| Palermo
L’informazione al fianco dei cittadini. Casteldaccia Assostampa Sicilia e Palermo alla marcia antimafia
Si è conclusa sotto il sole di una piazza Matrice gremita a Casteldaccia la 43ª edizione della Marcia Antimafia Bagheria-Casteldaccia. Un lungo fiume di studenti, cittadini e istituzioni ha percorso la storica "Strada dei Valloni", ribattezzata "Strada della Vita", per trasformare quello che fu il teatro della seconda guerra di mafia
in un simbolo di riscatto e speranza. Tra le numerose adesioni, la partecipazione di Assostampa Sicilia e della sezione di Palermo. Il sindacato dei giornalisti è stato presente con una delegazione guidata da Marina Mancini, componente della giunta regionale, e Salvatore Matranga. "La presenza di Assostampa FNSI è servita a ribadire che l’informazione libera è un pilastro fondamentale della democrazia e un argine contro l'azione criminale" - ha detto Mancini - . Partecipare alla marcia significa onorare il sacrificio di chi, per garantire trasparenza e verità ai cittadini, ha pagato il prezzo più alto".
In questa giornata di memoria, il pensiero è andato agli otto cronisti siciliani uccisi dalla mafia: giornalisti che svolgevano il
loro lavoro a servizio della collettività e che sono stati messi a tacere perché le loro inchieste scardinavano il sistema del malaffare. La categoria ha ribadito che il loro testimone non è andato perduto e che il dovere di cronaca continua a essere uno strumento di resistenza civile Dal palco di Casteldaccia, le autorità hanno lanciato moniti severi contro il silenzio e l'indifferenza. Monsignor Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo, ha esortato la piazza: «Gridiamo a voce alta anche perché oggi ci chiedono di rimanere zitti. Dobbiamo dire che noi ripudiamo la mafia, ogni forma di violenza e dunque la guerra» Antonello Cracolici, presidente della Commissione Antimafia all’ARS, ha sottolineato la pericolosità di una mafia "silenziosa": «La mafia è più forte quando non spara, perché è un sistema che continua a infiltrarsi nella politica, nell'economia e nelle professioni. Essere qui è un dovere civico di resistenza». La marcia, promossa dal Centro Studi Pio La Torre, si conferma ancora una volta un passaggio di testimone fondamentale tra le generazioni: un impegno che, come ricordato dal presidente emerito Vito Lo Monaco, non accetta "passerelle di facciata" ma pretende una lotta viva e consapevole contro ogni forma di dipendenza e corruzione.











