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San Francesco di Sales a Ragusa. Sonia Iacono (Assostampa): “Il giornalismo è una vocazione civile”
Si è svolta a Ragusa la cerimonia in onore di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, celebrata da Sua Eccellenza il vescovo di Ragusa, monsignor Giuseppe La Placa, alla presenza delle massime cariche istituzionali civili e militari del territorio e di numerosi operatori dell’informazione. Nel corso dell’iniziativa, la segretaria provinciale di Assostampa Ragusa, Sonia Iacono, ha tenuto un intervento intenso e ricco di significato, dedicato al valore della professione giornalistica e alla sua funzione civile e democratica.
“Non celebriamo soltanto una ricorrenza – ha sottolineato – ma una vera e propria vocazione. Il giornalismo non è mai solo un mestiere: è un presidio di libertà, una responsabilità civile, un servizio silenzioso e quotidiano reso alla comunità”. Richiamando il messaggio di San Francesco di Sales, Iacono ha ricordato che “la parola non è mai neutra: può curare o ferire, unire o dividere, illuminare o confondere. Per questo comunicare è, prima di tutto, un atto di coscienza”.
“La nostra professione – ha aggiunto – significa ascoltare prima ancora che scrivere, verificare prima ancora che pubblicare, scegliere ogni giorno cosa raccontare e cosa tacere. Significa reggere il peso delle domande, delle pressioni, delle urgenze e delle responsabilità. Significa lavorare quando gli altri dormono, arrivare quando qualcosa si è rotto, quando qualcuno ha perso, quando una comunità è ferita”. Un passaggio particolarmente sentito è stato dedicato alla dimensione umana del racconto: “Dobbiamo ricordarci sempre che dietro ogni notizia non ci sono mai solo fatti, ma donne, uomini, famiglie, volti, storie che meritano rispetto prima ancora che attenzione. Raccontare non è consumare. Raccontare è custodire”. Iacono ha poi ricordato anche la solitudine e la fatica del mestiere: “Essere giornalisti significa vivere nella solitudine delle decisioni, nel dubbio, nel timore di sbagliare, nella necessità di essere corretti anche quando è scomodo, anche quando costa, anche quando espone. Ma significa anche avere il privilegio di dare voce a chi non ce l’ha, di accendere una luce dove c’è silenzio, di tenere viva la memoria di un territorio e di costruire ogni giorno un pezzo di coscienza collettiva”. “In un tempo in cui tutto corre e tutto sembra dover essere immediato e urlato – ha proseguito – il nostro compito è resistere alla superficialità, difendere la complessità, scegliere la profondità, proteggere la verità anche quando non è comoda. Oggi più che mai abbiamo bisogno di un giornalismo che non sia solo veloce, ma giusto. Non solo visibile, ma credibile. Non solo forte, ma umano”.
Nel suo intervento, la segretaria provinciale di Assostampa Ragusa ha voluto ringraziare le istituzioni presenti, sottolineando come “la loro partecipazione riconosca il valore democratico e civile dell’informazione”.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto a Sua Eccellenza il vescovo di Ragusa, Monsignor Giuseppe La Placa, “che anche quest’anno ha voluto essere presente e che non fa mai mancare la sua vicinanza e la sua attenzione al mondo dell’informazione”. I ringraziamenti sono stati estesi al Prefetto di Ragusa, Tania Gianlongo, al Questore, Salvatore Fazzino, al Comandante provinciale dei carabinieri, Colonnello Carmine Rosciano, al Comandante provinciale della guardia di Finanza, Colonnello Walter Mela, al Comandante della Capitaneria di porto di Pozzallo, Capitano di Fregata Luigi Vincenti, e al Presidente del Tribunale di Ragusa, Paolo Pitarresi, per la loro presenza. Iacono ha inoltre portato i saluti del Procuratore della Repubblica di Ragusa, Francesco Puleio, del Manager dell’ASP di Ragusa, Pino Drago, e della Presidente del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, Maria Rita Schembari, assenti per impegni istituzionali ma vicini alla ricorrenza.
“La presenza oggi di tante istituzioni – ha concluso – dimostra quanto il mondo dell’informazione sia parte integrante della vita democratica del Paese e quanto sia fondamentale il rapporto di fiducia tra chi informa e chi serve lo Stato e i cittadini. San Francesco di Sales ci insegna che si può essere rigorosi senza essere disumani, che si può dire la verità senza perdere la compassione, che si può essere fermi senza diventare duri. Che questa giornata non sia solo una celebrazione, ma un impegno rinnovato: non dimenticare mai che dietro ogni notizia c’è una vita. E che ogni vita merita rispetto”.









