| Palermo
Cinema, giornalismo e violenza. Tra cronaca e film così la formazione diventa un racconto multimediale
È possibile fare formazione in modo innovativo, dinamico e coinvolgente? L’esperienza di ieri pomeriggio per il corso su "Cinema, giornalismo, violenza di genere ed etica dello sguardo", organizzato da Assostampa Sicilia (in collaborazione con l'Ordine e valido sei crediti deontologici) ai Cantieri culturali alla Zisa e ospitato nei locali del Crezi.plus, dimostra di sì. Oltre 90 i giornalisti presenti che hanno seguito con la massima attenzione le relazioni di Iva Marino, ricercatrice Unipa su Psicologia del profondo e delle relazioni, e di Ivan Scinardo, giornalista direttore del Centro sperimentale di cinematografia. Guidati da Elvira Terranova, caporedattrice di ADN-Kronos, giornalista tra le più esperte nella cronaca giudiziaria che ha seguito anche i più importanti processi per abusi e violenze sessuali. Con loro, Roberto Leone vicesegretario regionale di Assostampa e, ospite straordinario, il regista Giuseppe William Lombardo reduce dalla presentazione in anteprima al "Rouge e noir" del suo primo film "Lo scuro". La novità del corso è stata quella di alternare spezzoni di film significativi sul tema del corso, con le relazioni guidando i giornalisti-spettatori dentro le emozioni, le reazioni, lo sgomento, l’orrore della violenza che poi bisogna saper raccontare.
Partendo da "Un giorno perfetto" di Özpetek per arrivare a "C’è ancora domani" di Paola Cortellesi sino alla sequenza di film cult come "Arancia meccanica" o "Kill Bill", Iva Marino prima e Ivan Scinardo poi hanno sviscerato da punti diversi quello psicologico e quello cinematografico la narrazione di episodi che vanno dallo stupro, alla violenza sino alle uccisioni. Elvira Terranova facendo leva sulla esperienza diretta della cronaca giudiziaria, oltre che a guidare il dibattito ha poi portato il suo contributo, ricordando ad esempio il processo per stupro del figlio di Beppe Grillo svoltosi in Sardegna, sottolineando come purtroppo alcuni giornali sino andati ben al di là del diritto di cronaca insistendo su particolari morbosi o ricordando la ferocia di un interrogatorio subito dalla vittima da un'avvocata. Quindi Giuseppe William Lombardo ha portato l’esperienza della sua prima regia nel raccontare i riti voodoo sulle donne costrette poi alla prostituzione. Un’esperienza innovativa ha detto il vicesegretario di Assostampa Roberto Leone, che dimostra l’impegno e la volontà del sindacato di offrire la possibilità di aggiornarsi concretamente su argomenti di grande attualità, ma nello stesso tempo di entrare in un campo delicato come quello della psicologia sulla quale gli stessi giornalisti devono avere l’umiltà di ascoltare i professionisti del settore.

















