| Palermo
Circolo della stampa: "Quale futuro per la Sicilia?" Con Franco Garufi a caccia della nuova classe dirigente

Come può la Sicilia liberarsi da una situazione che la intrappola da decenni e cioè quella di una classe dirigente che non riesce a tracciare una linea di sviluppo credibile per i suoi cittadini e soprattutto per i più giovani che ormai da anni sono costretti e non a scegliere, ma a subire la sorte dell’emigrazione? E' stato questo il nodo centrale del confronto che si è svolto ieri al Circolo della stampa, ospitato al Crezi.plus, prendendo spunto dal libro di di Franco Garufi, "Frammenti per la Sicilia" presentato da Franco Nicastro e Emilio Miceli introdotti da Vito Lo Scrudato. Un volume innovativo perché l'autore, in modo trasparente, ha usato l'intelligenza artificiale per provare a trovare le risposte ad alcuni quesiti.
E su queste domande si è sviluppata una discussione franca e aperta sulle scelte politiche ed economiche della Regione governata a turno da centrodestra e centrosinistra ma, secondo i relatori, con uno spirito comune che non ha prodotto anche nel Terzo millennio la nascita di una classe dirigente capace di indirizzarne lo sviluppo. "Siamo fermi - hanno sottolineato - all’era postindustriale, con i relitti della chimica, senza avere piani industriali che riguardano il futuro, soprattutto nei settori strategici, cioè quello dei servizi e delle tecnologie". E il problema è proprio quello della formazione della nuova classe dirigente ingabbiata nelle logiche politiche della conservazione del potere e del consenso, senza pensare che invece bisognerebbe avere lo sguardo lungo non sul prossimo anno, ma sui prossimi 10 anni, per consentire alle giovani generazioni di guardare in maniera positiva alla loro permanenza nell’Isola. Nodo cruciale: il cuffarismo della prima e dell'ultima ora e la lezione perduta dell'autonomia.
Franco Garufi ha ricordato i momenti in cui la Sicilia è entrata nel dibattito politico nazionale in questi ultimi decenni e sono tutti relativi ad eventi traumatici che si sono conclusi con le stragi del '92. Ma a parte questo, dopo la fine della Cassa per il Mezzogiorno, che comunque aveva rappresentato un volano di crescita, nulla è stato più fatto e si rimane vittime di uno statalismo che in molti casi diventa assistenzialismo che invece di incentivare l’iniziativa e lo sviluppo finisce per provocare una pigrizia intellettuale e materiale che condanna la Sicilia al rischio di diventare una semplice portaerei nel Mediterraneo senza avere quella centralità che invece ha avuto nei secoli precedenti. Come uscire da questa situazione? Non c’è una ricetta precisa, ma uno spiraglio si è aperto con la grande partecipazione al referendum sulla giustizia.
A conclusione dell'incontro è stato annunciato che la targa per la sezione Economia del Premio cronista, organizzato dal Gruppo cronisti
siciliani di Assostampa, sarà intitolata da quest'anno ad Angerlo Meli, il giornalista a cui Franco Garufi ha dedicato il libro "Frammenti per la Sicilia. Meli, scomparso nel 2023, per anni ha curato la sezione "Economia" al Giornale di Sicilia, ed ha lavorato per il Centro studi Pio La Torre.





















