Venerdi, 28 luglio 2017 ore 08:36
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 Notiziario


 

Via libera dell’Ars all’ufficio stampa della Presidenza della Regione. 20 giornalisti scelti solo per concorso

ufficio stampa presidenza siciliaL’Assemblea regionale siciliana ha approvato la ricostituzione dell’Ufficio stampa e documentazione presso la Presidenza della Regione.
E’ stato infatti approvato l’articolo 14 della Finanziaria regionale che prevede l’assunzione per concorso di 20 giornalisti professionisti ai quali sarà applicato il CNLG. La metà dei posti sarà messa a concorso - in conformità al testo unico di riforma del pubblico impiego - tra coloro i quali abbiano prestato servizio nell’ufficio stampa per tre anni negli ultimi otto.
I criteri della selezione del personale, i profili professionali e i relativi trattamenti economici saranno fissati dalla contrattazione con la Federazione nazionale della Stampa per il tramite dell’Associazione siciliana della stampa.
L’emendamento approvato – che sostituisce interamente l’articolo approvato in commissione Bilancio - era stato sottoscritto da 19 parlamentari di tutti gli schieramenti.
Nello Musumeci, che è stato il primo firmatario, e Formica (Lista Musumeci); Giuffrida, Coltraro e Currenti (Sicilia democratica); Turano (Gruppo misto); Forzese, Ragusa, Miccichè, Sorbello, Cani (Centristi per la Sicilia); Alongi, D'Asero (Ncd); Falcone, Assenza, Papale (Forza Italia); Raia e Apprendi (Pd); Cordaro (Cantiere popolare); Picciolo (Sicilia futura).
Ha dichiarato il suo voto contrario il presidente della Commissione Bilancio Vincenzo Vinciullo. La Commissione aveva approvato il testo della proposta del governatore Crocetta che prevedeva l’assunzione per chiamata diretta e non i concorsi.
Di seguito il testo originale dell’emendamento.

art 14 finanziaria 2017

 

Presentato ad Assostampa il 47° Report Sicilia sulle criticità dell’economia dell’Isola

Report Sicilia 47 3Un milione di lavoratori circa nell'Isola sono in area di disoccupazione. È questo il dato critico più eclatante che emerge dal 47° Report Sicilia. Pur registrando la creazione di nuovi posti di lavoro (+14.200 finora nel 2017), il tasso di disoccupazione totale sale al 22,3%. Altri indicatori positivi non bastano ad arginare la perdurante crisi, la più grave del Dopoguerra. Occorre “Uscire dalla palude, riprendere il mare aperto”

Pietro Busetta, sull’occupazione: “Se non riusciremo ad avere altri 900 mila posti di lavoro non avremo via d’uscita.” Alessandro La Monica, sui consumi: “Il clima di fiducia delle famiglie e delle imprese rimarrà impregnato dall’incertezza sul futuro, che indurrà a non eccedere nella spesa.”
“Il Sud non cresce – ha sottolineato Patrizia Di Dio, sul terziario di mercato – né per ricchezza prodotta, né per domanda e consumi. Dal 1995 ad oggi le variazioni delle grandezze economiche sono state pressoché nulle, trascinando verso il basso le medie nazionali ed aumentando il gap con le regioni del Nord. Occorre valorizzare il settore dei servizi.”

La presentazione del 47° Report Sicilia, alla quale ha partecipato anche Davide Faraone, sottosegretario alla Salute, è stata coordinata dal professore Pietro Busetta dell’Università degli Studi di Palermo e presidente della Fondazione Curella, con gli interventi del professore Giovanni Ferri, pro rettore Università Lumsa, di Alessandro La Monica, presidente Diste Consulting, che ha illustrato il Report Sicilia, del professore Maurizio Caserta dell’Università di Catania, di Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo, e del professore Antonio Purpura dell’Università di Palermo.
(segue)

Sicilia, crescono le esportazioni, occupazione in segno positivo, nuovo slancio per gli investimenti delle imprese, Pil...

Pubblicato da Il Gazzettino di Sicilia su Sabato 22 luglio 2017

Minacce di morte a giornalista de I Siciliani giovani, Fnsi e Assostampa Sicilia al fianco dei colleghi

Riccardo OriolesLa Federazione Nazionale della Stampa Italiana e l’Associazione Siciliana della Stampa sono al fianco della redazione de “I Siciliani giovani” e condividono l’allarme lanciato dal direttore Riccardo Orioles dopo che una busta contenente una copia del giornale e minacce di morte è stata recapitata, nel pomeriggio del 19 luglio, alla sede del giornale a Catania.
Le minacce erano specificamente destinate al responsabile della redazione catanese, Giovanni Caruso, che pochi giorni prima, presentando il giornale, aveva annunciato l'acquisizione di beni confiscati alle famiglie mafiose catanesi.
«Abbiamo massima fiducia nelle indagini in corso e siamo certi che le autorità competenti attiveranno tutte le necessarie misure a tutela dei giornalisti e del loro diritto-dovere di svolgere fino in fondo il proprio lavoro», commentano il segretario generale e il presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, e il segretario dell’Assostampa Sicilia, Alberto Cicero.
«Appare significativo – proseguono – che il messaggio intimidatorio sia arrivato il 19 luglio, giorno della strage di via D’Amelio, e che sia arrivato nella redazione di un giornale che storicamente si ricollega all’esperienza de “I Siciliani” di Pippo Fava ed è ospitata in un bene sequestrato alla mafia. I colleghi di certo non si lasceranno intimidire».
Nella foto: Riccardo Orioles

“Uscire dalla palude, riprendere il mare aperto”, presentazione del 47° Report Sicilia

Venerdì 21 luglio la presentazione del Report Sicilia 47 nella sede dell’Associazione Siciliana della Stampa


logo ASSOSTAMPA fnsi 3x4 “Uscire dalla palude, riprendere il mare aperto” è il titolo dell’edizione numero 47 del Report Sicilia, l'analisi previsionale sull’economia dell’Isola realizzata da Diste Consulting per Fondazione Curella, che sarà presentata venerdì 21 luglio alle 9,30 (fino alle 12,30) nella sede dell’Associazione siciliana della Stampa di via F. Crsipi, 286, a Palermo.
Introduce e coordina i lavori Pietro Busetta (Università degli Studi di Palermo, presidente Fondazione Curella), intervengono Giovanni Ferri (pro rettore Università Lumsa), Alessandro La Monica (presidente Diste Consulting), Maurizio Caserta (Università di Catania), Patrizia Di Dio (presidente Confcommercio Palermo), Antonio Purpura (Università di Palermo). Conclusioni di Davide Faraone, sottosegretario alla Salute.

L’incontro è valido per la Formazione professionale continua dei giornalisti e la partecipazione dà diritto a 3 crediti formativi. Iscrizioni su piattaforma Sigef.

Giornalisti minacciati e insultati ritiro Palermo calcio, solidarietà Assostampa Palermo e Ussi Sicilia

logo palermo calcioLa segreteria di Palermo dell'Associazione siciliana della stampa, sindacato unitario dei giornalisti e Ussi Sicilia, Unione stampa sportiva esprimono solidarietà ai colleghi giornalisti sportivi che stanno seguendo il ritiro del Palermo in Austria da giorni bersaglio di numerosi insulti e frasi ingiuriose attraverso facebook da un gruppo di tifosi del Palermo. Non contenti alcuni di essi arrivati sabato a Bad hanno esposto uno striscione contro i rappresentanti della stampa intonando anche cori offensivi contro l'intera  categoria dei giornalisti. "I colleghi giornalisti non si faranno certamente intimidire da un manipolo di persone che non distingue il tifo e la sportività espressi in modo civile dagli atteggiamenti arroganti, offensivi e minacciosi - affermano in una nota Assostampa Palermo e Ussi Sicilia -. I giornalisti possono accettare le critiche espresse in modo educato e corretto, ma non la violenza verbale che diventa minaccia per chi lavora in modo onesto con l'unico obiettivo di dare notizie con spirito imparziale  secondo i criteri dettati dalla deontologia professionale. Ci auguriamo che i toni usati possano quanto prima essere smorzati e che si trovi quell'equilibrio indispensabile tra stampa, tifosi e società indispensabile per raggiungere gli obiettivi sportivi che tutti noi desideriamo", concludono i rappresentanti sindacali dei giornalisti.

Crisi al quotidiano La Sicilia, la Fnsi al fianco dei colleghi

logo la siciliaLa Giunta della Fnsi, preso atto del piano di ristrutturazione per crisi presentato dalla Domenico Sanfilippo Spa per il quotidiano La Sicilia, condivide le preoccupazioni espresse dal Cdr. Il contestuale ricorso alla richiesta di 14 prepensionamenti (con cassa integrazione a zero ore) su 44 giornalisti e all'avvio di una pesante cassa integrazione per il resto della redazione (quattro giorni al mese), che comporterebbe un pesantissimo impatto sulle retribuzioni, unitamente alla mancata definizione di un organico regolarmente contrattualizzato e a una chiara strategia editoriale, mette una pesante ipoteca sul futuro dell'azienda, sui futuri livelli occupazionali e sulla qualità finale del prodotto.
La pesante situazione economica denunciata dall'azienda (già riscontrata in altre testate dello stesso editore), il ritardo nel versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, il mancato versamento della quota del Tfr per il 2016, il pesante passivo (quasi 900 mila euro) nei confronti dei collaboratori che non vengono pagati dal marzo del 2016, collocano il negoziato col sindacato in un contesto di oggettiva difficoltà. Tutto questo però non dovrà restringere in alcun modo il confronto sindacale, appiattendolo su soluzioni già predefinite.
La Fnsi sosterrà il Cdr impegnato nel tentativo di definire un percorso trasparente che possa dare stabilità e serenità a tutta la redazione, garantendo certezza e stabilità occupazionale per i prossimi anni, e assicurando al contempo il massimo sostegno e il rispetto delle garanzie contrattuali ai colleghi per i quali sarà concordata l'uscita in prepensionamento

La Sicilia non paga i collaboratori da più di un anno. Incontro fra Assostampa e la direzione

logo la sicilia2Il grave e ormai cronico problema dei mancati pagamenti dei giornalisti collaboratori del quotidiano La Sicilia, che in alcuni casi non ricevono compensi dal marzo 2016, per il momento non trova una soluzione tempestiva. Il direttore-editore, infatti, durante il confronto con la delegazione dell’Associazione Siciliana della Stampa non ha preso alcun impegno preciso per il pagamento dei compensi arretrati, fornendo solo rassicurazioni di massima sugli eventuali pagamenti a causa dell’attuale situazione economica dell’azienda.

Sebbene la delegazione dell’Assostampa, guidata dal vice segretario regionale Massimo Bellomo, con i segretari provinciali di Catania, Daniele Lo Porto; di Ragusa, Giovanni Molè; di Siracusa, Prospero Dente, e con i componenti del comitato di redazione, abbia riproposto con forza la questione, sulla quale da anni insiste lo stesso cdr in sede aziendale, le risposte dell’azienda sono state insufficienti e non hanno fornito una definizione dei tempi e delle modalità del saldo dei pagamenti arretrati.

Una situazione insostenibile, considerato che diversi giornalisti, costretti dai mancati pagamenti a gravi situazioni di disagio personale e familiare, traggono da queste collaborazioni la loro fonte primaria di sostentamento. E questo nonostante da parte dei collaboratori non sia mai venuto meno l’impegno professionale che consente al giornale di essere presente ogni mattina in edicola. Inoltre i collaboratori, poiché gli importi non versati dalla Domenico Sanfilippo Editore risalgono al 2016 ma sono stati comunque certificati dalla stessa azienda col rilascio del Cud, hanno dovuto subire anche la beffa di carattere fiscale, dovendo adesso pagare tasse per compensi mai percepiti.

La delegazione del sindacato dei giornalisti, pur prendendo atto della situazione di grave crisi che vive il quotidiano “La Sicilia” (in arretrato di diversi mesi anche nel versamento dei contributi per i giornalisti dipendenti), ha pertanto chiesto con forza alla Direzione un impegno preciso per un piano di rientro che consenta in una prima fase, quanto meno, di appianare la situazione relativa a tutto il 2016.

 La Direzione si è impegnata entro il 31 luglio a stilare un report che definisca l’esatto ammontare del debito (si dovrebbe trattare di circa 900 mila euro) accumulato nei confronti dei collaboratori. Successivamente la Direzione, e solo nei limiti della liquidità disponibile, darà disposizioni per il pagamento di una prima tranche dell’arretrato. L’obiettivo finale dichiarato dall’azienda sarebbe poi quello di saldare il 2016 entro il 31 dicembre di quest’anno senza però dare alcuna assicurazione sul pagamento delle collaborazioni correnti e sui mancati pagamenti del 2017.

“Verificheremo step by step – sostengono i rappresentanti dell’Assostampa - il rispetto di questi impegni seppure a lunga scadenza, preso atto che la Direzione si è presentata all’incontro senza avere un quadro generale definito della situazione debitoria nei confronti dei collaboratori. Adesso bisogna cambiare passo”.

Il presidente Fnsi Beppe Giulietti celebra il Giardino della Memoria a Palermo

intervento giulietti«Il Giardino della memoria è un patrimonio nazionale che non serve solo per ricordare, ma anche come stimolo all'azione di contrasto alle mafie e all'illegalità. Il mio augurio è che non ci siano più alberi da piantare e che diventi un grande laboratorio all'aperto per i giovani, perché sposa la memoria con l'educazione alla legalità». Così il presidente della Fnsi, Giuseppe Giulietti, durante l’incontro nella sede dell'Associazione Stampa Siciliana, oggi a Palermo, che ha preceduto la visita al sito di Cianculli, presente il presidente nazionale Unci-Unione nazionale cronisti italiani, Alessandro Galimberti.
Nel corso dell'incontro è stato anche presentato un opuscolo informativo sul Giardino della memoria gestito da Unione nazionale cronisti e Associazione nazionale magistrati destinato ai visitatori del sito.
L’evento si è aperto con l’intervento del Presidente regionale dell’Unci, Andrea Tuttoilmondo, il quale ha richiamato i valori a cui si richiama il Giardino, divenuto un punto di riferimento per il Paese.

intervento CiceroIl Segretario regionale dell’Assostampa, Alberto Cicero, ha osservato che “il Giardino deve essere considerato patrimonio di tutti i siciliani che hanno a cuore la legalità”.
Per il Vice-Presidente nazionale dell’Unci, Leone Zingales, che ha ringraziato l’Associazione nazionale magistrati cogestore dell’appezzamento della borgata di Ciaculli, “la pubblicazione dell’opuscolo rappresenta un ulteriore passo nel progetto ‘legalità’ portato avanti dall’Unci dal 2004 ad oggi. L’opuscolo sarà un compagno di viaggio per le scuole e per i visitatori del Giardino, una guida per conoscere la storia del sito e comprendere le ragioni dei cronisti e dei magistrati che si sono intestati questa battaglia di legalità in una zona di Palermo ad alta densità mafiosa”.
Il Presidente della Fnsi, Giuseppe Giulietti, ha detto che “tutto quello che è stato fatto dall’Unci nel nome della legalità è un esempio da seguire non solo a livello locale. Il Giardino della Memoria ormai è patrimonio nazionale. La Fnsi da oggi sarà costantemente al fianco dell’Unci sul terreno di tutte le iniziative che hanno per tema la legalità.”
All’incontro di Palermo hanno partecipato anche i componenti del Consiglio direttivo regionale dell’Unci Daniele Ditta, Francesco Nania, fiduciario della sezione di Siracusa, e Gioia Sgarlata.

intervento RonsisvallePresenti, tra gli altri, Luigi Ronsisvalle, Paolo Licciardello e Antonio Fiasconaro, consiglieri nazionali Fnsi, Roberto Ginex, segretario provinciale di Assostampa Palermo; Massimo Bellomo, vicesegretario regionale Assostampa,  Dario Fidora, componente Commissione lavoro autonomo della Federazione nazionale della stampa. Ha concluso l’evento palermitano Fulvio Alfano, il figlio minore di Beppe, cronista ucciso nel 1993: “Le iniziative che l’ Unci ha sviluppato negli ultimi anni tra Giardino e Giornata della Memoria sono per noi fondamentali punti di riferimento nel ricordo di mio padre”. Zingales, infine, ha annunciato che il 3 settembre prossimo al Giardino sarà piantato un albero per ricordare il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, la moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente di polizia Domenico Russo, trucidati nella strage di via Carini dell’82.

intervento fulvio alfano

La storia del Giardino della memoria, Giulietti e Galimberti per la presentazione a Palermo

giardino della memoria ciaculliIl presidente della Fnsi, Giuseppe Giulietti, ed il presidente nazionale dell’Unci, Alessandro Galimberti, saranno a Palermo lunedì 19 giugno per partecipare ad un evento organizzato dall’Unione nazionale cronisti italiani in collaborazione con l’Associazione siciliana della Stampa in programma alle 10.30 nella sala convegni del sindacato dei giornalisti in via Francesco Crispi.

Nel corso dell’incontro sarà presentato il dépliant informativo che racconta la storia del Giardino della memoria, il sito confiscato alla mafia e gestito da Unione cronisti e Associazione nazionale magistrati. Oltre a Giulietti e Galimberti parteciperanno all’incontro il vicepresidente nazionale dell’Unci, Leone Zingales, che è l’ideatore del Giardino, il segretario regionale dell’Assostampa, Alberto Cicero, ed il presidente regionale dell’Unci, Andrea Tuttoilmondo.

Subito dopo la presentazione del dépliant, Giulietti e Galimberti si recheranno nel Giardino di via Ciaculli. «Questo è un luogo unico che merita di assumere un significato molto importante sul tema della memoria. Il lavoro che stanno svolgendo i cronisti in questo luogo, e sui temi della legalità e della lotta alla mafia, è importante e non ci sono parole per ringraziarli», aveva detto il 4 febbraio 2016 il presidente Giulietti, visitando il Giardino della memoria.

Per Alessandro Galimberti, «il dépliant che presenteremo il 19 racconta brevemente alcune delle tappe più significative del progetto promosso da Unci e Anm. Il Giardino ci ricorda non solo l’eroismo civico di tanti servitori dello Stato, alcuni noti e molti altri caduti confinati per decenni nell’oblio, ma ci infonde il coraggio per continuare le battaglie quotidiane per la legalità, per l’onestà e per la rettitudine, qualunque sia il nostro ruolo nella società, senza alibi».

Ci lascia Dario Miceli, giornalista Rai Sicilia. Conduttore TG, seguiva anche i processi di mafia e la cronaca parlamentare

Dario Miceli Rai SiciliaAveva iniziato da giovane a fare il giornalista al quotidiano L'Ora, con grande passione e senso della notizia. Cronista scrupoloso e attento. Poi dal 1995 aveva iniziato a lavorare alla Rai. Dario Miceli è morto stamane a 51 anni a Palermo. Miceli aveva anche una seconda passione lo sport. La pallavolo in particolare. Disciplina che lo ha visto sul parquet anche tra i professionisti. Dopo quattro anni di precario nel 1999 è stato assunto alla Rai. Alla conduzione del telegiornale, alternava l'impegno nella cronaca, seguiva i processi di mafia, e soprattutto si distinse come cronista parlamentare. Era caposervizio dal 2004. Da oltre un anno e mezzo la malattia gli aveva impedito di lavorare. Lascia la moglie e una figlia. I funerali si svolgeranno lunedì alle 10:30 nella chiesa in via Sacra Famiglia a Palermo. (ANSA)

Alla famiglia e ai suoi cari il commosso cordoglio dei colleghi dell'Associazione Siciliana della Stampa.

Chi agisce sui social e in rete come se fosse giornalista, può essere denunciato per esercizio abusivo della professione

Non giornalista sul web«Chi senza alcun titolo realizza, in maniera sistematica e apparentemente professionale, interviste video, reportage e articoli su blog e piattaforme social e non manifesta di non essere iscritto all’Ordine dei giornalisti, può essere denunciato per esercizio abusivo della professione». Lo dice una nota del consiglio dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia, che ha chiesto e ottenuto nei giorni scorsi un parere legale sui margini di azione contro chi agisce sui social e in rete come se fosse giornalista. «Tutto questo - prosegue la nota - nel rispetto dei principi relativi alla libertà di manifestazione del pensiero, che non possono comunque legittimare invasioni di campo ai danni dei professionisti dell’informazione. Saranno valutati i singoli casi e si agirà nei confronti di chi agisce in modo da generare confusione, immettendo nel circuito dell’informazione notizie di dubbia provenienza e verifica. Chiediamo per questo la collaborazione dei colleghi, dai quali ci attendiamo segnalazioni non generiche ma 'professionali', dunque ricche di dettagli e di supporti digitali o cartacei che possano accelerare e facilitare gli approfondimenti da parte dell’Ordine e le successive denunce». (ANSA).