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 Notiziario


 

Siracusa, danneggiata la lapide che ricorda Mario Francese. L'Assostampa Sicilia: un gesto vergognoso

Siracusa, 11 settembre '14 – L'Associazione siciliana della stampa esprime sdegno per il danneggiamento della lapide commemorativa di Mario Francese, il cronista di giudiziaria del Giornale di Sicilia ucciso da Cosa nostra il 26 gennaio del '79, avvenuto a Siracusa, città natale del giornalista. Si tratta di un gesto vergognoso che colpisce la memoria di un collega coraggioso, capace di interpretare  la professione nella maniera migliore: denunciando gli affari illeciti della mafia. Auspichiamo che le forze dell'ordine identifichino al più presto gli autori del danneggiamento e ringraziamo il comune di Siracusa per essere già intervenuto e avviato il restauro della lapide così da collocarla nella sua sede in tempi brevi.

Il segretario regionale
(Alberto Cicero)

Addio a Nuccio Schilirò

Nuccio SchilliròTutta l’Associazione siciliana della Stampa e l’Ussi Sicilia sono vicini al grande dolore della famiglia Schillirò per la morte di Nuccio. L’ex coordinatore dei presidenti regionali dell’Ussi, per otto anni presidente regionale del gruppo siciliano, si è spento a 66 anni per una grave malattia. Ex capo servizio del quotidiano La Sicilia era stato, il 20 marzo del 1975, uno dei primi conduttori di un Tg di una televisione privata italiana, Teletna, storica testata siciliana sulla quale è basata la sentenza della Suprema Corte che riconosce giuridicamente l’emittenza televisiva ‘libera’ autorizzando le trasmissioni. Dopo l’esperienza a Teletna, con le prime telecronache in diretta delle partite di calcio del Catania, era passato all’emittente televisiva Telecolor, continuando a seguire il calcio anche se la sua passione sportiva personale era tutta per la pallavolo. Aveva in seguito coordinato la redazione sportiva del quotidiano del pomeriggio ‘Espresso Sera’ e quella di Antenna Sicilia, dove era ritornato, contribuendo, con modi affabili e garbati, a istruire numerosi cronisti che sono cresciuti in quella ‘scuola’. Lasciata la televisione era approdato al quotidiano La Sicilia, ricoprendo anche l’incarico di responsabile delle redazioni di Agrigento, prima, e Siracusa, poi. Lascia la moglie Linda e i figli Ambra, giornalista pubblicista, e Andrea.

Mauro De Mauro ricordato sul luogo della scomparsa.

Il Comune di Palermo accoglie richiesta dell’Unci per collocazione cippo. Cerimonia il 16  settembre

Mauro De Mauro nella redazione del giornale L'Ora di PalermoIl cronista de L'Ora Mauro de Mauro, scomparso la sera del 16 settembre 1970 a Palermo, sarà ricordato dall'Unci sul luogo del sequestro in viale delle Magnolie. La cerimonia, alla quale prenderanno parte i familiari del coraggioso giornalista, si svolgerà martedì 16 settembre alle ore 10. Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, ha accolto la richiesta presentata lo scorso gennaio dal Gruppo siciliano dell'Unci. Entro la fine del 2014  l' Unci e l'Amministrazione comunale collocheranno in viale delle Magnolie un cippo marmoreo per ricordare l'assassinio del giornalista originario di Foggia. In attesa della definizione di tutti gli adempimenti burocratici,  i cronisti hanno deciso di ricordare De Mauro nel giorno del sequestro.

“Mauro De Mauro viene ricordato sul luogo del sequestro dopo anni di imperdonabile silenzio - ha detto Leone Zingales, presidente del Gruppo siciliano dell'Unci - I cronisti si stringono ai familiari che da quel terribile 16 settembre attendono verità e giustizia. Ringraziamo l'Amministrazione comunale che ha accolto una nostra proposta”.

De Mauro è stato sequestrato da un commando mafioso mentre posteggiava l'auto, una Bmw, sotto casa.  Il veicolo è stato poi trovato in un'altra zona della città, in via D'Asaro. Il corpo del giornalista non è stato mai trovato. Per il quotidiano L'Ora aveva seguito diverse inchieste su mafia e politica, mafia e droga, mafia e comitati d'affari.

Uffici stampa nei comuni italiani: Piero Fassino risponde alla Fnsi

Piero-FassinoROMA, 30 LUG - "Siamo convinti che una comunicazione professionale e competente dell'attivita' e della vita dei Comuni sia condizione ineludibile sia per garantire trasparenza, sia per il buon esito delle politiche e delle iniziative dedicate ad assicurare ai cittadini i servizi indispensabili. Per questo accogliamo con favore l'appello della Federazione della Stampa Italiana affinche' nei Comuni, come prevede la legge, le funzioni di comunicazione siano affidate a donne e uomini con competenze professionali adeguate". Lo afferma il presidente dell'Anci, Piero Fassino, che nei giorni scorsi ha ricevuto una lettera- appello della Fnsi nella quale si ricorda che "l'informazione istituzionale non e' una scelta superflua, ma un diritto dei cittadini e un dovere della pubblica amministrazione, come detta la legge 150/2000, secondo la quale gli Uffici stampa degli enti locali e piu' in generale della Pa devono essere diretti e composti da giornalisti". (ANSA).

SEGUE LETTERA APPELLO DEL PRESIDENTE FNSI, GIOVANNI ROSSI, INVIATA IL 20 GIUGNO 2014

LETTERA AL PRESIDENTE ANCI, PIERO FASSINO, PER UN APPELLO FNSI AI SINDACI D'ITALIA L'INFORMAZIONE ISTITUZIONALE NON E' UNA SCELTA SUPERFLUA: E' UN DIRITTO DEI CITTADINI ED UN DOVERE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Roma, 20 giugno 2014 - Gentile Presidente Piero Fassino, in molte Amministrazioni locali del nostro Paese sono stati rinnovati i vertici. In tanti casi si è espressa una forte volontà di rinnovamento e di stabilità al tempo stesso. Forte è il desiderio dei cittadini di sapere, capire ed avere la possibilità di controllare per davvero l'attività e le scelte dei propri amministratori, in particolare dei Primi cittadini.A questo fine è fondamentale il ruolo delle strutture che, nell'ambito della PA e dei Comuni in primo luogo, hanno il compito di rendere trasparenti e comprensibili le attività delle Amministrazioni, le ragioni delle loro scelte e le relative conseguenze, fuori da ogni impostazione propagandistica e di parte che non sta nei compiti e nel ruolo degli Uffici stampa che, come detta la legge 150 del 2000, devono essere diretti e composti da giornalisti.La convinzione che gli addetti stampa siano un lusso da permettersi solo in tempi di "vacche grasse", quando i bilanci sono ricchi, non ci pare lungimirante. La funzione dell'informazione e della comunicazione istituzionale sono irrinunciabili. Anzi, sono ancora più necessarie nel momento in cui crescono le difficoltà e, quindi, occorre, con ancor maggiore capacità, comunicare con precisione e trasparenza le scelte del Comune.La convinzione che il rapporto con i "giornalisti pubblici" debba essere fiduciario e, quindi, a termine, è errata perché viola i dettati delle legge 150 approvata 14 anni fa e che tuttora regola la informazione negli Enti pubblici.Il rapporto a termine e fiduciario, per la legge, è in capo ad un'altra figura professionale, quella del portavoce.Se, spesso, le scelte e le politiche delle Amministrazioni locali non sono state comprese è anche perché non sono state comunicate con professionalità e, a volte, con un taglio propagandistico conseguenza della mancata istituzione di uffici stampa professionalizzati.Oggi, nell'era della informazione e della comunicazione in tempo reale e della multimedialità, i Comuni debbono avere la capacità di utilizzare tutte le opportunità che le varie piattaforme tecnologiche mettono a disposizione e ciò richiede professionisti "certificati", certificazione di cui l'iscrizione all'Ordine dei giornalisti ed all'Istituto di previdenza della categoria (anche quest'ultima obbligatoria per norma) sono parte. Anche per questa via si può combattere la precarizzazione del lavoro che oggi tutti contestano e vorrebbero superare.Per tali ragioni la Federazione Nazionale della Stampa Italiana (Sindacato unitario dei giornalisti), attraverso le sue articolazioni, cioè le Associazioni regionali di stampa, è pienamente disponibile a collaborare con le Amministrazioni comunali - così come con ogni altro Ente - per individuare le soluzioni migliori al fine di garantire, oltre che i diritti dei lavoratori dell'informazione, adeguate prestazioni professionali.Le chiediamo, quindi, se, attraverso le strutture di comunicazione Anci, fosse possibile far giungere a tutti i sindaci d’Italia questo nostro appello.

Con i più cordiali saluti. Giovanni Rossi

"Giornalisti disposti a fare scoop a qualsiasi costo": Assostampa Palermo su dichiarazioni Priore Carmelitani

DICHIARAZIONI PRIORE CARMELITANI PADRE LETA, IL SEGRETARIO PROVINCIALE ASSOSTAMPA PALERMO ROBERTO GINEX: “PAROLE SORPRENDENTI E SCONCERTANTI, I CRONISTI FANNO IL LORO LAVORO CON CORRETTEZZA E SACRIFICIO CONTRIBUENDO CON L’IMPEGNO PROFESSIONALE A LOTTA ALLA MAFIA”

“Sorprendono le dichiarazioni rese da padre Pietro Leta, priore dei Carmelitani di Palermo, che intervenendo sul caso della processione di Ballarò, tira in ballo i cronisti palermitani nei quali, a suo dire, “fa breccia il diavolo che si allunga anche dentro i giornalisti che sono disposti a fare scoop a qualsiasi costo”, lo afferma Roberto Ginex, segretario provinciale Assostampa Palermo, sindacato unitario dei giornalisti.
“Riteniamo queste parole semplicemente sconcertanti – prosegue Ginex - soprattutto quando ad affermarle è un sacerdote che non si può permettere di accostare i giornalisti che operano con correttezza, scrupolo e spirito di sacrificio ai mafiosi, e men che mai al diavolo. Certo – aggiunge Ginex - comprendiamo il grande imbarazzo della comunità religiosa palermitana, chiamata in causa per presunti rapporti equivoci con gli ambienti mafiosi e auspichiamo un dialogo sereno e costruttivo tra le forze sociali ed ecclesiali della città affinché possa essere raggiunto l’obiettivo che dovrebbe accomunare tutti, cioè la liberazione di Palermo dalla mafia e dalla mentalità mafiosa”.
I giornalisti palermitani, infine, nel rivendicare l’impegno professionale quotidiano nella lotta alla mafia, ricordano che proprio solo dopo la denuncia fatta dai mezzi di informazione sulla confraternita della Zisa, diretta da un boss arrestato, la Curia di Palermo ha deciso di scioglierla a tempo indeterminato.


Addio ad Angelo Casabianca, "anima" della redazione sport de La Sicilia

A 89 anni, è morto nei giorni scorsi nella sua casa di Catania, assistito sino all'ultimo momento dalla moglie Maria e dai figli, il collega Angelo Casabianca che fu per decenni capo della segreteria della Redazione sportiva del quotidiano "La Sicilia". Casabianca, negli anni d'oro della carta stampata, e anche in quelli successivi nei quali la concorrenza degli altri mezzi di informazione si era fatta sempre più fitta, era riuscito a dare una impronta di grandissima professionalità, correttezza e competenza alle pagine dello Sport del suo giornale, allevando, tra l'altro, intere schiere di giornalisti che sono cresciuti attraverso le sue precise direttive. La redazione sportiva de "La Sicilia" all'epoca era formata da giornalisti del calibro di Candido Cannavò e Luigi Prestinenza e questo le conferiva una autorevolezza di primissimo piano attraverso firme di prestigio. Ma la "regia" era di Angelo Casabianca che riusciva a far seguire con attenzione tutti gli avvenimenti sportivi che si svolgevano in Sicilia dando alle pagine un valore aggiunto consistente in una ricchezza di notizie ineguagliabile. Furono anni di grandi successi professionali che portarono il giornale "La Sicilia" a un grande, importante, radicamento sul territorio e a una diffusione sempre più capillare anche attraverso la trattazione di un argomento sino a quel momento ritenuto minore ma che, invece, aveva una grande capacità di presa sui lettori siciliani.

Centinaia di collaboratori e di corrispondenti del giornale, che si sono via via susseguiti, ricordano Angelo Casabianca come una persona di grandissima eleganza umana e professionale; sempre cortese, sempre disponibile, sempre attento a ogni proposta. Molti di loro devono proprio a lui non solo preziosi insegnamenti, ma anche una interlocuzione basata fortemente su umanità, schiettezza e sincerità che sono servite per proseguire con tenacia lungo una strada che non sempre appariva sicura. Un autentico maestro, un punto di riferimento umano insostituibile.

Casabianca nella sua lunga attività è stato sempre molto attento ai doveri deontologici della professione verso i colleghi e verso i lettori, e quando gli impegni di lavoro si sono allentati ha potuto donare ai colleghi una parte del suo tempo attraverso l'impegno nel sindacato che lo ha portato a ricoprire l'incarico di consigliere nazionale della Federazione nazionale della Stampa per due mandati consecutivi dal 2004 al 2007 e poi sino al 2010. In questi anni, anche in campo nazionale, non mancò di farsi apprezzare per signorilità e limpidezza.

Alla famiglia (e in particolare a Nunzio, giornalista professionista, e ad Antonio, fotoreporter), vanno le sincere e commosse condoglianze dell'Associazione siciliana della Stampa.

Nasce a Palermo un giardino dedicato alla libertà di stampa

Il Sindaco Orlando all'inaugurazione del Giardino della libertà di stampaE' stato inaugurato lo scorso  25 luglio, a Palermo in piazza XIII Vittime, uno spazio dedicato alla “Libertà di stampa”. L'iniziativa, portata avanti dalla rappresentativa siciliana dell'UNCI, è stata favorevolmente accolta dal sindaco Leoluca Orlando e dalla amministrazione comunale. Alla cerimonia, durante la quale è stata scoperta una targa, erano presenti la vice presidente dell'Ordine dei Giornalisti di Sicilia Teresa Di Fresco, Leone Zingales presidente dell'UNCI Sicilia, Alessandro Galimberti componente della giunta dell'UNCI Lombardia e giornalista de Il Sole 24 ore, il sindaco di Palermo Leoluca orlando e Giancarlo Macaluso presidente dell'Assostampa Sicilia (da destra nella foto di Dino Giglio).
Nei loro interventi il sindaco e i giornalisti  hanno ricordato le tante vittime uccise da mano mafiosa – il giardino dedicato alla libertà di stampa si trova proprio di fronte al monumento che celebra i caduti uccisi dai mafiosi – e il delicato momento in cui la categoria sta soffrendo una grave situazione di crisi. Hanno partecipato alla cerimonia anche il questore di Palermo Maria Rosaria Maiorino, il prefetto Francesca Cannizzo, il procuratore aggiunto Leonardo Agueci, il vicesindaco Emilio Arcuri.

Contratto di lavoro, si va al referendum

Il 26 e 27 settembre i giornalisti italiani saranno chiamati ad esprimersi sull'accordo per il rinnovo del cnlg. Si voterà pressi i seggi istituiti dalle Associazioni regionali

La Giunta Esecutiva della Fnsi, riunita a Roma il 24 luglio 2014 con i rappresentanti le Associazioni Regionali di Stampa, ha deliberato che l’accordo per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro giornalistico Fieg-Fnsi, sottoscritto il 24 giugno scorso, venga sottoposto a referendum nei giorni di venerdì 26 e sabato 27 settembre.

La Giunta Esecutiva ha assunto la decisione prendendo atto della delibera del Consiglio Nazionale del 10 luglio scorso che, “valutata positivamente l’ipotesi di referendum”, ha demandato “alla Giunta Esecutiva ogni successiva decisione, secondo le esperienze organizzative tipiche, tenendo conto del necessario rigoroso rispetto delle imminenti scadenze istituzionali e statutarie della Fnsi”.

Queste le modalità di svolgimento della consultazione referendaria:

Federazione Nazionale della Stampa Italiana
DELIBERA

La Giunta della Fnsi, riunita a Roma il 24 luglio 2014, preso atto della delibera del Consiglio Nazionale del 10 luglio 2014, che ha approvato l’accordo per la rinnovazione del contratto nazionale di lavoro giornalistico Fieg-Fnsi, e che “valutata positivamente l’ipotesi di referendum” ha demandato “alla Giunta Esecutiva ogni successiva decisione, secondo le esperienze organizzative tipiche, tenendo conto del necessario rigoroso rispetto delle imminenti scadenze istituzionali e statutarie della Fnsi”, delibera che l’accordo per il rinnovo del cnlg sottoscritto in data 24 giugno 2014 venga sottoposto a referendum nei giorni di venerdì 26 e sabato 27 settembre 2014 secondo le seguenti modalità:

1) I seggi centrali resteranno aperti dalle ore 10 alle ore 19, mentre per i seggi decentrati le Associazioni regionali di stampa si regoleranno secondo consuetudine.

2) Saranno chiamati ad esprimersi tutti i colleghi e le colleghe, indipendentemente dalla loro iscrizione al sindacato, che abbiano una relazione con l’attività giornalistica retribuita.

Avranno pertanto diritto di voto:

- i giornalisti che abbiano il contratto Fieg-Fnsi a tempo indeterminato, o che abbiano in corso un contratto Fieg-Fnsi a tempo determinato, o che abbiano avuto un contratto Fieg-Fnsi a tempo determinato e percepiscano il trattamento di disoccupazione o di cigs dall'Inpgi, oppure per coloro che non abbiano raggiunto la contribuzione minima per accedere al trattamento di disoccupazione ma che abbiano contributi all'Inpgi per lavoro subordinato nei sei mesi precedenti alla data di approvazione del presente regolamento;

- i giornalisti pensionati Fieg-Fnsi;

- i giornalisti co.co.co. iscritti alla gestione separata dell’Inpgi e i freelance che percepiscano redditi esclusivamente da lavoro autonomo e che abbiano versato nel   2013 il contributo soggettivo sul reddito dichiarato per l’anno 2012.

3) Qualora alla data di svolgimento del referendum non sia stata sottoscritta o non sia stato avviato il confronto sindacale per la stipula della convenzione per l’estensione del cnlg ai giornalisti dipendenti dal servizio pubblico radiotelevisivo, le schede di votazione dei giornalisti della Rai dovranno essere inserite in un’urna separata.

4) Per la predisposizione delle liste elettorali di ciascuna Associazione regionale di Stampa saranno utilizzati ed elaborati i dati forniti dall’Inpgi e inoltrati dalla Fnsi a ciascuna ARS.

5) La scheda per la consultazione sarà predisposta dalla Fnsi e tempestivamente trasmessa alle Associazioni regionali di stampa.

6) Le Associazioni regionali di stampa allestiranno un seggio per regione. Qualora un’ARS intenda aprire ulteriori seggi territoriali sarà possibile allestire un solo seggio per provincia. A Roma potranno essere allestiti 2 seggi.

7) Lo scrutinio avverrà a Roma, nella sede della Fnsi, dove i voti verranno conteggiati su base nazionale, con inizio successivo alla registrazione dell’avvenuta consegna di tutte le urne provenienti dalle Associazioni Regionali.

8) Sarà cura delle Associazioni inviare alla Fnsi le urne con le schede, debitamente sigillate. Con lo stesso invio, le Associazioni sono anche tenute a comunicare alla Fnsi il numero di iscritti e non iscritti al sindacato risultante dagli elenchi dei votanti.

9) Se non sarà raggiunto il quorum del 50% + 1 degli aventi diritto non si darà corso allo scrutinio.

 

Contratto di lavoro / Documento approvato dal Consiglio regionale dell’Associazione siciliana della stampa il 7 luglio 2014

Il contratto appena firmato rappresenta, in questo preciso momento storico, l’indispensabile strumento di transizione da una condizione della professione fatta in via pressoché esclusiva di lavoro dipendente ad una condizione di lavoro plurale quale quella consolidatasi in questi anni.

Il valore economico complessivo del contratto appare importante. E non sfugge il fatto che la scelta fatta dalla dirigenza della Fnsi,  di spostare in questa fase risorse a sostegno dell’Inpgi, per ovviare alle forti tensioni che si sono manifestate sia sul terreno specifico della gestione pensionistica (in significativo sbilancio), sia sul terreno degli ammortizzatori sociali, appare necessaria.

L’impegno di utilizzo delle risorse residue per allargare la base occupazionale e consolidare quella produttiva con le significative aperture verso il lavoro autonomo rappresenta, dopo  l’intervento a favore della crisi dell’Inpgi, il secondo aspetto qualificante del contratto. Gli istituti posti a presidio dell’autonomia della categoria non possono infatti sopravvivere, a fronte di una continua riduzione dell’occupazione e della massa retributiva.

L’importante azione di solidarietà sviluppata attraverso gli ammortizzatori sociali e l’intervento della Casagit a favore dei disoccupati (integralmente finanziata dalla mutualità della categoria), ha visto il sindacato unitario dei giornalisti credibile interlocutore del governo, con l’intervento determinato a favore di Inpgi attraverso l’uso del fondo triennale sull’editoria, strumento indispensabile per garantire un futuro dignitoso alle centinaia di colleghi i cui giornali sono stati investiti dalla crisi e oggi vivono il dramma della cassa integrazione o il pesante disagio dei contratti di solidarietà.

I sacrifici transitori richiesti, in un equilibrio complessivo, nella riformulazione della ex fissa (istituto contrattuale per il quale ci si dovrebbe comunque impegnare a garantire i diritti acquisiti dei colleghi vicini all’acquisizione dell’indennità), garantiscono anche il futuro di un istituto pesantemente in crisi, con in più  l’importante passaggio che restituisce ai singoli il diritto soggettivo a questa provvidenza nell’ambito dell’impresa da cui si dipende.

Cogliamo in pieno e con preoccupazione le complessità e la delicatezza di una trattativa in cui, a vario titolo, sono stati coinvolti più soggetti: le parti sociali, l’Inpgi e il governo, quest'ultimo con un ruolo strategico sul fronte dell’occupazione.  Riteniamo il Fondo straordinario per l’editoria e il regolamento di attuazione delle legge sull’equo compenso temi  intrecciati e interdipendenti  che, per espressa dichiarazione del governo, puntano all’inclusione anche attraverso  sconti fiscali e contributivi molto rilevanti, in particolare per quanto riguarda la nuova occupazione a tempo indeterminato. Un’occasione che un sindacato non può farsi sfuggire, tanto più di fronte ad una crisi che, nel nostro settore, non ha precedenti sul fronte dell'occupazione, con forti tensioni sul welfare della categoria.

   Questo rinnovo contrattuale, lo abbiamo ribadito in tutte le sedi,  punta a portare a casa posti di lavoro, e concorre all’inclusione nel  perimetro contrattuale di fasce importanti di precari e giornalisti che lavorano in regime di lavoro autonomo variamente declinato.  Appare necessario che qualsiasi nuovo istituto contrattuale, come quello riguardante i cococo, venga introdotto in modo che non sia una modalità alternativa e concorrenziale al mantenimento dei livelli occupazionali. Così come appare necessario che sull’applicazione dei criteri riguardanti l’equo compenso vi sia un’azione puntuale e attenta da parte dei Comitati di redazione.  

L’inclusione, punto saliente di questo contratto, è oggi traino agli altri punti in discussione (aliquota di sostegno per l’inpgi, ammortizzatori sociali,  stabilizzazione del fondo ex fissa, lavoro autonomo, questione salariale), anche se alcuni dei capitoli appaiono allo stato non soddisfacenti e vanno rivisti.

Il giudizio definitivo – così come ribadito dal documento firmato da 16 associazioni di stampa che affidava alla Giunta e al segretario il mandato di chiudere la trattativa contrattuale -  oggi si può quindi basare sul bilancio finale di una trattativa che avrebbe comunque richiesto maggiore visibilità e partecipazione della categoria nella sue diverse articolazioni a partire dei Cdr.  Un giudizio che deve tenere conto anche delle attuali condizioni del settore dell'editoria, delle nuove regole in materia di mercato del lavoro e delle (eventuali) conseguenze di una rottura con la controparte editoriale, sugli assetti degli istituti contrattuali - a partire dall'assistenza sanitaria integrativa.
Ribadiamo con forza che non può esserci un domani garantito per la categoria senza un contratto nazionale di lavoro. E questo vale ancor di più per le realtà deboli e per regioni come la Sicilia, che più di altre avvertono il peso della crisi economica e della marginalità territoriale,  dove il Cnlg rappresenta per i giornalisti l’unica certezza per i loro diritti e per il loro salario di fronte ad editori che non hanno come obiettivo principale la qualità dell’informazione e la tutela dei posti di lavoro.

Giornalisti dipendenti e giornalisti non contrattualizzati, oggi più che mai, devono trovare nel contratto il loro punto di forte aggregazione nell’interesse non solo di una categoria che cambia ma di un Paese al quale nessuno può immaginare di sottrarre il diritto di una stampa libera e di qualità.

Documento approvato con 19 voti favorevoli e 2 astenuti

Palermo 7 luglio 2014

Giornalisti: riesame Ragusa, illecito sequestro pc a cronisti. "Professionista e pubblicista hanno diritto al segreto”

Ordine e Assostampa: riconosciuta la nostra funzione sociale

“Non si può procedere al sequestro di un intero personal computer allorquando sia ricercato un singolo documento, a maggior ragione qualora si proceda nei confronti di un giornalista”. Lo scrive il tribunale del riesame di Ragusa, nel provvedimento con cui ha annullato il sequestro, ordinato dalla Procura del capoluogo ibleo, nei confronti di Antonio Di Raimondo, pubblicista e direttore del corrierediragusa.it, accusato di avere diffuso una notizia riguardante un finanziere indagato per rivelazione del segreto d'ufficio.

Il collegio presieduto da Vincenzo Saito accoglie le tesi dell’avvocato Salvatore Giurdanella e critica l'operato del procuratore Carmelo Petralia, richiamando l'articolo 10 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, che "ha rango costituzionale" e protegge il segreto professionale non solo del giornalista professionista, espressamente previsto dal codice di procedura penale, ma anche del pubblicista, al quale vengono "estese le tutele al diritto alla libertà di espressione codificato dalla Convenzione europea".

Le garanzie per i giornalisti sono molto rigorose: "L'ingerenza sul diritto alla tutela delle fonti giornalistiche e delle informazioni atte a condurre alla loro identificazione - scrive il tribunale - per non vulnerare la Convenzione, deve essere prevista dalla legge" e sottoposta al vaglio di "un organo terzo e imparziale". Citate anche più sentenze della Cassazione, in cui si nega la possibilità di "indiscriminati interventi invasivi nella sfera professionale del giornalista".

Il tribunale ragusano ribadisce che il sequestro di materiale di lavoro nei confronti dei giornalisti è illegittimo, se non è preceduto dalla richiesta di esibizione dell'atto o degli atti di cui l'autorità giudiziaria ritiene di avere necessità. Solo se il giornalista rifiuta la consegna, opponendo il segreto professionale, e la magistratura ha compiuto altri accertamenti che hanno dato esito negativo, si può andare avanti riproponendo il sequestro.

In ogni caso, conclude il tribunale, “il sequestro dell’intero personal computer comporta una significativa ed illegittima interferenza sull’attività giornalistica dell’indagato, perché consente agli inquirenti di conoscere le fonti del cronista anche con riferimento a fatti estranei al procedimento”.

In una nota l’Ordine dei Giornalisti di Sicilia e l’associazione siciliana della Stampa esprimono piena soddisfazione per la decisione: come già avvenuto a Palermo nel caso del collega Riccardo Lo Verso, i giudici, aderendo alla giurisprudenza più avanzata della Corte europea dei diritti dell’uomo, cancellano gli evidenti abusi di alcune Procure, che calpestano il segreto professionale dei giornalisti, ricorrendo tra l’altro anche alla ormai superata differenza, in questo campo, tra pubblicisti e professionisti. I tribunali sono più avanti degli uffici inquirenti e riconoscono la funzione sociale e democratica della stampa, tutelata non solo dalla Costituzione ma anche dalla Convenzione europea per i diritti dell’uomo, che afferma che “la libertà di espressione comprende la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza di pubbliche autorità”.

Il testo degli accordi su contratto, lavoro autonomo e contributi governativi

Pubblichiamo i link per consultare i documenti che riguardano gli accordi sull'attuazione della legge 233/2012 sull'Equo compenso,  il rinnovo del contratto nazionale dei giornalisti, l'erogazione dei contributi del Fondo straordinario per l'editoria.

Parametri per la determinazione dell’Equo compenso nel lavoro giornalistico (delibera Commissione governativa ex legge 31/12/2012 n. 233)

Accordo FIEG-FNSI per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro giornalistico

Protocollo sul Fondo straordinario per l'editoria siglato da Governo, Fieg, Fnsi, Inpgi

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