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 Notiziario


 

Solidarietà al collega Antonio Di Raimondo per la perquisizione domiciliare e il sequestro del computer

L'Ordine dei Giornalisti di Sicilia e l’Associazione Siciliana della Stampa esprimono piena e incondizionata solidarietà al collega Antonio Di Raimondo, che ha subito una perquisizione domiciliare e il sequestro del computer portatile su ordine della Procura di Ragusa. Di Raimondo, direttore della testata on line Corrierediragusa.it, ha pubblicato una notizia da cui emerge che tra gli indagati nell’operazione ‘Guido Tersilli’, condotta dalla Guardia di Finanza e riguardante i falsi invalidi, vi è pure un finanziere. Sfugge la ‘ratio’ del provvedimento punitivo nei confronti del giornalista, che ha dato notizie non più coperte da segreto, dato che a tutti gli indagati era stato notificato il provvedimento di chiusura delle indagini. Al di là del sistema e del metodo seguiti, che in provincia di Ragusa inaugurano una stagione preoccupante e conflittuale tra magistratura e stampa, mai vissuta precedentemente, e al di là dell’evidente contrasto con le normative europee e con le pronunce della Corte dei diritti dell’uomo di Strasburgo, sfugge infatti quale possa essere il senso del sequestro del computer, della perquisizione della redazione e dell’abitazione di un cronista che si è limitato a dare la notizia che purtroppo coinvolge un rappresentante delle Fiamme Gialle. Il provvedimento è inammissibile e risulta un attacco alla libertà di stampa e al diritto-dovere del giornalista di informare la collettività. La vicenda fa il paio con le perquisizioni subite dai colleghi palermitani, per uno dei quali, Riccardo Lo Verso, il tribunale del riesame annullo' la perquisizione, dichiarandola illegittima. L'augurio di Ordine e Assostampa è che l’episodio, sgradevole e imbarazzante per la categoria dei giornalisti, possa essere superato e che non vengano pregiudicati i buoni rapporti finora intercorsi in provincia di Ragusa tra Magistratura e giornalisti.

Ragusa, 18 giugno 2014

Siglato l'accordo contrattuale tra la Fieg e la Fnsi. Siddi: introduce elementi di innovazione in tempo di crisi

Lotti: un accordo importante per il sostegno a nuova occupazione.

“Si è concluso l'ultimo atto del rinnovo del contratto di lavoro Fieg-Fnsi con la firma del protocollo sul Fondo straordinario per l'editoria che rende nei fatti operativo ciò che è stato sottoscritto, per il lavoro e per lo sviluppo del settore, nel recente rinnovo contrattuale. E' stato siglato a Palazzo Chigi, tra la Presidenza del Consiglio, rappresentata dal sottosegretario Luca Lotti, e le delegazioni degli editori, rappresentati dal presidente Giulio Anselmi, del Sindacato dei giornalisti, rappresentato dal segretario generale Franco Siddi e dell'Inpgi, rappresentato dal suo presidente Andrea Camporese. ‘Un forte aiuto alle imprese in un momento di difficile crisi - ha detto Lotti - ma anche un contributo a nuova occupazione di giovani. Fino ad oggi il Fondo era forse troppo sbilanciato verso il settore editoriale, abbiamo voluto invece puntare sulla occupazione e siamo riusciti a cambiare rotta con il contributo di tutti’.


 

Via libera al contratto giornalistico. Siglata l'intesa fra Fnsi e Fieg

24 giugno 2014 - Giornalisti: Fnsi, siglata l’ipotesi di contratto 2013-2016. Domani appuntamento con il Governo per protocollo su fondi straordinari editoria e lavoro settore.
“Siglato oggi l’ultimo documento di convalida e rinnovo del contratto di lavoro dei giornalisti tra Fieg e Fnsi. con validità 1 aprile 2013 - 31 marzo 2016. Si tratta di un atto che spinge sull’innovazione, vuole stimolare la ripresa, riconosce figure come quelle del lavoro autonomo finora escluse dalla negoziazione. L’intesa è un punto fermo essenziale che concorre a mettere in sicurezza la validità del contratto collettivo di lavoro della categoria e l’istituto di previdenza e protezione sociale, sotto stress a causa della grave crisi che da anni colpisce il settore dell’editoria. L’accordo potrà avere piena efficacia subito dopo l’approvazione del decreto di attribuzione dei fondi straordinari per l’editoria, per il quale domani sarà siglato dalle parti, con il Sottosegretario Luca Lotti, uno specifico protocollo d’intesa.
Il primo tassello era stato messo una settimana fa con la sigla di un documento sul lavoro autonomo che introduce regole chiare per il lavoro dei collaboratori esterni, anche con minimi di pagamento e coperture sociali come l’assicurazione infortuni e la possibilità di accesso alla previdenza integrativa, il diritto alla firma, i tempi di pagamento. Sarà più chiaro distinguere tra veri collaboratori e contratti fasulli che nascondono, invece, prestazioni in regime di subordinazione.
Un passo avanti notevole rispetto all’esistente sul quale ancorare diritti, istanze e nuove misure di protezione sociale.
Gli interventi sul mercato del lavoro puntano a stimolare la ripresa dell’occupazione e l’ingresso di nuove professionalità di giovani, attraverso la nuova tipologia dell’apprendistato professionalizzante, che comprende il praticantato e un ulteriore periodo di professione e formazione regolarmente retribuito. Arriveranno altre misure incentivanti, soprattutto con gli sgravi contributivi, in arrivo con i provvedimenti del Governo, per l’assunzione di inoccupati e la trasformazione di cococo in contratti di lavoro dipendente.
Una misura straordinaria viene introdotta per supportare il finanziamento degli ammortizzatori sociali con una nuova aliquota contributiva a carico degli editori, nell’obiettivo di stabilizzare conti di previdenza e protezione sociale dell’Inpgi anche con l’ulteriore, parziale, intervento pubblico.
Viene infine riformato l’istituto ormai non più in grado di assicurare equilibrio e certezze della cosiddetta ex-fissa. Sul piano retributivo il contratto paga lo scotto dei costi sociali assicurati dall’intesa per l’istituto previdenziale e al tutela assumendo un carattere di transizione, con 120,00 Euro pagabili in due anni sotto forma di elemento distinto della retribuzione. In questo ambito è stato anche stabilito che entro i prossimi 10 mesi le parti valuteranno, sentita la Casagit la possibilità di definire uno specifico profilo assicurativo integrativo sanitario per i collaboratori.
Sul piano generale il dato più rilevante sta nella conferma della piena validità di tutti gli istituti contrattuali e della funzione della contrattazione collettiva, che era stata decisamente messa in discussione, e nella forza delle previsioni normative tese a spingere decisamente sull’accelerazione della ripresa del mercato del lavoro e della riqualificazione del settore.
Dopo l’appuntamento di domani, in sede governativa, la Fnsi proseguirà nel processo di valutazione delle intese con tutti gli organismi della categoria”.

Equo compenso: la Commissione ha deliberato prosegue il confronto sugli istituti contrattuali

 


 

Appello Fnsi ai sindaci d’Italia per l'applicazione della legge 150/2000

L’informazione istituzionale non e' una scelta superflua: e' un diritto dei cittadini ed un dovere della pubblica amministrazione

Gentile Signor Sindaco,
in molte Amministrazioni locali del nostro Paese sono stati rinnovati i vertici. In tanti casi si è espressa una forte volontà di rinnovamento e di stabilità al tempo stesso. Forte è il desiderio dei cittadini di sapere, capire ed avere la possibilità di controllare per davvero l'attività e le scelte dei propri amministratori, in particolare dei Primi cittadini.
A questo fine è fondamentale il ruolo delle strutture che, nell'ambito della PA e dei Comuni in primo luogo, hanno il compito di rendere trasparenti e comprensibili le attività delle Amministrazioni, le ragioni delle loro scelte e le relative conseguenze, fuori da ogni impostazione propagandistica e di parte che non sta nei compiti e nel ruolo degli Uffici stampa che, come detta la legge 150 del 2000, devono essere diretti e composti da giornalisti.
La convinzione che gli addetti stampa siano un lusso da permettersi solo in tempi di "vacche grasse", quando i bilanci sono ricchi, non ci pare lungimirante. La funzione dell'informazione e della comunicazione istituzionale sono irrinunciabili. Anzi, sono ancora più necessarie nel momento in cui crescono le difficoltà e, quindi, occorre, con ancor maggiore capacità, comunicare con precisione e trasparenza le scelte del Comune.
La convinzione che il rapporto con i "giornalisti pubblici" debba essere fiduciario e, quindi, a termine, è errata perché viola i dettati delle legge 150 approvata 14 anni fa e che tuttora regola la informazione negli Enti pubblici.
Il rapporto a termine e fiduciario, per la legge, è in capo ad un'altra figura professionale, quella del portavoce.
Se, spesso, le scelte e le politiche delle Amministrazioni locali non sono state comprese è anche perché non sono state comunicate con professionalità e, a volte, con un taglio propagandistico conseguenza della mancata istituzione di uffici stampa professionalizzati.
Oggi, nell'era della informazione e della comunicazione in tempo reale e della multimedialità, i Comuni debbono avere la capacità di utilizzare tutte le opportunità che le varie piattaforme tecnologiche mettono a disposizione e ciò richiede professionisti "certificati", certificazione di cui l'iscrizione all'Ordine dei giornalisti ed all'Istituto di previdenza della categoria (anche quest'ultima obbligatoria per norma) sono parte.
Per tali ragioni la Federazione Nazionale della Stampa Italiana (FNSI, Sindacato unitario dei giornalisti), attraverso le sue articolazioni, cioè le Associazioni regionali di stampa, è pienamente disponibile a collaborare con le Amministrazioni comunali - così come con ogni altro Ente - per individuare le soluzioni migliori al fine di garantire, oltre che i diritti dei lavoratori dell'informazione, adeguate prestazioni professionali.
Anche per questa via si deve combattere la precarizzazione del lavoro che oggi tutti contestano e vorrebbero superare.
Con i più cordiali saluti.

Roma, 12 giugno 2014

Il Presidente FNSI
Giovanni Rossi

 

Rinnovo contrattuale sì, se porta a casa posti di lavoro

Siamo ad uno snodo delicatissimo del rinnovo quadriennale del contratto nazionale di lavoro giornalistico, scaduto nel 2013. Bene ha fatto la giunta esecutiva della Fnsi a dare un mandato forte al Segretario generale per andare a vedere fino in fondo le intenzioni della controparte, "carte alla mano". Cogliamo in pieno e con preoccupazione la complessità e la delicatezza di una trattativa in cui, a vario titolo, sono coinvolti più soggetti: le parti sociali, l’Inpgi e il governo, quest'ultimo con un ruolo strategico sul fronte dell’occupazione. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega per l’editoria, Luca Lotti, si appresta a varare il regolamento del Fondo straordinario per l’editoria e il regolamento di attuazione della legge sull’equo compenso. Temi intrecciati e interdipendenti che, per espressa dichiarazione del governo, puntano all’inclusione anche attraverso sconti fiscali e contributivi molto rilevanti, in particolare per quanto riguarda la nuova occupazione a tempo indeterminato. Un’occasione che un sindacato non può farsi sfuggire tanto più di fronte ad una crisi che nel nostro settore non ha precedenti sul fronte dell'occupazione, con forti tensioni sul welfare della categoria.

Tavolo di trattativa Fieg-Fnsi

Questo rinnovo contrattuale, lo abbiamo ribadito in tutte le sedi, sta in piedi se porta a casa posti di lavoro, se concorre all’inclusione nel perimetro contrattuale di fasce importanti di precari e giornalisti che lavorano in regime di lavoro autonomo variamente declinato. L’inclusione deve fare da traino agli altri punti in discussione (aliquota di sostegno per l’Inpgi, ammortizzatori sociali, stabilizzazione del fondo ex fissa, lavoro autonomo, questione salariale), anche se alcuni dei capitoli appaiono allo stato non soddisfacenti e vanno rivisti.
Solo la lettura approfondita dei testi della bozza conclusiva potrà mettere il gruppo dirigente della Fnsi nelle condizioni di esprimere un giudizio complessivo, a partire dall’inclusione. Ogni forzatura, ogni fuga in avanti, ogni espressione liquidatoria, in questa fase delicatissima, possono produrre danni gravi alla delegazione trattante con ricadute pesanti per tutta la categoria. Un giudizio definitivo può essere basato solo sul bilancio finale della trattativa, valutate anche le attuali condizioni del settore dell’editoria e le nuove regole in materia di mercato del lavoro, considerando le conseguenze che una rottura avrebbe sugli assetti degli istituti contrattuali - a partire dall’assistenza sanitaria integrativa - oltre che sulla capacità di gestione di una crisi pesantissima e sui rapporti fra Fnsi e governo.

Le Associazioni regionali di Stampa di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Trentino-Alto Adige, Umbria, Valle d'Aosta, Veneto.

Cerrato al Giardino della Memoria: “Fa onore ai giornalisti”

Il presidente della Casagit, Daniele Cerrato, ha effettuato una visita al Giardino della Memoria di via Ciaculli a Palermo, il sito confiscato alla mafia e gestito dal Gruppo siciliano dell'Unione cronisti e dai magistrati della sezione distrettuale di Palermo dell'Anm.
“Ho accettato volentieri l'invito dell'Unione cronisti - ha detto Cerrato - e questo luogo è ricco di significato. E' una iniziativa importante e questo fa onore ai giornalisti. Cosa aggiungere? Un plauso all'Unione cronisti per l'impegno profuso. Avevo sentito parlare del Giardino e già l'iniziativa l'ho trovata eccezionale. Dopo che l'ho visto e ho toccato con mano sono rimasto impressionato e devo ringraziare dell'opera in corso tutti i cronisti che vi lavorano”.
Ha partecipato all'evento anche il presidente dell'Assostampa siciliana, Giancarlo Macaluso.: “Il lavoro che svolge l'Unci sul tema della Memoria non lo scopriamo oggi. Si procede lungo un percorso di legalità che, giorno per giorno, aggiunge un tassello e rinforza le radici degli alberi che vengono piantati nel Giardino”.
A fare da "cicerone", per l'occasione, è stato il presidente dell'Unci Sicilia, Leone Zingales il quale ha illustrato le finalità del Giardino.
Cerrato, che era accompagnato dal delegato Casagit dell'Isola, Giulio Francese, si è soffermato particolarmente davanti agli alberi che ricordano i giornalisti uccisi: da Mario Francese a Giuseppe Fava sino a Giovanni Spampinato.

Lettera di minacce a Enrico Bellavia: solidarietà Assostampa

Enrico BellaviaAncora minacce a un cronista valoroso e competente come Enrico Bellavia, di Repubblica. Un'altra lettera dai contenuti inequivocabili è stata recapitata a suo nome all'indirizzo del giornale per il quale lavora.
L'Associazione siciliana della Stampa è naturalmente al fianco di Enrico e di tutti i colleghi che ogni giorno svolgono con scienza e coscienza il delicato compito di informare sui mezzi di informazione o attraverso i libri di inchiesta.
Sappiamo con certezza, comunque, che questi episodi non scoraggiano né intimoriscono Enrico Bellavia: lui continuerà a tenere informati i suoi lettori con tutta l'accuratezza e la completezza che contraddistinguono il suo modo di lavorare. Palermo, 29 maggio 2014

Ci lasciano l'ironia e il rigore professionale di Camillo Pantaleone. Il ricordo dell'Assostampa

E' morto a Palermo, dopo una lunga malattia, Camillo Pantaleone, giornalista molto noto a Palermo. Aveva 67 anni. Aveva iniziato l’attività professionale negli anni Settanta come cronista del giornale L'Ora. Dal 1985 era stato poi componente dell'ufficio stampa dell'Assemblea regionale e redattore di Cronache parlamentari e nel 2001 era stato nominato responsabile dello stesso ufficio stampa. Se ne è andato il 22 maggio 2014, a 40 anni esatti dalla sua iscrizione all’elenco dei professionisti e all’Associazione siciliana della stampa datate 22 maggio 1974. Ci ha lasciato un amico e un professionista autentico e di valore. Un giornalista d’altri tempi in tutti i sensi, una guida sicura per tanti colleghi durante i suoi lunghi anni a palazzo dei Normanni. La sua ironia, ma anche il suo rigore e il suo saper essere super partes in un mondo difficile come quello dell’Ars ne hanno fatto un esempio di professionalità per la categoria. Dal 2010 e fino a pochi mesi fa era stato componente del Collegio dei Probiviri dell’Assostampa Sicilia dove si era distinto come sempre per il suo equilibrio e la sua saggezza. Nel 2012, dopo il pensionamento, era stato insignito del titolo di Cavaliere della Repubblica. Al figlio Wlady e alla famiglia le condoglianze di tutta l’Associazione siciliana della Stampa. Ciao Camillo.

Diffamazione Cristina Puglisi: Assostampa Enna e Ordine dei Giornalisti di Sicilia parte civile

La segreteria provinciale dell’Assostampa di Enna e l’Ordine dei Giornalisti di Sicilia hanno chiesto la costituzione di parte civile al processo per diffamazione a carico dei due nicosiani che avrebbero distribuito, l’anno scorso a febbraio, un volantino contenente insulti e attacchi ingiuriosi nei confronti della giornalista Cristina Puglisi, consigliere e dirigente regionale dell’Assostampa. Il volantino rivolgeva ingiurie anche all’ex dirigente del commissariato di polizia di Nicosia Daniele Manganaro e di un ispettore dello stesso ufficio. Il decreto di citazione a giudizio, chiesto e ottenuto dal pm Fabio Scavone, riguarda due nicosiani, individuati attraverso le immagini di alcune videocamere del paese, riconosciuti mentre distribuiscono i volantini nei locali pubblici e nelle cassette delle lettere di alcune abitazioni. Ordine e Assostampa sono assistiti dall’avvocato Salvatore Timpanaro, che rappresenta anche la giornalista Puglisi. Il giudice monocratico del Tribunale di Enna Daniela Sedia, in apertura del processo, ha rinviato al prossimo 12 dicembre, giorno in cui il procedimento riprenderà, dinanzi al giudice Daniela Tricani. A dicembre saranno ammesse le costituzioni delle parti. Il volantino diffamatorio, si ricorda, accusava Manganaro di essere troppo duro nella repressione dello spaccio di droga e nel contrasto alla diffusione di alcolici; e la Puglisi di aver pubblicato “fedelmente” l’esito delle operazioni di polizia. La segreteria provinciale di Enna l’anno scorso aveva organizzato una manifestazione, per ribadire solidarietà alla collega e esprimere indignazione per il volantino, invitando a Nicosia il presidente dell’Ordine dei Giornalisti e il segretario regionale dell’Assostampa. “La divulgazione, mediante il particolare mezzo di pubblicità rappresentato dai volantini dattiloscritti, della falsa affermazione che una giornalista scrive i suoi articoli travisando la realtà – scrive l’avvocato Timpanaro, nella costituzione del sindacato dei giornalisti – non imprime un offesa “sic et simpliciter” alla sua reputazione, ma assume la portata di un grave lesione a quell’insieme di interessi sia collettivi che diffusi che l’Associazione Siciliana della Stampa, quale Sindacato unitario dei giornalisti, è tenuto a tutelare, garantire e difendere”.

Diffamarono Cristina Puglisi: due rinvii a giudizio ad Enna

L’Assostampa Enna comunica che la Procura ennese ha rinviato a giudizio per diffamazione coloro che avrebbero distribuito, l’anno scorso a febbraio, un volantino contenente insulti e attacchi ingiuriosi nei confronti della collaboratrice del Giornale di Sicilia Cristina Puglisi, dell’ex dirigente del commissariato di polizia di Nicosia Daniele Manganaro e di un ispettore di polizia. Il decreto di citazione a giudizio, chiesto e ottenuto dal pm Fabio Scavone, riguarda due nicosiani, individuati attraverso le immagini di alcune videocamere del paese e riconosciuti mentre distribuiscono, nei locali pubblici e nelle cassette delle lettere di più abitazioni, i volantini. Chi ha distribuito questo foglio, si ricorda – spetterà al Tribunale monocratico di Enna, a partire dal prossimo 19 maggio, giudicare se siano stati o meno i due imputati – accusava il commissario capo Manganaro, in pratica, di essere troppo duro nella repressione dello spaccio di droga e nel contrasto alla diffusione di alcolici; e la giornalista Puglisi di aver sempre pubblicato “fedelmente” l’esito delle operazioni di polizia. Fonti di polizia, nell’immediatezza, avevano fatto notare il tenore inqualificabile dello scritto, che contesta alla polizia e alla giornalista, apostrofandoli volgarmente, di aver semplicemente fatto “il proprio dovere”. Il segretario dell’Assostampa Enna Josè Trovato ricorda che la segreteria provinciale l’anno scorso ha organizzato una manifestazione, per ribadire solidarietà alla collega e esprimere indignazione per il volantino, invitando a Nicosia il presidente dell’Ordine dei Giornalisti e il segretario regionale dell’Assostampa. Trovato ha annunciato che il sindacato si costituirà parte civile al processo che si apre a maggio, assistito dall’avvocato Salvatore Timpanaro, come deliberato dall’assemblea provinciale del 1 marzo scorso, “perché l’offesa a Cristina – afferma Trovato – messa alla gogna in maniera proditoria, tramite un volantino anonimo, per aver semplicemente svolto il proprio diritto-dovere di cronaca, è un insulto a tutti i giornalisti di questa provincia”. E anche l’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, ha annunciato il presidente Riccardo Arena, sta valutando l’opportunità di una costituzione di parte civile al processo.

Enna, 14 marzo 2014
La Segreteria

Enna: convenzioni con le scuole per progettualità che riguardano il giornalismo

José TrovatoUna nuova opportunità lavorativa per i giornalisti della provincia è offerta dall’Assostampa Enna, che ha siglato la prima di una serie di convenzioni con gli istituti scolastici dell’Ennese, finalizzata a far svolgere progetti ministeriali nelle scuole ai colleghi iscritti al sindacato. A firmare la prima sono stati il segretario provinciale dell’Assostampa Enna Josè Trovato e il dirigente scolastico dell’Iis Lincoln di Enna bassa, Angelo Di Dio. L’accordo prevede che “l’IIS di Enna si impegni a coinvolgere l’Assostampa ennese nell’organizzazione delle attività progettuali che riguardino il giornalismo nella scuola; e a coinvolgere il sindacato nella selezione delle figure professionali che necessitano per la formazione dei ragazzi (in vista dell’esame conclusivo di Stato), indipendentemente dai progetti ministeriali”. Dal canto suo, “l’Assostampa Enna si impegna a coinvolgere tutti i giornalisti della provincia di Enna, iscritti al sindacato unitario dei giornalisti, subordinando le scelte a principi di trasparenza e di sussidiarietà nei confronti dei colleghi presenti sul territorio”. Infine IIS e Assostampa Enna “si impegnano a collaborare per coinvolgere i giornalisti della provincia nelle attività culturali (convegno, dibattiti, tavole rotonde, conferenze e presentazioni di libri) organizzate dalla scuola e destinate a studenti, docenti e genitori”. “Vogliamo dare nuove occasioni di lavoro ai giornalisti di questa provincia – afferma il segretario dell’Assostampa – in un momento di crisi economica e nel contesto generale della crisi dell’editoria. Proporremo queste convenzioni a tutte le scuole superiori della provincia, per dare l’opportunità ai nostri iscritti di partecipare a progetti finanziati dal ministero dell’Istruzione e dall’Unione Europea”.

Omicidio Rostagno: ergastolo per i due imputati. Assostampa e Ordine: Ristabilita la verità

Mauro RostagnoLa Corte d'assise di Trapani ha condannato all'ergastolo Vito Mazzara e Vincenzo Virga per l'omicidio del giornalista e sociologo Mauro Rostagno, ucciso in un agguato mafioso, il 26 settembre 1988, a Lenzi di Valderice, nel trapanese. La sentenza arriva a ventisei anni dall'assassinio. Il dispositivo e' stato letto a tarda sera, poco prima della mezzanotte. Quando Rostagno venne ucciso aveva 46 anni. Mazzara e' stato accusato di essere l'esecutore materiale dell'omicidio, mentre il boss mafioso Virga e' ritenuto il mandante. Inflitta anche l'interdizione perpetua dai pubblici uffici ai due imputati, che stanno gia' scontando l'ergastolo per altri omicidi. L’Associazione siciliana della Stampa e l’Ordine dei giornalisti di Sicilia esprimono il proprio sentito ringraziamento nei confronti dei pm Gaetano Paci e Francesco Del Bene e degli avvocati di parte civile Francesco e Giuseppe Crescimanno e Francesco Greco, che li hanno rappresentati nel processo come parti civili, per il contributo dato all’accertamento della verità sulla tragica fine, per mano mafiosa, di Mauro Rostagno. Seppure a distanza di quasi 26 anni, la verità sulle cause e sulle responsabilità dell’omicidio del collega e sociologo, piemontese di origine, siciliano di adozione, è stata ristabilita, col riconoscimento che furono l’impegno giornalistico e il costante lavoro di denuncia di Mauro a provocarne la morte. Rostagno rimane un esempio di dedizione e di impegno nel lavoro del cronista, seguito dai giornalisti siciliani e di tutta Italia. Anche a Mauro va, ancora una volta, il nostro saluto e il nostro grazie.

Il dispositivo della sentenza