Martedi, 16 luglio 2019 ore 01:05
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 Notiziario


 

Commissione Pari Opportunità: Romina Marceca e Ina Modica elette delegate per Assostampa Palermo

delegate giornaliste cpo assostampa palermo

Sono Romina Marceca e Ina Modica le giornaliste elette, questa mattina, dall’assemblea provinciale di Palermo per le Pari Opportunità.

Marceca e Modica sono state designate all’unanimità e faranno parte della Commissione regionale che ha il compito, secondo quanto previsto dalla legge 125 del 1991, di “favorire l’occupazione femminile e realizzare l’uguaglianza sostanziale tra uomini e donne nel lavoro anche mediante l'adozione di misure...  al fine di rimuovere gli ostacoli che, di fatto, impediscono la realizzazione di pari opportunità”. Romina Marceca, giornalista professionista presso il quotidiano La Repubblica, si occupa da diversi anni di cronaca giudiziaria. Ina Modica, giornalista pubblicista, è responsabile dell’ufficio stampa e comunicazione del Comune di Monreale.

Stereotipi, pregiudizi e retaggi culturali conducono a numerosi esempi di disparità e discriminazioni di genere. Purtroppo quello che è ‘comune’ diventa accettato e accettabile dalla società  – sottolinea Alessandra Ferraro, tesoriere dell’Assostampa Palermo – e anche i diritti acquisiti, da anni di battaglie e lotte, rischiano di rimanere solo diritti formali e non reali. Noi giornaliste abbiamo un duplice ruolo: contrastare la disparità e le discriminazioni tra uomini e donne nei luoghi di lavoro e impegnarci nello svolgimento della professione affinché l’informazione, come sancito dalla Convenzione di Instabul, svolga un ruolo fondamentale di prevenzione ed educazione contro la violenza di genere”.

Il Direttivo dell’Assostampa  di Palermo formula a Romina Marceca e ad Ina Modica i migliori auguri di buon operato e auspica la formazione di un gruppo di lavoro che possa formare un Coordinamento provinciale Pari Opportunità coeso e operativo.

Giuseppe Rizzuto, segretario

Davide Di Giorgi, vicesegretario

Alessandra Ferraro, tesoriere

Protesta dei collaboratori La Sicilia: «Noi, giornalisti non pagati e senza risposte: pronti allo “sciopero”, smetteremo di scrivere»

Scatta la protesta dei collaboratori, la prima in oltre 70 anni di storia de “La Sicilia”

logo la sicilia«Non abbiamo avuto alcuna risposta sui mancati pagamenti degli anni passati né garanzie sulle collaborazioni più recenti. Di fronte al silenzio dei vertici amministrativi della “Domenico Sanfilippo Editore”, vogliamo fare sentire la nostra voce di giornalisti che svolgono attività con professionalità e dedizione. Per questo annunciamo fin da ora azioni eclatanti, senza escludere "scioperi" con l'interruzione a scrivere articoli e a proporre le nostre segnalazioni alla redazione».
Lo annunciano i collaboratori della provincia di Catania del quotidiano “La Sicilia”. Una protesta senza precedenti nella storia ultra settantennale del quotidiano catanese di viale Odorico da Pordenone della famiglia Ciancio, ora gestito –come è noto– in amministrazione straordinaria.
«Una scelta –spiegano i “corrispondenti” da ogni parte della provincia– che finora abbiamo evitato perché fiduciosi in risposte precise a istanze prima ben note alla proprietà e poi conosciute dai commissari straordinari. Risposte, però, mai arrivate, al di là di vaghi e generici impegni».
Viene ancora puntualizzato: «Noi corrispondenti, ogni giorno impegnati a raccontare la cronaca della provincia, compresa quella su fatti di mafia e criminalità organizzata, non riceviamo i compensi che ci sono dovuti da troppo tempo. Ci sono colleghi che attendono arretrati anche da anni. La liquidazione è avvenuta a singhiozzo, senza peraltro ricevere i cedolini di avvenuto pagamento (dettaglio che crea parecchio confusione). Ci sono corrispondenti che –nonostante la loro puntualità a consegnare mensilmente le note di collaborazione– avanzerebbero anche svariate migliaia di euro. Eppure nessuno ci ha dato alcuna garanzia né per le spettanze passate né per quelle maturate dall’insediamento dei commissari straordinari. C’è chi segnala, inoltre, che dai prospetti personali Inpgi non figurerebbero versamenti dei contributi previdenziali relativi agli ultimi anni».
Una situazione ritenuta ormai insopportabile. Ne va della credibilità aziendale e della qualità dell’informazione, che in mancanza dell’apporto qualificato dei “corrispondenti” verrebbe, di fatto, inzuppata di comunicati di palazzo o note copia-incolla, mortificando una sezione del giornale (quella delle pagine provinciali) che è fonte di richiamo dei lettori. Un rischio che i collaboratori si augurano di scongiurare. Già da tempo parecchi corrispondenti hanno interrotto il rapporto di collaborazione o ridotto drasticamente l’attività proprio per i mancati pagamenti. Chi ha continuato, lo ha fatto per senso di responsabilità.
«Finora siamo stati comprensivi (il momento storico, la crisi del settore, il calo degli introiti pubblicitari…) ma è chiaro –viene sottolineato– che non possiamo continuare a lavorare gratis. Sì, di questo si tratta. Non possiamo lavorare senza risolvere quei crediti che vantiamo, generati da molte mensilità di compensi, peraltro già bassi rispetto all’impegno e alla qualità professionali che garantiamo quotidianamente. Un lavoro essenziale per l’uscita in edicola de “La Sicilia”, che tuttavia non sembra ci venga riconosciuto. Se poi siamo ritenuti non “necessari”, ci venga detto chiaramente e ognuno farà le proprie scelte. Ecco perché ci sentiamo costretti ad annunciare azioni di protesta. Con l’auspicio che possa servire ad intraprendere un dialogo serio e fattivo con l’amministrazione de “La Sicilia”».

HANNO ADERITO:
Antonio Carreca, Giorgio Cicciarella, Giuseppe Ciraudo, Angela Di Francisca, Chiara Di Grande,
Carmelo Di Mauro, Lucio Di Mauro, Sonia Distefano, Laura Fazzina, Vittorio Fiorenza, Lucio Gambera, Antonio Garozzo, Martino Geraci, Francesco Grassia, Mario Grasso, Lorenzo Gugliara,
Maria Gabriella Leonardi, Chiara Mazzaglia, Sandra Mazzaglia, Mariano Messineo, Simone Murgo,
Nello Pietropaolo, Gianfranco Polizzi, Mario Previtera, Filippo Romeo, Simone Russo, Luigi Saitta,
Angela Seminara, Salvo Sessa, Salvo Sidoti, Mary Sottile, Salvo Spampinato


Assostampa: “Richiesti per collaboratori de La Sicilia crediti per oltre mezzo milione”

 

Assemblea addetti uffici stampa Sicilia: "Sindacato rivendichi contrattazione collettiva, Ordine dei giornalisti impugni bando discriminatorio"

L’assemblea degli addetti stampa siciliani riuniti a Caltanissetta, su iniziativa del Gus Sicilia, ha approvato all’unanimità una mozione sul costituendo ufficio stampa della presidenza della Regione siciliana di cui ieri è stato pubblicato sulla Gurs il relativo bando di concorso per il reclutamento dei giornalisti.

trinacria 478x359La mozione ribadisce «con forza l’applicazione del contratto collettivo regionale siglato nel novembre 2007 ed esprime forte preoccupazione in merito al percorso, al campo e alle modalità di applicazione del contratto regionale prospettate nella delibera della Giunta Regionale del 12 dicembre scorso e confermati con la pubblicazione sulla Gurs del 26 aprile del relativo bando di concorso» (vedi sito Regione Sicilia).

«L'assemblea degli addetti stampa siciliani - si legge nella mozione approvata - rivendica con forza l’applicazione del contratto collettivo regionale ai giornalisti dell’ufficio stampa della Regione Siciliana respingendo tutte le altre fantasiose e riduttive soluzioni, impegna pertanto il presidente del Gus Sicilia nonché tutti i consiglieri a far valere nelle sedi sindacali opportune l’opzione dell’applicazione del contratto collettivo regionale nell’ufficio stampa della Regione siciliana e degli enti locali senza arretrare rispetto al contratto collettivo del 2007 e invita il segretario regionale dell’Associazione siciliana della stampa a non firmare il contratto dei dipendenti regionali e ad impugnarlo in sede giudiziaria unitamente al bando di concorso pubblicato sulla Gurs lo scorso 26 aprile, mutuando così la stessa azione politico-sindacale della Fnsi avviata con l’impugnazione del Contratto funzioni locali».
L’assemblea, infine, invita il presidente dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia «di procedere a impugnare il bando di concorso per i 12 posti dell’ufficio stampa della presidenza della Regione siciliana in considerazione delle evidenti disparità e contraddizioni che lo stesso bando crea privando parte di colleghi dello stesso Ordine di partecipare al suddetto concorso».


Bando giornalisti categoria D - Bando Giornalisti categoria C

Ufficio stampa Presidenza Regione Sicilia, Assostampa: “Bene Musumeci che ricostituisce ufficio e che sblocca concorso, ma restano punti oscuri come applicazione contratto regionali"

presidenza regione sicilianaL’Associazione siciliana della stampa, con la pubblicazione del bando che sblocca il concorso, non può che salutare con favore la ricostituzione dell’ufficio stampa della presidenza della Regione, che era stato in modo inopportuno e maldestro cancellato dal governo Crocetta. Il sindacato unitario dei giornalisti siciliani non può che essere per il lavoro e per le opportunità di lavoro e per questo ringraziamo il presidente della regione Nello Musumeci, che ha mantenuto fede ai suoi propositi.

Tuttavia, non possiamo omettere di osservare che ci sono alcuni punti che restano oscuri. A partire dalla scelta di applicare 'tout court' il contratto dei regionali, e non quello dei giornalisti, senza prevedere alcuna delle prerogative in termini di autonomia professionale e di organizzazione del lavoro specifiche della professione giornalistica e inserendo anche la categoria C, non contemplata da alcuna previsione normativa di livello superiore e spuntata a sorpresa nei mesi scorsi. Nonostante il dialogo aperto e i diversi incontri la dirigente generale della Funzione pubblica Rosalia Pipia e con Aran Sicilia, e con il suo presidente Accursio Gallo, delegato dal governatore Musumeci a seguire la vicenda, sull’applicazione del contratto di lavoro di categoria purtroppo non si è raggiunto un accordo. Ma soprattutto non si è seguito quel percorso di concertazione che l’Assostampa Siciliana, anche sulla scorta dell’ultima sentenza della Corte costituzionale dell’11 aprile 2019 che indica la strada dell’area di contrattazione dedicata, ha sempre auspicato e perseguito per arrivare nel più breve tempo possibile alla soluzione del problema e non certo per perdere tempo o frapporre ostacoli, ma anche per scongiurare possibili ricorsi da parte di singoli colleghi.
Nei giorni scorsi per sbloccare l’impasse il segretario di Assostampa Roberto Ginex, il presidente Alberto Cicero e il presidente del Gruppo uffici stampa Sicilia, Francesco Di Parenti, assieme al presidente dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia, Giulio Francese, avevano incontrato a palazzo d’Orleans a Palermo il Presidente della Regione, Nello Musumeci manifestando apprezzamento per la volontà del presidente della Regione di ricostituire prima possibile l’ufficio stampa di Palazzo d’Orleans, ma avevano anche ribadito il rammarico per la totale chiusura sulla richiesta di applicazione del contratto di lavoro Fnsi-Fieg o comunque sull’intervento di una specifica area di contrattazione per i giornalisti degli uffici stampa pubblici così come indicato chiaramente  dalle sentenze della Corte Costituzionale. La Consulta, nell’affermare in maniera univoca la specialità della legge 150/2000, ha segnato come unica strada percorribile “una specifica area di contrattazione per gli addetti stampa nella pubblica amministrazione, prevedendo l’intervento delle organizzazioni rappresentative dei giornalisti”. Gli incontri e il dialogo con l’Aran non possono essere equiparati a quanto dettato dalla Suprema Corte.

Accogliamo, infine, con favore la proposta del presidente Musumeci, emersa durante l’incontro dei giorni scorsi, di aprire una finestra di concertazione per gli enti locali e le aziende sanitarie e ospedaliere siciliane, al fine di dotare questi enti di uffici stampa secondo regole e procedure corrette. Ci auguriamo che il dialogo tra Assostampa Siciliana, Ordine dei giornalisti e Presidente della Regione prosegua in un clima di serenità e collaborazione affinché di possa arrivare in tempi brevi a direttive precise che richiamino gli enti all'applicazione delle norme esistenti. Assostampa e Ordine dei giornalisti ribadiscono la piena e totale disponibilità a collaborare e ad avanzare proposte per aprire nuove opportunità occupazionali per una categoria che vive una fase particolarmente critica, ma tutto questo deve avvenire nel rispetto dei ruoli e delle regole.  

 

Commissione Lavoro dichiara ammissibile l’emendamento “Salva Inpgi”

InpgiDurante la seduta di lunedì 11 marzo, la Commissione XI (Lavoro pubblico e privato) e XII (Affari sociali) della Camera ha dichiarato ammissibile, senza entrare nell'aspetto sostanziale, l’emendamento “Salva Inpgi”, primo firmatario l'on.le Massimiliano Capitanio. L’emendamento, lo ricordiamo, mira al versamento dei contributi previdenziali dall’Inps, all’Inpgi1, per tutti coloro che svolgono attività giornalistica o di comunicazione sia nel settore pubblico che privato, anche se non riconosciuti dall’Ordine dei giornalisti.

Si tratterebbe di far passare nella casse dell’Inpgi1 circa 20mila comunicatori, una vera boccata d’ossigeno per l’Istituto di previdenza dei giornalisti che in questo momento si trova nell’incapacità a far fronte ai debiti a breve termine e quindi senza liquidità immediata.
Nel corso della seduta si è affrontato un altro importante emendamento, il 25-bis, sempre a firma dell’on. Capitanio, che riporta: “I giornalisti già in servizio presso gli uffici stampa delle regioni a statuto ordinario con contratto di lavoro giornalistico al momento dell’entrata in vigore della predetta contrattazione collettiva sono inseriti in un ruolo speciale ad esaurimento istituito presso le rispettive amministrazioni”.
Ecco il link per scaricare tutto il documento della Camera:
clicca qui

Giornaliste al Premio Donnattiva 2019, un riconoscimento all’eccellenza femminile

Si terrà nella sede della Camera di Commercio di Palermo venerdì 8 marzo alle 17,30 il “Premio Donnattiva  2019”  ormai divenuto uno dei  riconoscimenti all'eccellenza declinata al femminile che quest’anno sarà dedicato alle donne imprenditrici e comunicatrici. L’iniziativa è nata a Monreale e poi negli anni è cresciuta grazie a tutte le socie dell’Associazione Donnattiva di Monreale, che hanno portata avanti, con il principale obiettivo di creare una rete fra le donne per valorizzare le varie professionalità ed essere di supporto a tutte quelle che hanno bisogno di aiuto.

donnattivaL’edizione di quest’anno è stata organizzata in collaborazione con il Camera di Commercio Palermo ed Enna , puntando l’attenzione soprattutto verso quelle donne che operano nel settore produttivo, imprenditoriale e alle giornaliste che comunicano l’immagine della Sicilia nel mondo, e le sue potenzialità turistiche culturali ed enogastronomiche.

L’iniziativa è stata patrocinata dal Comune di Palermo, dal  Comune di Monreale , dalla Camera di Commercio Palermo ed Enna, dalla Caritas Diocesana di Monreale, dall’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, Assostampa siciliana, Confcommercio, Unicredit Banco di Sicilia, Euromanager, Alessi Pubblicitá, Sanità e Logos , Siculia, Consorzio Area e Vita , Associazione Commercianti Monreale, e tanti altri sponsor. Tra le premiate di quest’anno Elisabetta Cosci vice presidente nazionale ordine giornalisti, la giornalista ed imprenditrice Rosa Di Stefano, la wedding planner Michela Cannatella, l’imprenditrice di vini Francesca Curto , l’imprenditrice alberghiera Costanza Giotti, L’imprenditrice  Maria Giovanna Gulino, la giornalista Marina Mancini, l’imprenditrice Georgia Longo Macchiarella , la giornalista di rai uno Maria Grazia Mazzola , la giornalista rai Debora Verde, l’imprenditrice Giusi Mortillaro, l’imprenditrice edile Angela Pisciotta  e la giornalista di Repubblica Alessandra Ziniti
Un premio speciale verrà dato a Gabriella Filippone Renier. La cerimonia di quest’anno sara’ aperta da Alessandro Albanese e Daniela Cocco che quest’anno hanno ospitato e contribuito alla organizzazione  del premio in sinergia con l’associazione Donnattiva presieduto dalla giornalista Ina Modica che ha rivolto un caloroso ringraziamento ai vertici della camera di commercio, a tutti gli enti e agli sponsor di questa XI edizione.

Convocata l’Assemblea della Sezione provinciale di Palermo di Assostampa Sicilia

logo ASSOSTAMPA Palermo 3x4L’Assemblea degli iscritti alla Sezione provinciale di Palermo è convocata per venerdì 8 marzo 2019, alle ore 9,00, in prima convocazione, nei locali dell’Associazione siciliana della Stampa e sabato 9 marzo 2019, alle ore 9,30, in seconda convocazione, nel salone “Orlando Scarlata” dell’Associazione Siciliana della Stampa, in via Francesco Crispi 286, a Palermo, per deliberare sul seguente ordine del giorno:

1) Costituzione ed insediamento degli organi assembleari;
2) Relazione organizzativa e finanziaria della Segreteria provinciale e dibattito;
3) Approvazione bilancio consuntivo 2018 e preventivo 2019 della Sezione provinciale
4) Varie ed eventuali
Con l’occasione, i soci morosi possono regolarizzare la loro posizione durante l’Assemblea versando le quote associative dovute.

Il Segretario provinciale
Giuseppe Rizzuto

Elezioni per il rinnovo degli organi del Fondo pensione complementare giornalisti

fondo complementare dei giornalisti italiani

Nei giorni 13,14,15,16 marzo 2019 si terranno le elezioni per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione e del Collegio dei Sindaci del Fondo Complementare dei Giornalisti Italiani. Hanno diritto di voto i giornalisti iscritti al Fondo alla data del 30 novembre 2018. Si potrà votare dalle 8 del 13 marzo alle 18 del 16 marzo 2019 solo mediante il voto elettronico.

Per votare occorre essere in possesso del Codice Fiscale e del proprio numero di iscrizione al Fondo recuperabile nella “Comunicazione periodica” inviata ogni anno. In caso di smarrimento si potrà richiedere il numero di iscrizione tramite mail con l’apposito modulo recuperabile nel sito:

http://www.fondogiornalisti.it/Fondo16_new/Archivio/Download/MODULO_RICHIESTA_CODICI_ACCESSO.pdf

Il modulo compilato, insieme alla fotocopia della carta di identità, va spedito a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Dopo aver digitato il numero di iscrizione al Fondo ed il Codice Fiscale, il sistema rilascerà automaticamente il certificato elettorale, che consiste in una password. Mediante la password, si potrà entrare nella “cabina elettorale”, dove si troverà la scheda con l’elenco in ordine alfabetico di tutti i candidati alle cariche di amministratore e di sindaco revisore.

Si potranno indicare quattro preferenze per il Consiglio di amministrazione e una sola preferenza per il Collegio dei Sindaci.

Questo l’elenco, in ordine alfabetico, dei candidati:

 Elezioni Fondo pensione complementare giornalisti

Per ogni altra informazione potete visitare il sito o scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Uffici stampa. Comune di Caltanissetta condannato anche in appello. Riconosciuta l’attività di addetto stampa del giornalista Pier Paolo Olivo

Pier Paolo OlivoIl tribunale civile di Roma ha rigettato il ricorso in appello presentato dal Comune di Caltanissetta contro la sentenza di primo grado che lo condannava anche al pagamento di sanzioni e spese legali per avere versato all'Inps, anziché all'Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani (Inpgi), i contributi previdenziali del giornalista Pier Paolo Olivo, al quale la giunta comunale non intende riconoscere le mansioni di addetto stampa dell'ente.
Olivo, nel frattempo, è stato spostato dapprima nell'ufficio comunicazione e poi assegnato all'ufficio protocollo della Polizia municipale. Il giornalista si è per questo rivolto al giudice del lavoro di Caltanissetta per ottenere il riconoscimento della sua originaria mansione di addetto stampa.
L'Inpgi ha mandato propri ispettori a Caltanissetta, i quali hanno accertato che Olivo, iscritto all'albo dei giornalisti, ha effettivamente svolto l'attività di addetto stampa. Della questione si è occupato il tribunale di Roma in quanto l'Inpgi ha sede nella Capitale.

L'intervento del Segretario dell'Associazione Siciliana della Stampa Roberto Ginex al 28° Congresso Fnsi a Levico Terme

congresso levico terme

Viviamo un mercato del lavoro asfittico, fermo, l’abbassamento dei livelli e della qualità dell’occupazione, la dequalificazione e una sempre maggiore precarizzazione della professione. Su questi temi siamo chiamati a dare risposte concrete ai colleghi che ci chiedono lavoro.

Nelle redazioni non ci sono più spazi e lo vediamo in Sicilia dove al Giornale di Sicilia abbiamo avuto una vertenza, seguita anche dalla Fnsi, e finita proprio un mese fa con 15 licenziamenti di colleghi con contratti ex art. 12 e ex art. 2; licenziamenti sui quali il sindacato non si è mai sognato di mettere la propria firma. Una vertenza durata 7 mesi che si è conclusa con la decisione dell’azienda di tagliare i costi a tutti i costi, di considerare questi colleghi non più necessari per la confezione del giornale, i cui colleghi avevano già fatto sacrifici con un lungo periodo di solidarietà; stato di solidarietà che verrà riproposto.

Roberto GinexA farne le spese è sempre il lavoro dei giornalisti, sono sempre i colleghi. A questo, va aggiunta la preoccupante questione dei colleghi del quotidiano La Sicilia (e aggiungo della Gazzetta del Mezzogiorno) che da alcuni mesi lavorano sotto amministrazione giudiziaria. Una situazione delicata che deve restare nell’agenda del sindacato, chiamato a tutti i livelli a difendere il lavoro dei colleghi de La Sicilia, i quali hanno sempre operato con la schiena dritta avendo come unico obiettivo quello di informare i lettori. La Sicilia e il Giornale di Sicilia, un patrimonio culturale che rappresenta territori diversi al quale i siciliani non possono rinunciare. Ci preoccupa inoltre la questione divenuta ormai più che spinosa: la tutela dei diritti acquisiti dei collaboratori che significa contrasto allo sfruttamento e al lavoro sottopagato. Sì, perché dobbiamo pur dire che nel caso de La Sicilia non solo i colleghi collaboratori sono pagati poco, ma ad oggi molti di essi vantano crediti da oltre 17/18 mesi.  Altro che equo compenso. Sarebbe già equo fare in modo che ai collaboratori fosse pagato il dovuto colmando un pregresso che è diventato inaccettabile.

L'Assostampa Siciliana e i suoi rappresentanti sono stati sempre in prima fila nelle politiche di tutela del lavoro dei giornalisti autonomi e precari: nelle assemblee nazionali che hanno visto l’8 ottobre 2011 l’approvazione della Carta di Firenze contro la precarizzazione della professione; nelle dinamiche sindacali che hanno condotto alla legge 233/2012 per l’equo compenso giornalistico, con cui si è istituito il principio dell’equità retributiva nelle redazioni, definita per la prima volta come la COERENZA tra i compensi dei giornalisti non subordinati con quelli subordinati. Dal 6 dicembre 2017, con l’entrata in vigore della 172/2017, l’equo compenso è un diritto di tutte le professioni, anche non ordinistiche e vale non solo per i grandi gruppi ma anche per la pubblica amministrazione. Le leggi contro la precarizzazione quindi esistono, ma non ci vengono riconosciute. Per questo, Assostampa Siciliana ha iniziato una lunga battaglia sindacale divenuta ora vertenza giudiziaria attraverso due distinti ricorsi contro il governo nazionale: contro il Ministero di Giustizia per il mancato adempimento alla Legge 27/2012 (emanazione dei parametri minimi dei compensi per i giornalisti, come già è per le altre professioni ordinistiche); contro la Presidenza del Consiglio dei Ministri per il mancato adempimento alla legge 233/2012, per la coerenza di remunerazione minima tra chi è assunto e chi no, e le sanzioni per gli editori inadempienti. Ricorsi che sono stati presentati dalle Associazioni della Stampa Siciliana e Romana e dico con dispiacere non dalla Fnsi. Nonostante la Fnsi persegua statutariamente la pari dignità tra giornaliste e giornalisti come tra subordinati ed autonomi, vi è una sorta di resistenza culturale da parte della nostra categoria a rendere esigibili diritti incomprimibili. Rispetto a questa grande ipocrisia occorre una buona volta che il sindacato volti pagina.

E in un panorama di grandi difficoltà nel reperire nuovi posti di lavoro riteniamo che uno sbocco importante siano gli uffici stampa. In questi anni abbiamo registrato alcune incertezze da parte della Fnsi su un tema molto importante. Voglio essere chiaro. A nostro parere non esistono giornalisti pubblici e giornalisti privati: esistono giornalisti, ai quali non può che essere applicato il contratto dei giornalisti, così come ci dicono non poche sentenze dei giudici in Sicilia e non solo.  Sulla questione uffici stampa nella Pa e negli enti locali in Sicilia siamo impegnati da anni e lo siamo in questi giorni. In Sicilia abbiamo firmato un contratto nel 2007, unico esempio concreto e riconosciuto in tutta Italia di negoziato contrattuale, codificato con una legge della regione e applicato grazie anche a sentenze di primo e secondo grado, oggi abbiamo una presidenza della regione che vorrebbe applicare un contratto dei regionali ai giornalisti da assumere. Dopo la fine dell’era Crocetta, l’attuale presidente Musumeci, che apprezziamo per aver deciso di ricostituire l’ufficio stampa dopo anni attraverso un pubblico concorso, ha deciso, probabilmente spinto dalla sua burocrazia, di applicare il contratto dei regionali. Con l’Aran che aveva proposto alla segreteria regionale di sottoscriverlo: abbiamo risposto che siamo giornalisti e non possiamo firmare il contratto dei regionali. E siamo in una fase di trattativa. Sul tema degli uffici stampa ci auguriamo che la nuova segreteria attivi tutte le migliori energie professionali perché è un fronte che ci può offrire nuovi posti di lavoro. E’ necessario il contributo di tutti per portare avanti insieme una linea chiara che punti senza indugi alla rivendicazione dell’applicazione del contratto di lavoro negli uffici stampa pubblici.

Colleghe e colleghi, per guardare avanti dobbiamo essere capaci di avere una visione non solo su ciò che è stato ma su ciò che sarà questo mestiere. Sappiamo come siamo e cosa facciamo, ma ci deve servire per comprendere quello che saremo, cosa faremo e come lo faremo. Servono strumenti nuovi che possano offrire opportunità di lavoro ai tanti, troppi disoccupati e inoccupati, che oggi costituiscono il nostro fronte più ampio. C’è bisogno di lavoro pagato, a dispetto di non pochi politici che a volte ce lo vogliono offrire gratuitamente. Chi ci vuole a vario titolo precari ci vuole meno liberi. Perché più precarietà significa meno libertà; più lavoro significa maggiore libertà di pensiero. 

Il futuro della nostra professione è anche un tema che si intreccia con chi vuole zittirci, vuol metterci il bavaglio: allora diciamo no ad ogni forma di sfruttamento, diciamo no ad ogni forma di sopraffazione umana e professionale; diciamo no al malaffare, a tutte le mafie e alla criminalità organizzata che minaccia la nostra libertà di espressione e la nostra libertà di raccontare i fatti. Ed ancora diciamo no alla politica che ci insulta, che spreca, che ammicca, che cerca di tirarci dentro e che strizza l’occhio ai giornalisti per cercare il consenso tra la gente. Diciamo no ad ogni forma di Far West che tende a limitarci, a fermarci. Vogliamo rispetto delle regole e delle garanzie. E se vogliamo sopravvivere come giornalisti e come sindacato, per raccogliere le sfide del futuro, dobbiamo marciare uniti, anche nella diversità delle idee; essere determinati e credibili di fronte a tutti: agli editori e alla classe politica, sempre pronta ad accogliere le istanze di varie categorie di lavoratori e a considerarci ancora in modo leggere e superficiale una casta. Noi non siamo casta, Siamo giornalisti! 

 

Roberto Ginex, segretario Assostampa Sicilia, al XXVIII congresso nazionale Fnsi

Intervento del segretario regionale dell'Associazione siciliana della stampa, Roberto Ginex, al XXVIII congresso nazionale Fnsi

Pubblicato da Giornalismo Siciliano notizie Assostampa FNSI su Mercoledì 13 febbraio 2019

 

Approvato il nuovo statuto del fondo complementare dei giornalisti italiani

fondo complementare dei giornalisti italianiIl Fondo complementare dei giornalisti apre ai familiari a carico e ai collaboratori coordinati e continuativi. Sono due novità contenute nel nuovo Statuto approvato definitivamente dalla Covip, la Commissione di vigilanza sui fondi pensione italiani.
Vediamo in dettaglio le principali novità.

1) Apertura dell’iscrizione (con contributo a loro carico) ai giornalisti professionisti o pubblicisti titolari di un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa che percepiscano per tale attività un compenso annuo non inferiore a 3000,00 (tremila) euro;
2) Apertura dell’iscrizione ai familiari fiscalmente a carico dei giornalisti aderenti; .
3) Apertura dell’iscrizione ai dipendenti degli enti di categoria previo accordo con gli organismi interessati; .
4) Inserimento nell’ordinamento del Fondo della RITA (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata);
5) Una nuova disciplina per i giornalisti dipendenti di enti pubblici iscritti al Fondo; .
6) Possibilità di rivedere la scelta con riguardo alla quota di TFR da destinare al Fondo;
7) Possibilità di versare al fondo contributi aggiuntivi anche in costanza di rapporto di lavoro;
8) Possibilità di ottenere riscatti parziali fino ad un massimo dell’80% (vecchio statuto 50%).
9) Possibilità per le aziende editoriali potranno versare quote di TFR dovute al fondo anche con scadenza mensile.

Con l’introduzione di queste nuove norme il Fondo raggiunge alcuni obiettivi fondamentali:
a) si struttura secondo le più recenti normative richieste da Covip;
b) ha la possibilità di allargare ulteriormente la platea degli iscritti fornendo a co.co.co, familiari e ai dipendenti degli enti una opportunità competitiva sul mercato per scegliere una forma di previdenza complementare;
c) diventa uno strumento ancora più flessibile. Vanno in questa direzione, per esempio, le nuove norme riguardanti il conferimento del TFR. Finora un aderente era obbligato a versare l’intero importo della quota annuale del TFR al fondo. Da ora sarà possibile anche destinare al fondo soltanto il 50%.