| Palermo
Stragi di mafia, Assostampa al corteo del 23 maggio: "Un'informazione libera per la ricerca della verità"

"Abbiamo preso parte al corteo del 23 maggio per ricordare il sacrificio del giudice Giovanni Falcone, di Francesca Morvillo e degli agenti della scorta Antonio Montanaro, Rocco Dicillo, Vito Schifani. Dopo 34 anni siamo qui a chiedere ancora verità e giustizia per le stragi del '92 e del '93. Ferite che sono rimaste aperte e che non possono essere derubricate a semplici stragi di mafia. La logica dice che dietro queste stragi ci furono "menti raffinatissime", come le definiva Falcone, una regia esterna a Cosa nostra da rintracciare probabilmente in quell'intreccio di interessi tra politica, massoneria, servizi segreti e Gladio" è scritto in una nota del direttivo provinciale di Assostampa Palermo che con il segretario Gianluca Caltanissetta e il vice Leandro Salvia ha partecipato alla manifestazione. Il corteo partito dal tribunale ha raggiunto l'albero Falcone dopo aver percorso via delle Libertà.
Nella delegazione che ha sfilato dietro allo striscione "Libertà di stampa=democrazia" presenti il segretario regionale Giuseppe Rizzuto, il vicesegretario vicario Roberto Leone, Giancarlo Macaluso e Marina Mancini per la giunta regionale, Mario Pintagro per il Gruppo cronisti e molti altri colleghi si sono poi aggiunti alla delegazione come Alessia Franco e Antonella Romano. Tra questi Franco Nicastro tra i firmatari dell'appello rivolto da quasi 40 cronisti siciliani al Capo dello Stato Sergio Mattarella e alla presidente della commissione parlamentare Antimafia Chiara Colosimo per non chiudere nel recinto della cosiddette inchiesta "mafia-appalti" le indagini su stragi e omicidi che hanno segnato la fine del secolo scorso in Sicilia.
E proprio su questo argomento insiste la nota del direttivo di Assostampa Palermo: "Un paio di settimane fa 33 giornalisti siciliani hanno inviato una lettera aperta al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al presidente della Commissione nazionale antimafia Chiara Colosimo per chiedere che non ci si concentri esclusivamente sul rapporto mafia-appalti ma si approfondiscano anche altre piste investigative. Assostampa ha scelto di schierarsi al fianco di questi colleghi. Perché il rischio di concentrarsi su un unico episodio, su un unico movente, su un unico responsabile, è quello di perdere il quadro d'insieme e di non comprendere più il contesto in cui quelle stragi sono maturate. Si tratta di toccare dei nervi scoperti, è ovvio, e di scontentare inevitabilmente qualcuno. Ma il compito di un'associazione come la nostra è anche quello di prendere posizione, di sposare alcune battaglie che riteniamo di civiltà, e di esporsi, se necessario, anche alle critiche. Mettendoci la faccia. Rinnovare la memoria e continuare a chiedere verità e giustizia, dunque. Con un supplemento di impegno nelle indagini. Senza riscritture storiche né revisionismi. Ecco le ragioni della nostra partecipazione al corteo. Ma, in quanto rappresentanti dei giornalisti palermitani e siciliani, non potevamo non porre l'accento anche sulla condizione di salute dell'informazione. Leggi bavaglio, querele temerarie, un contratto che non viene rinnovato da dieci anni sono tutti fattori che hanno finito con l'indebolire il ruolo dell'informazione E invece abbiamo tutti bisogno che l'informazione torni a essere forte, per spiegare la realtà in cui viviamo, attraverso analisi approfondite e riflessioni, ponendo domande e cercando ostinatamente risposte, offrendoci quegli anticorpi necessari per difenderci da chi spaccia facili soluzioni a problemi complessi."
Da qui la conclusione della nota: "Un'informazione libera, quindi, che sia messa nelle condizioni di contribuire ancora alla ricerca della verità. Requisito indispensabile per ottenere finalmente giustizia".
Capaci, Mattarella: "Ha segnato la storia della Repubblica. L'eredità di Falcone e Borsellino patrimonio etico"







