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L'Isola ribelle che cerca di cambiare: il lavoro, lo sfruttamento, la mafia. La lezione dei Fasci siciliani

L'Isola ribelle che cerca di cambiare: il lavoro, lo sfruttamento, la mafia. La lezione dei Fasci siciliani

Un passaggio cruciale della storia della Sicilia che però rimane ancora tra i meno conosciuti e anche studiati: l’epoca dei Fasci siciliani, un movimento popolare antesignano del sindacalismo che alla fine dell’Ottocento cercò di far valere i diritti dei lavoratori più sfruttati, quelli delle miniere siciliane e che fu represso nel sangue da un altro siciliano Francesco Crispi. Al Circolo della stampa, ospitato al Cre.zy.plus, un ampio dibattito su quello che ancora oggi è un tema fondamentale e cioè lo sfruttamento del lavoro e delle condizioni di vita dei più deboli, si è sviluppato attorno all’Isola ribelle di Serafina Ignoto edito da Navarra.

isola.vito.loscruIntrodotto da Vito Lo Scrudato, del comitato direttivo del Circolo della stampa, il tema è stato poi approfondito e riportato  all’attualità da Nino Amadore, giornalista del Sole24ore e da Roberto Leone,vice segretario regionale vicario di Assostampa. Centocinquant’anni dopo i Fasci siciliani ci sono lavoratori ridotti ancora in condizioni di schiavitù come dimostrano le recenti inchieste del magistratura sui rider a Milano, mentre la Sicilia vive una condizione in cui la questione meridionale non è stata risolta. Ma nonostante tutto possiamo avere ancora uno sguardo di ottimismo che non deve mancare. Lo sottolinea l’autrice del libro Serafina Ignoto: "Dobbiamo ripensare all’impegno, alla volontà e alla capacità che in quel periodo ebbero i siciliani più deboli e in particolare le donne coinvolte in un movimento che raggiunse in determinati passaggi anche 500.000 siciliani su una popolazione che era di 3 milioni di abitanti. Le donne ebbero un ruolo fondamentale nella consapevolezza di lottare per la loro dignità e quella dei loro uomini".

Una lezione quella dei Fasci siciliani, quindi ,che anche se allora fallì e fu repressa violentemente, è tornata ciclicamente nella storia della Sicilia e che ancora oggi può essere sintetizzata con la volontà di continuare le lotte come recitava uno striscione apparso dopo le stragi del '92: "Le loro idee continuano a camminare sulle nostre gambe".

  Circoli della stampa, al via il terzo anno. A Palermo si parte il 15 gennaio con "Senza" di Gaetano Perricone

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