena non è solo una cena ma diventa esperienza. Quando il giornalismo non si limita a raccontare i fatti ma aiuta una comunità a capirsi meglio. Ecco - ha concluso Leone - non c'è definizione migliore di questo incontro". Ad aprire la tavola rotonda è stata Marilù Terrasi. Anche la patron del Pocho ha ricordato la serata del 26 maggio a Mondello in cui oltre alla sua sapienza di chef ha portato suoni ed emozioni e la cultura popolare del territorio con i tamburi di Valeria Cimò e con lo showcooking, condotto da Giusy Messina,  in cui ha mostrato passo dopo passo la creazione del couscous, ma soprattutto Marilù ha ricordato il percorso compiuto in questi anni nello sviluppo turistico di Macari ma nello stesso tempo nella capacità di mantenere intatto attraverso la memoria di abitanti è pescatori che si ritrovavano a vivere sotto il Monte Cofano che per loro era un vero simulacro di bellezza: "Da Mondello a Macari, per me è un cerchio che si chiude, visto che sono partita proprio dalla spiaggia di Palermo" - ha ricordato Marilù.

Giacomo Di Girolamo ha raccontato l’opera che era stata presentata la sera prima al festival Siciliambiente che si chiude oggi a San Vito Lo Capo e nella quale viene raccontato come era stato scongiurato l’impatto della realizzazione di un centro petrolchimico sulla costa tra San Vito e Macari. "Pericoli di impatto ambientale che - ha ricordato Giacomo Di Girolamo - viviamo anche oggi quando soprattutto non riusciamo a capire chi c’è dietro queste gigantesche operazioni che possono stravolgere la natura di un territorio che ha sicuramente una vocazione turistica ma che deve difendersi anche dai rischi di un overturism sempre più invasivo".

E il sindaco di Custonaci Fabrizio Fonte che condivide con il territorio di Macari il Monte Cofano sotto il quale si apre a ovest e la baia di Cornino ha ricordato come c’è una sacralità in questo Golfo, qualcosa di profondamente magico che evidentemente ha svolto un ruolo importante in quel salvataggio che altrimenti non avrebbe spiegazioni, visto le forze in campo che si erano messi insieme per realizzare uno stabilimento industriale che avrebbe sicuramente segnato la vita del territorio e delle popolazioni. "Oggi come ieri - ha ricordato Fabrizio Fonte - dobbiamo tenere presente che dobbiamo tutelare ma anche saper costruire una visione che sia di sviluppo economico nel rispetto della natura e della storia di questi luoghi"

È toccato poi al sindaco di San Vito Lo Capo Francesco La Sala ripercorrere l’iter del progetto che è stato bloccato dalla Regione siciliana, ma che adesso in una versione ridimensionata sarà ripresentato - ha annunciato il sindaco - all’inizio della prossima settimana al Comitato tecnico scientifico. "La speranza - dice La Sala  - è che per il mese di agosto si possano avere in baia Santa Margherita di nuovo attivi alcuni dei servizi fondamentali per l’accoglienza di turisti e in particolare lo stabilimento balneare, quello rilasciato in base a una concessione che va avanti da anni, il parcheggio e il trenino per la mobilità e i servizi igienici e di ristoro". Insomma, anche se con un po’ di ritardo si dovrebbe tornare alla disponibilità di tutti questi servizi per i turistiche invece della spiaggia attrezzata di San Vito Lo Capo preferiscono godere della natura quasi incontaminata della baia di Macari. Per il futuro La Sala ha fatto capire che non si riproporranno piani di intervento maxi, anche se ha lasciato intendere che l'idea di un teatro di dimensioni minime, però, non è stata del tutto abbandonata.

Per finire Francesco Mollane, segretario del comitato "Salviamo Macari" ha ricordato come sia indispensabile mantenere intatta la capacità di questi luoghi di essere sia accoglienti ma nel rispetto della natura che per fortuna ancora dopo tanti anni mantiene pressoché intatte quelle caratteristiche che sono ricercate da una fetta di turistiche scelgono il contatto diretto con la natura, rinunciando magari a qualche comodità che invece possono trovare nella spiaggia a pochi chilometri di distanza. Alla fine la discussione è proseguita anche sulla terrazza, dove nel frattempo chi ha potuto ha goduto dello spettacolo del tramonto sulla baia di Macari, scenario della serie tv nata dai romanzi di Gaetano Savatteri che questa volta dopo essere stato protagonista della serata del 26 maggio a Mondello, ha lasciato solo le ombre di Saverio Lamanna e Suleima perdute nella luce del tramonto.

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