| Palermo
Depistaggi e false verità: da Alcamo marina alle stragi di mafia: "Tanti misteri italiani, dopo 50 anni ancora irrisolti"

Egle Palazzolo, presidente del Circolo di Palermo, ha aperto l'incontro con la partecipazione di Salvatore Cusimano e di Enrico Bellavia. Due dei giornalisti più esperti delle vicende di mafia che hanno dialogato con Lucio Luca del suo libro-inchiesta “L’ultima spiaggia. Alkamar, la strage dimenticata e cinquant’anni di misteri italiani” in libreria dal 21 gennaio scorso per Compagnia Editoriale Aliberti. Il 27 gennaio 1976, in una piccola caserma di Alcamo Marina, vicino a Trapani, vengono trucidati due giovani carabinieri. Una strage piena di misteri per la quale finiscono in carcere quattro innocenti. Da quell’eccidio dimenticato parte un filo che unisce decine di misteri italiani – da Peppino Impastato, al delitto del colonnello Russo, del giornalista Mario Francese, passando per l’omicidio Rostagno e per quello di Ilaria Alpi. A fare da filo conduttore nel volume è la voce di Giuseppe Gulotta che, a mezzo secolo dai fatti, continua a porsi una domanda: «Perché proprio io?». Gulotta ha trascorso 22 anni in carcere da innocente prima che la sua condanna venisse ribaltata. Dal suo caso, Luca allarga lo sguardo su una stagione di delitti rimasti senza una risposta definitiva: chi ha ucciso i due carabinieri, e soprattutto perché?
Da Alcamo Marina a cinquant’anni misteri d’Italia, passando per Impastato Rostagno sino ad arrivare alla misteriosa morte di Ilaria Alpi in Somalia. "Un fatto, questa strage, che per anni forse non è stato solo dimenticato, ma volutamente anche nascosto", ha sottolineato il vice segretario regionale vicario dell’Associazione della stampa Roberto Leone che ha introdotto l’incontro. Quindi, Salvatore Cusimano, per anni cronista giudiziaria per la Rai in Sicilia, ha chiesto a Lucio Luca da dove gli fosse venuta l’idea di riportare alla luce la strage avvenuta cinquant’anni fa nella caserma dei carabinieri di Alcamo marina. E Lucio Luca ha risposto ricordando come era venuta alla luce la mancata verità su quel eccidio in una notte fredda e piovosa dell’inverno del 1976 e ciò soltanto nel 2007 quando durante una trasmissione su RaiTre di Carlo Lucarelli, si affermava che non c’erano colpevoli per la morte dei carabinieri Salvatore Falcetta e Carmine Apuzzo. I familiari di uno dei condannati scrissero al forum nella trasmissione e da lì si è aperta la strada che dopo tanti anni ha portato alla revisione del processo che ha scagionato i quattro ragazzi trapanesi che per anni sono stati accusati ingiustamente e uno dei quali Giuseppe Gulotta ha trascorso oltre vent’anni dietro le sbarre.
Depistaggi, indagini inquinate, falsi colpevoli, assoluzioni misteri senza risposte. Salvatore Cusimano ha rilanciato così la lettera appello firmata da oltre 30 cronisti siciliani è rivolta al presidente della Repubblica Mattarella e alla commissione antimafia. "Noi non siamo alla controparte di nessuno e soprattutto non lo siamo della procura dei Caltanissetta che indaga sulle stragi mafia del '92 . Noi rivendichiamo il nostro ruolo di cronisti, forse è un po’ anziani ma sicuramente testimoni di un periodo nel quale abbiamo avuto modo di parlare direttamente con quei magistrati che sono stati vittime di quegli attentati. Ogni giorno incontravo Giovanni Falcone, con il quale mi intrattenevo a parlare cosa che molti di quelli che intervengono oggi non hanno mai fatto nella loro vita. Quello che chiediamo con la nostra esperienza, la nostra maturità, il nostro vissuto e di avere diritto alla verità, visto che la storia giudiziaria di queste vicende non è mai arrivata a delle conclusioni".
E sullo stesso tenore l’intervento di Enrico Bellavia in collegamento dalla redazione dell’espresso a Roma: "La storia dei depistaggi è quella dei tanti suicidi in carcere ci porta a capire come la verità sia stata negata purtroppo anche con interventi e coperture istituzionali. Così come è grave il tentativo di separare la storia delle stragi del 92 dall’attacco terroristico oltre lo Stretto del 1992 a quelle del'93 ed dall’attentato fallito ai carabinieri allo stadio Olimpico del 1994".
Ad aprire l’incontro, la presidente del Circolo della stampa Egle Palazzolo che ha inaugurato così anche la Corte interna della nuova sede di Assostampa Sicilia. Un’occasione di incontro ha ha affermato con Lucio Luca che "è un giornalista scrittore, anzi voglio sottolineare questo aspetto che è uno scrittore come devono essere tutti i giornalisti che usano nel modo migliore una prosa asciutta limpida per far risaltare quei fatti che altrimenti andrebbero a finire nel dimenticatoio. E così è stato capace di fare per una strage che molti di noi non ricordano, anzi che la stragrande maggioranza non conosce nemmeno".
Tra il pubblico diversi colleghi che hanno seguito con estrema attenzione interventi che sono voluti poi intervenire nel dibattito, come per esempio Valentina Bongiovanni e Ignazio Panzica.
Circolo della stampa a Castellammare, "L'ultima spiaggia" di Lucio Luca oggi alle 18












