| Trapani
Da Alcamo marina ai misteri d'Italia, memoria e riflessione con Lucio Luca al Circolo della stampa di Castellammare

Una serata intensa di memoria, riflessione e approfondimento storico al Castello arabo-normanno di Castellammare del Golfo, per la presentazione del libro “L’Ultima Spiaggia. Alkamar, la strage dimenticata e cinquant’anni di misteri italiani” del giornalista e scrittore Lucio Luca, vice caporedattore de La Repubblica. L’incontro, organizzato da Assostampa Trapani e dal Circolo della Stampa, ha riportato al centro dell’attenzione la tragica vicenda della strage della casermetta di Alcamo Marina del 1976, una delle pagine più oscure e controverse della storia italiana, tra depistaggi, errori giudiziari e misteri mai del tutto chiariti.
A dialogare con l’autore il giornalista Roberto Leone, vice segretario vicario di Assostampa Sicilia, in un confronto ricco di spunti e riflessioni sui tanti interrogativi ancora aperti attorno a quella drammatica vicenda. Il saluto dell’amministrazione comunale è stato portato dall’assessore alla Cultura Giovanni D’Aguanno, che ha sottolineato l’importanza di iniziative culturali capaci di mantenere viva la memoria storica e stimolare il dibattito civile nel territorio. Annalisa Ferrante ha introdotto la conversazione portando il saluto del segretario provinciale di Assostampa Trapani, Vito Orlando,
Lucio Luca è autore del libro-inchiesta “L’ultima spiaggia. Alkamar, la strage dimenticata e cinquant’anni di misteri italiani” in libreria dal 21 gennaio scorso per Compagnia Editoriale Aliberti. Il 27 gennaio 1976, in una piccola caserma di Alcamo Marina, vicino a Trapani, vengono trucidati due giovani carabinieri. Una strage piena di misteri per la quale finiscono in carcere quattro innocenti. Da quell’eccidio dimenticato parte un filo che unisce decine di misteri italiani – da Peppino Impastato, al delitto del colonnello Russo, del giornalista Mario Francese, passando per l’omicidio Rostagno e per quello di Ilaria Alpi. A fare da filo conduttore nel volume è la voce di Giuseppe Gulotta che, a mezzo secolo dai fatti, continua a porsi una domanda: «Perché proprio io?». Gulotta ha trascorso 22 anni in carcere da innocente prima che la sua condanna venisse ribaltata. Dal suo caso, Luca allarga lo sguardo su una stagione di delitti rimasti senza una risposta definitiva: chi ha ucciso i due carabinieri, e soprattutto perché?
Pubblico molto attento e interessato alla conversazione e alla fine si sono succeduti gli interventi di Paolo Arena del circolo Metropolis, Matteo Barbera e Nicola Tamburello dell'associazione Kernos.
Grazie a Enza Agrusa per la collaborazione fotografica







