Martedi, 26 settembre 2017 ore 10:57
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 Notiziario


 

Corso di Social Media e Web Marketing per giornalisti, organizzato da Assostampa Palermo

corso web media 3

Iscrizioni aperte al Corso di Social Media e Web Marketing per giornalisti di 40 ore in 10 lezioni, organizzato da Assostampa Palermo nella propria sede di via Crispi 286 in collaborazione con Tivitti Web e Comunicazione. La prima lezione è in programma giovedì 28 settembre.
In dieci appuntamenti d'aula ed esercitazioni pratiche, fondamenti e applicazioni avanzate per l'elaborazione e la redazione on line di contenuti giornalistici.
L'adesione costa 130 euro per gli iscritti ad Assostampa, 200 euro per i non iscritti al sindacato. Il numero massimo dei partecipanti è trenta.
Per le iscrizioni, contattare il vicesegretario tesoriere Salvatore Ferro oppure recarsi nella sede di Assostampa Palermo. Inviando una mail all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., sarà acquisito diritto di prelazione all'iscrizione, che dovrà essere formalizzata attraverso il pagamento negli uffici dal 6 al 20 settembre.

IL PROGRAMMA
(ore 9-13 tutti i giorni di lezione).

1ª lezione – 28 settembre
Il Web 2.0: caratteristiche, opportunità e rischi per l’editoria
La diffusione dei contenuti nel Web 2.0
Come è cambiato il mercato pubblicitario sul Web 2.0

2ª lezione – 29 settembre
Il sito web di una testata giornalistica: caratteristiche vincenti
Strumenti di misurazione: Google Analytics
Visibilità online sui motori di ricerca: come costruire una strategia Seo (Search Engine Optimization)
Cenni su Google AdWords

3ª lezione – 5 ottobre
Il content marketing (testi, foto, grafiche, video)
La scelta dei contenuti: Google Trends
Come scrivere testi ottimizzati per i motori di ricerca
Esempio: inserimento articolo e ottimizzazione Seo su WordPress

4ª lezione – 6 ottobre
Esercitazione: scrittura di un articolo secondo le logiche Seo, inserimento su piattaforma WordPress e settaggio Yoast Seo

5ª lezione – 12 ottobre
Esercitazione: scrittura di un articolo secondo le logiche Seo, inserimento su piattaforma WordPress e settaggio Yoast Seo

6ª lezione – 13 ottobre
Il social media marketing: lineamenti generali
7ª lezione – 19 ottobre
Facebook Marketing: analisi della piattaforma, gestione dei profili, delle pagine e dei gruppi

8ª lezione – 20 ottobre
Facebook Marketing: la diffusione dei contenuti

9ª lezione –26 ottobre
Twitter: caratteristiche della piattaforma, gestione dell’account
Google +: caratteristiche della piattaforma, l’importanza del canale per la strategia SEO
YouTube: caratteristiche della piattaforma, gestione dell’account

10ª lezione – 27 ottobre
Instagram: caratteristiche della piattaforma, gestione dell’account
Pinterest: caratteristiche della piattaforma, gestione dell’account
Linkedin: caratteristiche della piattaforma, gestione dell’account
Cenni su Snapchat e Tumblr

Giornalisti pubblico impiego, previsto profilo professionale nell'atto ministeriale d'indirizzo

Marianna MadiaL'atto di indirizzo della ministra Madia sui profili professionali dei giornalisti nel pubblico impiego è una buona notizia, attesa da 17 anni, e un buon risultato della Fnsi. Si creano le condizioni affinché si sblocchi una situazione vergognosa e si apre finalmente una prospettiva per tantissimi colleghi in attesa del riconoscimento dei loro diritti.
Vedremo nei prossimi giorni, alla ripresa della contrattazione per i quattro settori della pubblica amministrazione, quale sarà la reazione dell'Aran al documento della ministra. È lecito attendersi la convocazione della Fnsi e ciò sarebbe un buon segnale dopo che per anni l'Agenzia ha fatto orecchie da mercante alle tante richieste dei giornalisti e si è opposta ad ogni ipotesi di ammissione al tavolo del nostro sindacato, disattendendo persino una sentenza del tribunale di Roma.
Intanto, però, è meglio non cantare vittoria. Anche perché l'atto di indirizzo, così come riportato nel sito della Fnsi, appare troppo generico, per non dire lacunoso, almeno nel passaggio fondamentale. In esso, infatti, si parla di profili professionali ma non si fa alcun riferimento al contratto di lavoro giornalistico. In quale quadro si vogliono inserire le qualifiche degli addetti stampa pubblici? In quello proprio della nostra professione, come avviene già per tanti colleghi in Italia, oppure l'Aran si limiterà a proporre solo una più puntuale determinazione delle qualifiche ma applicate al contratto del pubblico impiego che già prevede al suo interno la figura del giornalista?

In Sicilia dal 2007 l'unico accordo sulle qualifiche professionali,
sottoscritto con Regione e Anci

Sull'applicazione del contratto Fnsi-Fieg negli uffici stampa pubblici la Sicilia, grazie all'azione dell'Assostampa e del Gus, ha fatto da apripista sin dal lontano '96, con la legge 33, ma ancor di più con l'accordo del 2007 sulle qualifiche professionali sottoscritto con Regione, Anci e Urps: l'unico finora esistente in Italia mentre qualcuno altrove vanta primogeniture per successivi protocolli d'intesa firmati a livello nazionale e regionale. Un accordo sindacale di secondo livello che già 10 anni fa venne pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana. Come dimostrano le sentenze favorevoli ottenute da diversi colleghi per il riconoscimento delle qualifiche e del contratto, quella siciliana potrebbe essere per il segretario della Fnsi, Raffaele Lorusso, un'esperienza positiva della quale fare tesoro nell'imminente confronto con l'Aran.

Altra questione è quella dei comparti. Quante tipologie di addetti stampa hanno in mente la ministra e l'Aran? Una uguale per tutti o tante quante sono i comparti? Ci saranno differenze, ad esempio, tra un giornalista delle Funzioni centrali e uno delle Autonomie locali?
Sono aspetti decisivi e i nostri vertici federali devono avere idee chiare rispetto agli obiettivi che intendono raggiungere. Perché sul tavolo c'è sì la posizione dei colleghi che aspirano ad avere un contratto di lavoro giornalistico ma c'è pure quella di chi gode – com'è giusto che sia – del Cnlg e non può vedere messi in discussione diritti acquisiti già da tanto tempo, alcuni dall'entrata in vigore della legge 150, cioè da 17 anni.
Parlando con i colleghi ho colto, in questi giorni, sentimenti diversi. C'è chi è soddisfatto perché siamo usciti da una non più sopportabile posizione di stallo; e c'è chi, più pessimisticamente, pensa che non si arriverà all'applicazione del contratto giornalistico nel pubblico impiego e che al massimo strapperemo il versamento dei contributi all'Inpgi, risultato per altro minimo poiché ciò dovrebbe avvenire sin dai tempi del decreto Maroni del 2003. Io penso che bisogna stare con i piedi ben saldi a terra, analizzare ogni singola mossa e vedere le carte della controparte (non solo l'Aran, dato che neppure la Triplice ci è stata vicina in questi lunghi anni).
Le variabili in gioco sono tante e tante le incertezze. C'è da superare la granitica diffidenza dei burocrati che avvertono i giornalisti come un corpo estraneo alla pubblica amministrazione; soprattutto bisogna imporre l'idea che gli addetti stampa pubblici non sono funzionari ma sono professionisti (cioè iscritti a un ordine professionale) portatori di specifiche competenze e chiamati a rispettare regole deontologiche. Da questi passaggi scaturiscono altre conseguenze come l'applicazione del contratto di lavoro – che non può essere quello del pubblico impiego – e l'unicità della figura giornalistica, che non è diversa a seconda dei comparti ma che, certo, può far valere competenze specifiche in termini di titoli e non di requisiti.
Sono difficoltà che in Sicilia sperimentiamo ogni giorno. Accade ancora oggi nonostante l'accordo del 2007 abbia retto in diversi tribunali e, in un caso, anche in Corte di cassazione. Resistenze troviamo, ad esempio, nella Sanità e ciò deve fare riflettere sulle difficoltà che si potranno incontrare in sede di contrattazione per singoli comparti.
Ci accorgeremo, suppongo, che i 17 anni trascorsi hanno finito col complicare il quadro generale perché il contratto Fnsi-Fieg è stato applicato a macchie di leopardo e non sempre in maniera integrale. Il segretario Lorusso e la nostra delegazione trattante saranno chiamati ad affrontare uno sforzo aggiuntivo poiché dovranno conciliare diverse esigenze facendo attenzione a non compiere passi indietro rispetto a quanto è stato conquistato ed è ormai consolidato in sede locale.
Far pagare ai giornalisti i ritardi causati da chi ha provato a ridurne i diritti vorrebbe dire aggiungere la beffa al danno.

Francesco Di Parenti
Presidente Gus Sicilia

Collaboratori La Sicilia, nessuna risposta dalla proprietà del giornale. Assostampa avvia azione per recupero somme non versate

Logo La SiciliaL’Associazione siciliana della stampa e le segreterie provinciali di Catania, Ragusa e Siracusa, prendono atto con rammarico che la Domenico Sanfilippo Editore, proprietaria del quotidiano La Sicilia, non ha rispettato la scadenza del 31 luglio, data entro la quale si era impegnata a fornire i dati necessari per quantificare l’ammontare delle somme arretrate non versate da oltre un anno e mezzo ai collaboratori.
Pertanto non è possibile nemmeno immaginare l’eventuale percorso che avrebbe avviato, d’intesa con il sindacato, il pagamento degli arretrati (per altro certificati col rilascio del Cud dalla stessa azienda).
In mancanza di risposte precise e di fronte alla impossibilità di proseguire un fattivo negoziato che possa portare a una definizione delle pendenze verso giornalisti che, pur non avendo ricevuto alcun pagamento continuano a fornire regolarmente la loro collaborazione, il sindacato dei giornalisti siciliani, in tutte le sue articolazioni locali, sarà costretto ad avviare tutte le azioni utili al recupero delle somme dovute a partire, in certi casi, dall’aprile del 2016.

Zamparini: "Accuse infamanti su Giornale di Sicilia". Assostampa Palermo: "Notizie verificate dal cronista"

Assostampa Palermo replica al presidente del Palermo Zamparini: "Notizie scritte da Riccardo Arena sono verificate e fino a documentata smentita restano notizie"

Maurizio ZampariniL'azionista di maggioranza della Unione Sportiva Città di Palermo, Maurizio Zamparini, definisce sul sito ufficiale del club “accuse infamanti” le notizie di stampa pubblicate da Riccardo Arena, attento e scrupoloso cronista di giudiziaria del Giornale di Sicilia, in occasione del secondo sopralluogo della Guardia di Finanza negli uffici della società, in viale del Fante. Per Assostampa Palermo, sindacato unitario dei giornalisti, sino a documentata smentita, sono e rimangono notizie di stampa verificate dal collega. In un clima da “attacco a tenaglia”, da parte di alcune frange del tifo, e adesso pure della stessa attuale proprietà della società rosanero, Assostampa Palermo esprime, fino a smentita ufficiale e documentata del contenuto degli articoli, sostegno al collega Arena. Zamparini, nel liquidare laconicamente come “accuse infamanti” i pezzi di Arena, altro non fa che ricopiare integralmente i contenuti del comunicato diffuso in data 9 luglio 2017 senza fornire sostanziali elementi di novità ad arricchimento del dibattito o a legittima smentita. Ricordiamo che non sono mancati, nei giorni scorsi, attacchi espliciti da parte di alcuni tifosi ad alcuni nostri colleghi, immotivatamente accusati di posizioni non equilibrate, poco verosimilmente prone alle versioni di fonte societaria, nella disamina delle attuali vicende del Palermo. Da Assostampa, inoltre, l'invito e l'auspicio affinché i toni sulle vicende societarie si mantengano nell'alveo del rispetto degli specifici ruoli e del diritto di replica.

Attacco di Maurizio Zamparini contro Riccardo Arena. L’Assostampa Sicilia «nel ribadire la propria solidarietà al...

Pubblicato da Giornalismo Siciliano notizie Assostampa FNSI su Giovedì 3 agosto 2017

Via libera dell’Ars all’ufficio stampa della Presidenza della Regione. 20 giornalisti scelti solo per concorso

ufficio stampa presidenza siciliaL’Assemblea regionale siciliana ha approvato la ricostituzione dell’Ufficio stampa e documentazione presso la Presidenza della Regione.
E’ stato infatti approvato l’articolo 14 della Finanziaria regionale che prevede l’assunzione per concorso di 20 giornalisti professionisti ai quali sarà applicato il CNLG. La metà dei posti sarà messa a concorso - in conformità al testo unico di riforma del pubblico impiego - tra coloro i quali abbiano prestato servizio nell’ufficio stampa per tre anni negli ultimi otto.
I criteri della selezione del personale, i profili professionali e i relativi trattamenti economici saranno fissati dalla contrattazione con la Federazione nazionale della Stampa per il tramite dell’Associazione siciliana della stampa.
L’emendamento approvato – che sostituisce interamente l’articolo approvato in commissione Bilancio - era stato sottoscritto da 19 parlamentari di tutti gli schieramenti.
Nello Musumeci, che è stato il primo firmatario, e Formica (Lista Musumeci); Giuffrida, Coltraro e Currenti (Sicilia democratica); Turano (Gruppo misto); Forzese, Ragusa, Miccichè, Sorbello, Cani (Centristi per la Sicilia); Alongi, D'Asero (Ncd); Falcone, Assenza, Papale (Forza Italia); Raia e Apprendi (Pd); Cordaro (Cantiere popolare); Picciolo (Sicilia futura).
Ha dichiarato il suo voto contrario il presidente della Commissione Bilancio Vincenzo Vinciullo. La Commissione aveva approvato il testo della proposta del governatore Crocetta che prevedeva l’assunzione per chiamata diretta e non i concorsi.
Di seguito il testo originale dell’emendamento.

art 14 finanziaria 2017

 

Presentato ad Assostampa il 47° Report Sicilia sulle criticità dell’economia dell’Isola

Report Sicilia 47 3Un milione di lavoratori circa nell'Isola sono in area di disoccupazione. È questo il dato critico più eclatante che emerge dal 47° Report Sicilia. Pur registrando la creazione di nuovi posti di lavoro (+14.200 finora nel 2017), il tasso di disoccupazione totale sale al 22,3%. Altri indicatori positivi non bastano ad arginare la perdurante crisi, la più grave del Dopoguerra. Occorre “Uscire dalla palude, riprendere il mare aperto”

Pietro Busetta, sull’occupazione: “Se non riusciremo ad avere altri 900 mila posti di lavoro non avremo via d’uscita.” Alessandro La Monica, sui consumi: “Il clima di fiducia delle famiglie e delle imprese rimarrà impregnato dall’incertezza sul futuro, che indurrà a non eccedere nella spesa.”
“Il Sud non cresce – ha sottolineato Patrizia Di Dio, sul terziario di mercato – né per ricchezza prodotta, né per domanda e consumi. Dal 1995 ad oggi le variazioni delle grandezze economiche sono state pressoché nulle, trascinando verso il basso le medie nazionali ed aumentando il gap con le regioni del Nord. Occorre valorizzare il settore dei servizi.”

La presentazione del 47° Report Sicilia, alla quale ha partecipato anche Davide Faraone, sottosegretario alla Salute, è stata coordinata dal professore Pietro Busetta dell’Università degli Studi di Palermo e presidente della Fondazione Curella, con gli interventi del professore Giovanni Ferri, pro rettore Università Lumsa, di Alessandro La Monica, presidente Diste Consulting, che ha illustrato il Report Sicilia, del professore Maurizio Caserta dell’Università di Catania, di Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo, e del professore Antonio Purpura dell’Università di Palermo.
(segue)

Sicilia, crescono le esportazioni, occupazione in segno positivo, nuovo slancio per gli investimenti delle imprese, Pil...

Pubblicato da Il Gazzettino di Sicilia su Sabato 22 luglio 2017

Minacce di morte a giornalista de I Siciliani giovani, Fnsi e Assostampa Sicilia al fianco dei colleghi

Riccardo OriolesLa Federazione Nazionale della Stampa Italiana e l’Associazione Siciliana della Stampa sono al fianco della redazione de “I Siciliani giovani” e condividono l’allarme lanciato dal direttore Riccardo Orioles dopo che una busta contenente una copia del giornale e minacce di morte è stata recapitata, nel pomeriggio del 19 luglio, alla sede del giornale a Catania.
Le minacce erano specificamente destinate al responsabile della redazione catanese, Giovanni Caruso, che pochi giorni prima, presentando il giornale, aveva annunciato l'acquisizione di beni confiscati alle famiglie mafiose catanesi.
«Abbiamo massima fiducia nelle indagini in corso e siamo certi che le autorità competenti attiveranno tutte le necessarie misure a tutela dei giornalisti e del loro diritto-dovere di svolgere fino in fondo il proprio lavoro», commentano il segretario generale e il presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, e il segretario dell’Assostampa Sicilia, Alberto Cicero.
«Appare significativo – proseguono – che il messaggio intimidatorio sia arrivato il 19 luglio, giorno della strage di via D’Amelio, e che sia arrivato nella redazione di un giornale che storicamente si ricollega all’esperienza de “I Siciliani” di Pippo Fava ed è ospitata in un bene sequestrato alla mafia. I colleghi di certo non si lasceranno intimidire».
Nella foto: Riccardo Orioles

“Uscire dalla palude, riprendere il mare aperto”, presentazione del 47° Report Sicilia

Venerdì 21 luglio la presentazione del Report Sicilia 47 nella sede dell’Associazione Siciliana della Stampa


logo ASSOSTAMPA fnsi 3x4 “Uscire dalla palude, riprendere il mare aperto” è il titolo dell’edizione numero 47 del Report Sicilia, l'analisi previsionale sull’economia dell’Isola realizzata da Diste Consulting per Fondazione Curella, che sarà presentata venerdì 21 luglio alle 9,30 (fino alle 12,30) nella sede dell’Associazione siciliana della Stampa di via F. Crsipi, 286, a Palermo.
Introduce e coordina i lavori Pietro Busetta (Università degli Studi di Palermo, presidente Fondazione Curella), intervengono Giovanni Ferri (pro rettore Università Lumsa), Alessandro La Monica (presidente Diste Consulting), Maurizio Caserta (Università di Catania), Patrizia Di Dio (presidente Confcommercio Palermo), Antonio Purpura (Università di Palermo). Conclusioni di Davide Faraone, sottosegretario alla Salute.

L’incontro è valido per la Formazione professionale continua dei giornalisti e la partecipazione dà diritto a 3 crediti formativi. Iscrizioni su piattaforma Sigef.

Giornalisti minacciati e insultati ritiro Palermo calcio, solidarietà Assostampa Palermo e Ussi Sicilia

logo palermo calcioLa segreteria di Palermo dell'Associazione siciliana della stampa, sindacato unitario dei giornalisti e Ussi Sicilia, Unione stampa sportiva esprimono solidarietà ai colleghi giornalisti sportivi che stanno seguendo il ritiro del Palermo in Austria da giorni bersaglio di numerosi insulti e frasi ingiuriose attraverso facebook da un gruppo di tifosi del Palermo. Non contenti alcuni di essi arrivati sabato a Bad hanno esposto uno striscione contro i rappresentanti della stampa intonando anche cori offensivi contro l'intera  categoria dei giornalisti. "I colleghi giornalisti non si faranno certamente intimidire da un manipolo di persone che non distingue il tifo e la sportività espressi in modo civile dagli atteggiamenti arroganti, offensivi e minacciosi - affermano in una nota Assostampa Palermo e Ussi Sicilia -. I giornalisti possono accettare le critiche espresse in modo educato e corretto, ma non la violenza verbale che diventa minaccia per chi lavora in modo onesto con l'unico obiettivo di dare notizie con spirito imparziale  secondo i criteri dettati dalla deontologia professionale. Ci auguriamo che i toni usati possano quanto prima essere smorzati e che si trovi quell'equilibrio indispensabile tra stampa, tifosi e società indispensabile per raggiungere gli obiettivi sportivi che tutti noi desideriamo", concludono i rappresentanti sindacali dei giornalisti.

Crisi al quotidiano La Sicilia, la Fnsi al fianco dei colleghi

logo la siciliaLa Giunta della Fnsi, preso atto del piano di ristrutturazione per crisi presentato dalla Domenico Sanfilippo Spa per il quotidiano La Sicilia, condivide le preoccupazioni espresse dal Cdr. Il contestuale ricorso alla richiesta di 14 prepensionamenti (con cassa integrazione a zero ore) su 44 giornalisti e all'avvio di una pesante cassa integrazione per il resto della redazione (quattro giorni al mese), che comporterebbe un pesantissimo impatto sulle retribuzioni, unitamente alla mancata definizione di un organico regolarmente contrattualizzato e a una chiara strategia editoriale, mette una pesante ipoteca sul futuro dell'azienda, sui futuri livelli occupazionali e sulla qualità finale del prodotto.
La pesante situazione economica denunciata dall'azienda (già riscontrata in altre testate dello stesso editore), il ritardo nel versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, il mancato versamento della quota del Tfr per il 2016, il pesante passivo (quasi 900 mila euro) nei confronti dei collaboratori che non vengono pagati dal marzo del 2016, collocano il negoziato col sindacato in un contesto di oggettiva difficoltà. Tutto questo però non dovrà restringere in alcun modo il confronto sindacale, appiattendolo su soluzioni già predefinite.
La Fnsi sosterrà il Cdr impegnato nel tentativo di definire un percorso trasparente che possa dare stabilità e serenità a tutta la redazione, garantendo certezza e stabilità occupazionale per i prossimi anni, e assicurando al contempo il massimo sostegno e il rispetto delle garanzie contrattuali ai colleghi per i quali sarà concordata l'uscita in prepensionamento

La Sicilia non paga i collaboratori da più di un anno. Incontro fra Assostampa e la direzione

logo la sicilia2Il grave e ormai cronico problema dei mancati pagamenti dei giornalisti collaboratori del quotidiano La Sicilia, che in alcuni casi non ricevono compensi dal marzo 2016, per il momento non trova una soluzione tempestiva. Il direttore-editore, infatti, durante il confronto con la delegazione dell’Associazione Siciliana della Stampa non ha preso alcun impegno preciso per il pagamento dei compensi arretrati, fornendo solo rassicurazioni di massima sugli eventuali pagamenti a causa dell’attuale situazione economica dell’azienda.

Sebbene la delegazione dell’Assostampa, guidata dal vice segretario regionale Massimo Bellomo, con i segretari provinciali di Catania, Daniele Lo Porto; di Ragusa, Giovanni Molè; di Siracusa, Prospero Dente, e con i componenti del comitato di redazione, abbia riproposto con forza la questione, sulla quale da anni insiste lo stesso cdr in sede aziendale, le risposte dell’azienda sono state insufficienti e non hanno fornito una definizione dei tempi e delle modalità del saldo dei pagamenti arretrati.

Una situazione insostenibile, considerato che diversi giornalisti, costretti dai mancati pagamenti a gravi situazioni di disagio personale e familiare, traggono da queste collaborazioni la loro fonte primaria di sostentamento. E questo nonostante da parte dei collaboratori non sia mai venuto meno l’impegno professionale che consente al giornale di essere presente ogni mattina in edicola. Inoltre i collaboratori, poiché gli importi non versati dalla Domenico Sanfilippo Editore risalgono al 2016 ma sono stati comunque certificati dalla stessa azienda col rilascio del Cud, hanno dovuto subire anche la beffa di carattere fiscale, dovendo adesso pagare tasse per compensi mai percepiti.

La delegazione del sindacato dei giornalisti, pur prendendo atto della situazione di grave crisi che vive il quotidiano “La Sicilia” (in arretrato di diversi mesi anche nel versamento dei contributi per i giornalisti dipendenti), ha pertanto chiesto con forza alla Direzione un impegno preciso per un piano di rientro che consenta in una prima fase, quanto meno, di appianare la situazione relativa a tutto il 2016.

 La Direzione si è impegnata entro il 31 luglio a stilare un report che definisca l’esatto ammontare del debito (si dovrebbe trattare di circa 900 mila euro) accumulato nei confronti dei collaboratori. Successivamente la Direzione, e solo nei limiti della liquidità disponibile, darà disposizioni per il pagamento di una prima tranche dell’arretrato. L’obiettivo finale dichiarato dall’azienda sarebbe poi quello di saldare il 2016 entro il 31 dicembre di quest’anno senza però dare alcuna assicurazione sul pagamento delle collaborazioni correnti e sui mancati pagamenti del 2017.

“Verificheremo step by step – sostengono i rappresentanti dell’Assostampa - il rispetto di questi impegni seppure a lunga scadenza, preso atto che la Direzione si è presentata all’incontro senza avere un quadro generale definito della situazione debitoria nei confronti dei collaboratori. Adesso bisogna cambiare passo”.