| Palermo
Il primo brigante conquista il Circolo della stampa. Dall'800 a oggi quell'unione tra violenza, mafia e politica

Un lungo filo che parte dalla metà dell'Ottocento e arriva sino a oggi. L'inizio del brigantaggio in Sicilia e quella strategia della violenza che segna la vita delle campagne e poi dell'Isola sono stati al centro del Circolo della stampa che ieri pomeriggio è stato ospitato nella sala Meeting del Crezi.plus ai Cantieri culturali alla Zisa. La discussione è partita da “Il primo brigante. Ascesa e declino di Don Peppino il Lombardo”, presentato da Vito Lo Scrudato autore del saggio pubblicato da Navarra Editore. Accanto a lui Antonella Chinnici, che ha curato la prefazione del libro, Nicola Criscuoli che ha scritto la postfazione, Gino Pantaleone e Roberto Leone vicesegretario vicario di Assostampa Sicilia. Vito Lo Scrudato, già studioso e conoscitore del fenomeno del brigantaggio, nelle pagine del saggio approfondisce la prima fase del banditismo postunitario, nella peculiare modalità realizzatasi in Sicilia, e la figura storica del primo brigante siciliano: Angelo Pugliese, detto Don Peppino il Lombardo.
Una discussione di estrema attualità: la violenza usata come forma politica di pressione, un modello che è giunto sino alla Sicilia dei giorni nostri.
Il dibattito oltre che i relatori ha coinvolto anche il pubblico. Sono intervenuti tra gli altri il professore Nino Sala, di Burgio erede di uno delle vittime del brigante. Il suo antenato subì un sequestro di persona che lui stesso assieme al fratello risolse accoppando il brigante carceriere e scappando con le sue armi e la sua pipa, Marina Pupella giornalista freelence esperta della situazione in Libano e conoscitrice della milizia hezbollah e la professoressa Lucia Rovituso, dirigente scolastica. In platea anche Francesco Lepore Angela Fundarò, e una parte del team del Tè con l'autore, Marisa Di Simone e Maurizio Guarneri.
Oltre al dibattito storico c'è da rilevare che l'autore ha adottato, per rendere il racconto incisivo e scorrevole, un approccio libero da ogni tipo di accademismo. Un taglio narrativo, quindi, ricostruisce le vicende della banda Lombardo, guidata dal capobrigante Don Peppino, sia in quelle che sono state le azioni criminali, che le relazioni con la mafia e il contesto sociale e politico, nonché paesaggistico e di costume. Ancora consultando quelli che sono stati gli atti del processo del 1866-1868, che vide incriminato lo stesso Angelo Pugliese assieme ad altri 36 imputati, racconta alcuni dei delitti più efferati perpetrati dalla banda di briganti.
Alla fine consueto brindisi, mentre dalla settimana prossima gli appuntamenti del Circolo tornano nel salone "Orlando Scarlata" della nuova sede dell'Associazione siciliana della stampa che si trova nella "Palazzina gialla" di piazza Pina Bausch all'interno dei Cantieri culturali della Zisa. Giovedì 16 aprile il Circolo ospiterà alle 18 “Tra i denti” di Silvia De Luca che dialogherà con Giovanna Cirino e Sibilla Gambino. Il calendario del Circolo continua a scorrere per arrivare al 23 aprile quando Mariuccia Noto sarà protagonista dell‘incontro con Vito Lo Scrudato, Benedetto Norcia, Roberto Leone e Ottavio Navarra. A chiudere il mese di aprile lunedì 27 aprile alle 18 si tornarà al Cre,zi plus per Jessica Schillaci autrice “Di te posso scrivere solo io”. Assieme a lei Isabella Napoli e due giornalisti sportivi di grande esperienza Gaetano Perricone ed Adolfo Fantaccini. Tutti gli aventi del Circolo della stampa si svolgono in collaborazione con la sezione siciliana dell'Associazione donne del vino.















