Martedi, 9 agosto 2022 ore 04:42
Accedi

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Informazione blindata alla Regione: il ragioniere generale vieta ai dipendenti di parlare con la stampa. Ordine e Assostampa: "Un'altra preoccupante iniziativa"

Un passo avanti nell'attuazione del progetto finale sul controllo completo dell'informazione in Sicilia. La circolare del Ragioniere generale della Regione Siciliana che impedisce ai dipendenti di dare informazioni ai giornalisti - solo in parte legittimata su un piano meramente formale dal vincolo che lega un dipendente pubblico alla propria amministrazione - è un ulteriore preoccupante segnale della direzione presa da Crocetta nella gestione totale del flusso delle informazioni dall'amministrazione verso i cittadini. Dopo aver visto azzerato - in barba alla legge 150/2000 sulla trasparenza - l'ufficio stampa della Regione, la Sicilia è diventata l'unica regione in Italia priva di un canale istituzionale legittimo di comunicazione fra l'amministrazione (che ha il dovere di informare) e i mass media e quindi verso gli amministrati (che hanno il diritto di essere correttamente informati). Sostituendosi ai giornalisti dell'ufficio stampa il governatore Crocetta e i suoi assessori firmano ogni giorno comunicati-proclami a senso unico. Col risultato - pericolosissimo per la democrazia in Sicilia - di avere in modo surrettizio sostituito l'informazione fatta dai professionisti con una pseudoinformazione senza se e senza ma, e soprattutto senza interlocutori in grado di valutare già in partenza la valenza delle notizie e soprattutto la loro veridicità. E tante affermazioni già clamorosamente smentite dai fatti rilevati successivamente stanno lì a dimostrarlo. Adesso, se mai qualche dipendente regionale avesse osato farlo, giunge anche il divieto di dare informazioni ai giornalisti. Così il controllo sulle notizie riguardanti l'attività della Regione diventa sempre più massiccio. Ordine dei Giornalisti e Assostampa, a questo punto, lanciano un appello a tutte le forze politiche di buon senso e realmente democratiche per fermare questo progetto prima che il controllo sull'informazione raggiunga livelli inaccettabili. Ne pagherebbero le conseguenze più gravi tutti i siciliani.

L'UNCI: no a lettera-bavaglio

La lettera bavaglio inviata dal ragioniere generale della Regione, Mariano Pisciotta, ai dirigenti e ai funzionari regionali del settore, invitati, - pena sanzioni disciplinari, a non parlare con i giornalisti, - «limita fortemente il diritto di cronaca e impedisce il corretto accesso alle fonti in una regione totalmente priva di un ufficio stampa». 

Lo ha dichiarato il presidente del Gruppo siciliano dell'Unci, Leone Zingales, che ha invitato il presidente Rosario Crocetta a ritirare l'ordine di servizio del ragioniere generale che impone da oggi ai funzionari regionali di dirottare le richieste dei cronisti 'allo scrivente che provvederà a raccordarsi con l'organo politico».

«A parte ogni considerazione sulla farraginosità di una simile procedura - ha concluso Zingales - che impedirà ai cronisti di verificare tempestivamente le informazioni, non è in alcun modo accettabile che le informazioni provenienti dall'amministrazione regionale vengano filtrate da un organo politico».

Condividi