Giovedi, 20 settembre 2018 ore 05:51
Accedi

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

 Notiziario


 

Perquisita la casa del giornalista Salvo Palazzolo, Fnsi e Assostampa Sicilia al fianco del collega

Salvo Palazzolo

Ancora un giornalista indagato per aver dato una notizia. Cioè per aver svolto il proprio dovere di informare i cittadini. Questa volta è successo a Palermo, al cronista di Repubblica Salvo Palazzolo, la cui casa è stata perquisita, il cui telefono è stato sequestrato, il cui computer è stato passato al setaccio.
La Federazione nazionale della Stampa italiana e l'Associazione Siciliana della Stampa sono al fianco del collega Palazzolo, a cui la procura di Catania contesta di aver 'rivelato notizie' nell'articolo con cui a marzo diede atto della chiusura dell'inchiesta sul depistaggio del pentito Vincenzo Scarantino nell'ambito delle indagini sulla strage Borsellino.
«È in corso in tutta Italia un attacco durissimo contro la libertà di informazione e contro i cronisti liberi che con il loro lavoro garantiscono ai cittadini il diritto ad essere informati. La perquisizione e il sequestro del telefono, oltre che l'accesso ai dati contenuti nel computer, rappresentano una grave violazione del diritto alla tutela delle fonti e del segreto professionale. Le fughe di notizie e le presunte violazioni del segreto istruttorio non possono essere contestate ai giornalisti, il cui dovere è quello di pubblicare tutto quello che ha rilevanza per l'opinione pubblica, non certo quello di nascondere le notizie. Chiediamo alle autorità di fare subito chiarezza su quanto accaduto e torniamo a sollecitare al governo un intervento deciso e risolutivo a tutela del segreto professionale», commenta il sindacato.

Un albero per il maresciallo Calogero Di Bona nel Giardino della memoria di Palermo

Stamane la piantumazione, alla presenza dei familiari del sottufficiale della polizia penitenziaria ucciso dalla mafia nel 1979 e del sottosegretario di Stato alla Giustizia, Jacopo Morrone

Calogero Di BonaUn albero per il maresciallo della polizia penitenziaria Calogero Di Bona, ucciso dalla mafia il 28 agosto del 1979, nel Giardino della Memoria di Palermo. La piantumazione ha avuto luogo stamane alla presenza della vedova Rosa Cracchiolo e dei figli Ivan, Alessandro e Giuseppe. Tra gli altri hanno partecipato all’evento il sottosegretario di Stato alla Giustizia, Jacopo Morrone, il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, il vice-sindaco del capoluogo isolano, Sergio Marino, il provveditore regionale dell’Amministrazione penitenziaria, Gianfranco De Gesu, il comandante provinciale della Guardia di finanza, Giancarlo Trotta, il capocentro della Dia di Palermo, colonnello Antonio Amoroso, il segretario regionale dell’Assostampa Sicilia, Roberto Ginex, ed il presidente regionale dell’Ordine dei giornalisti, Giulio Francese. Per l’Unci erano presenti il presidente regionale Andrea Tuttoilmondo ed il Vice-presidente nazionale Leone Zingales. Per l’associazione nazionale dei magistrati era presente il giudice Giovanna Nozzetti, presidente del distretto di Palermo.
Morrone si è soffermato per un momento di riflessione, assieme al provveditore De Gesu e a Leone Zingales, davanti agli alberi dedicati a Giovanni Falcone, Francesco Morvillo e agli agenti trucidati a Capaci, e davanti agli alberi che ricordano i caduti della polizia penitenziaria: Antonino Burrafato, Antonio Lo Russo (caduto assieme al giudice Pietro Scaglione) e Luigi Bodenza. Uno dei figli del maresciallo Di Bona, Giuseppe, ha ringraziato i giornalisti ed i magistrati: "E’ bello sapere che in questo luogo gli studenti in visita imparano a conoscere anche i nomi e i cognomi delle vittime meno note. In questo luogo, per fortuna, non ci sono morti di serie A o di serie B. Oggi abbiamo un luogo dove nostro padre è ricordato con il nome ed il cognome".

Calogero Di Bona era nato a Villarosa (En) il 29 agosto del 1944. Quando è stato sequestrato e ucciso era il vice comandante degli agenti del carcere dell’Ucciardone di Palermo. Era entrato a far parte del Corpo degli agenti di custodia nel 1964 fino a diventare maresciallo ordinario. Il 28 agosto 1979 scomparve da Palermo al termine del turno di servizio. Il giorno dopo avrebbe compiuto trentacinque anni e la maggior parte della sua carriera l'aveva trascorsa lavorando proprio all’Ucciardone. Nel 2010 i figli del sottufficiale si sono rivolti al Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria e alla Procura di Palermo per far riaprire le indagini sulla scomparsa di Di Bona. I magistrati Francesco Del Bene, e Amelia Luise hanno coordinato la nuova inchiesta e nel 2012 è stato individuato il contesto in cui è maturato l’assassinio del sottufficiale che voleva riportare la legalità all'interno del carcere di via Enrico Albanese. I pentiti hanno raccontato che Di Bona è stato ucciso nel giardino di una casa di campagna che gli investigatori della Dia hanno localizzato nella borgata periferica di Cardillo.
Questo il testo della motivazione con cui è stata assegnata la medaglia d’oro al valor civile: «In servizio presso la Casa Circondariale di Palermo Ucciardone, pur consapevole del grave rischio personale, con fermezza e abnegazione improntava la propria attività lavorativa a difesa delle Istituzioni e contro le posizioni di privilegio tra i reclusi, fra i quali erano presenti alcuni nomi eccellenti della locale criminalità organizzata. Per tale coraggioso comportamento fu vittima di un sequestro senza ritorno che, solo in epoca recente, si è accertato essere culminato in un omicidio, di cui sono stati individuati e condannati all’ergastolo gli esecutori materiali, risultati appartenenti a cosche mafiosi. Nobile esempio di uno straordinario senso del dovere e di elevate virtù civiche, spinti fino all’estremo sacrificio".

 

Ufficio stampa azienda Villa Sofia Cervello, mancato rinnovo del contratto all’addetto stampa, il segretario regionale Ginex chiede all’assessore Razza l’invio di una commissione ispettiva

Pur registrando la disponibilità del presidente della Regione Nello Musumeci e dell’assessore Ruggero Razza per fare ordine alla diffusa deregulation negli uffici stampa in Sicilia, il segretario regionale dell’Associazione Siciliana della Stampa Roberto Ginex chiede formalmente all’assessore alla Salute Ruggero Razza di inviare gli ispettori nell’Azienda ospedaliera Villa Sofia Cervello per verificare le procedure che hanno portato al mancato rinnovo, da parte del commissario Maurizio Aricò, del contratto del collega giornalista addetto stampa, che peraltro è un dirigente sindacale.

Roberto Ginex Segretario Regionale Assostampa Sicilia"All’indomani dell’incontro, a Palazzo d’Orleans, tra Associazione Siciliana della Stampa, Ordine dei Giornalisti di Sicilia con il presidente della Regione Nello Musumeci e con l’assessore alla Salute Ruggero Razza che ha posto le basi per la costituzione a settembre di un tavolo tecnico per mettere ordine agli uffici stampa - afferma Roberto Ginex - ecco che la mano destra non sa cosa fa la mano sinistra e si assiste alla disinvoltura amministrativa da parte di un commissario che pretende lui stesso di fare le leggi, al posto di quelle che forse non gli piacciono".

I fatti: il commissario dell’Azienda Ospedali Riuniti Villa Sofia Cervello Maurizio Aricò nei giorni scorsi ha messo alla porta il collega giornalista addetto stampa, in servizio da quattro anni in quanto vincitore di due selezioni pubbliche, malgrado avesse maturato i requisiti per accedere alle procedure di stabilizzazione ex articolo 20 comma 2 della normativa Madia, quindi attraverso una procedura concorsuale riservata. Al collega in possesso di un curriculum e di una storia professionale riconosciuta a tutti i livelli in Sicilia, alla scadenza contrattuale è stata negata la proroga finalizzata, sancita dalla stessa normativa Madia e da tutte le circolari assessoriali, nelle more di attivare la procedura di stabilizzazione, con la motivazione che i co.co.co. non sono più consentiti nella pubblica amministrazione.

L’Associazione siciliana della Stampa, nel chiedere con la massima urgenza l’intervento risolutivo dell’assessore Ruggero Razza, ricorda al commissario Maurizio Aricò che non si trattava di un nuovo rapporto di lavoro, ma di una proroga finalizzata prevista per legge. “Sorprende il fatto – afferma Roberto Ginex, segretario regionale dell’Associazione siciliana della Stampa - che in un’altra Azienda ospedaliera siciliana, nello stesso momento è stata bandita una selezione per addetti stampa con contratti di co.co.co., e stavolta si tratta davvero di un nuovo rapporto di lavoro”. Ma le contraddizioni siciliane non finiscono qui. In merito alla stabilizzazione, già nei mesi scorsi a Catania e Siracusa due colleghi giornalisti addetti stampa sono stati legittimamente stabilizzati direttamente ex comma 1 della normativa Madia, a smentire anche chi riteneva che le stabilizzazioni dovessero riguardare solo il personale sanitario rientrante nei cosiddetti Lea (Livelli essenziali di assistenza).

“A Palermo, nell’azienda Villa Sofia Cervello – sottolinea Roberto Ginex - le norme evidentemente vengono interpretate e applicate in maniera diversa come se ci fossero due Regioni Siciliane diverse e come se appartenessimo a due Sicilie diverse. Non è più percorribile la strada delle interpretazioni soggettive e autonome delle leggi adducendo motivazioni tecniche sulle singole esigenze e autonomie delle varie aziende, che stridono con i principi di uniformità, se non di equità, e finiscono per penalizzare oggi il collega più che titolato, la cui ineccepibile e più che efficace attività professionale è stata ampiamente riconosciuta sia all’interno dell’Azienda che fra i colleghi, e comunque i giornalisti in genere. Il tentativo del commissario Maurizio Aricò – aggiunge il segretario regionale Assostampa Siciliana Ginex - di mettere una pezza a questa già imbarazzante situazione, attraverso una procedura concorsuale lampo, a quanto pare naufragata per mancanza di copertura finanziaria, è l’ulteriore conferma di come in Sicilia la gestione amministrativa, soprattutto quando si tratta di giornalisti, sia frutto di ogni fantasiosa e approssimativa interpretazione fuori dalle logiche del buon senso, delle buone prassi, se non delle stesse norme”, conclude Roberto Ginex.

Infine, l'Associazione Siciliana della Stampa denuncia che il commissario Aricò si è già adeguato all'abusivismo che registriamo nella professione, inviando una "nota informativa" a sua firma e quindi surrogandosi al ruolo del giornalista.

 

Prospero Dente, segretario di Assostampa Siracusa, scrive ai giornalisti siciliani

LETTERA AI GIORNALISTI

logoASSOSTAMPA SR 4x3Care colleghe e cari colleghi,
gli attacchi alla nostra professione continuano e continuano in modo subdolo da parte di chi vuole cancellare l'importante ruolo civico di denuncia e di garanti della libertà e della democrazia, che come giornalisti ed operatori dell'informazione svolgiamo nell'interesse dei cittadini e del loro diritto ad essere informati. Continuiamo, altresì, inermi, a subire gli attacchi meschini di chi si ostina a non riconoscere il ruolo sociale di una professione regolata della legge e da una serie di codici unici rispetto ad altre professioni.
La nostra categoria è attaccata su due fronti. Da chi intende fermarne il ruolo di denuncia e di baluardo di libertà e democrazia. Ma anche da chi continua a negare il ruolo di una professione regolata dalla legge e da una serie di codici ben precisi.
Nel primo caso dobbiamo rinnovare la nostra vicinanza e solidarietà a tutti quei colleghi vittime di minacce verbali (non solo delle criminalità organizzata ma anche da frange di certa pseudo politica arrogante, tesa a soddisfare interessi personali e non certo collettivi) e che, a rischio della incolumità personale, continuano a svolgere un compito di alto senso civico nel nostro paese. Alcuni di questi casi li abbiamo vissuti, e continuiamo a combattere, nella nostra provincia e mai dovremo far mancare la “scorta mediatica” a questi colleghi.
Nel secondo caso non possiamo che denunciare il continuo, incessante, subdolo, atteggiamento di alcune istituzioni, partiti, politici, professionisti, associazioni culturali e sportive, che insistono nell’invio di comunicati stampa pur non affidandosi a professionisti iscritti all’Ordine dei giornalisti. Il nostro Ordine professionale che, per la legge, deve essere garantito e salvaguardato al pari degli altri Ordini (avvocati, ingegneri, farmacisti, medici, ecc...).
Nessun ufficio di gabinetto, nessun assessore con delega ai “Rapporti con la stampa”, nessun ex deputato, nessuna società sportiva o culturale, può inviare comunicati e, addirittura, firmare in calce “l’addetto stampa”.
Se questo arrogante, presuntuoso, in alcuni casi frutto di ignoranza legislativa, modo di fare continua da tempo, credo sia arrivato il momento di richiamare i nostri interlocutori – chiunque esso sia – al rispetto delle basilari norme che regolano l’informazione (quindi la stampa) in Italia.
Come richiamato anche da chi mi ha preceduto alla segreteria di questo sindacato, credo di poter ribadire che a mancare sia l’unità di intenti all’interno della nostra categoria. La nostra autorevolezza, fondata su rispetto delle regole, rifiuto di “pagherò”, richiesta di riconoscimento di diritti e dignità di lavoratori, può e deve essere l’unico modo per abbattere questo sistema approssimativo, dilettantesco e arrogante.

Per fare questo bisogna, innanzitutto:
1. Non pubblicare quei comunicati non firmati o, peggio, firmati da non giornalisti. L’Assostampa ha già un corposo elenco di soggetti che saranno segnalati all’Ordine dei Giornalisti di Sicilia per l’avvio delle denunce aggiungendosi a quelle già fatte;
2. Spiegare bene ai politici, ai rappresentanti delle istituzioni, alle associazioni culturali e sportive, che l’informazione non è un passatempo ma una professione tutelata dalla legge e, come giusto che sia, tassata e sanzionata in alcuni casi. La non pubblicazione di questi comunicati, sono certo, non cambierà le sorti del nostro territorio, né mancherà di “annunciare” chissà quali roboanti notizie a lettori e telespettatori;
3. Evitare qualsiasi rapporto di lavoro (anche sporadico e a prestazione) che non venga retribuito con regolarità. Spesso, molti soggetti, si fregiano di una parvenza di organizzazione sulla pelle di professionisti dell’informazione che mal pagano o, peggio, pagano con enormi ritardi. Anche in questi casi l’Assostampa è pronta ad agire al fianco di questi colleghi per il riconoscimento di quanto dovuto.
4. Spiegare, e lo faremo con un’apposita campagna social, ai cittadini e agli stessi politici, che lasciarsi coinvolgere in discutibili interviste su improvvisate pagine Facebook o su alcune testate giornalistiche sul web, da personaggi non giornalisti e, tra l’altro, già segnalati più volte dall’Ordine e dallo stesso Sindacato alla Procura per esercizio abusivo della professione, continua a delegittimare una professione regolata dalla legge e, soprattutto, contribuisce alla diffusione di notizie distorte, non verificate, che alimentano soltanto disinformazione e confusione tra l’opinione pubblica.

Sono riflessioni che mi permetto di offrirvi in questo periodo. In uno scampolo di estate che non sarà forse completamente serena per molti di noi.
Qualche settimana fa, il nostro segretario regionale, Roberto Ginex, ha postato delle parole forti, dedicate al mondo del giornalismo precario, quello dei free lance, delle partite Iva, che non potranno permettersi le ferie. Che non potranno portare la famiglia in vacanza.
Queste parole le faccio mie, aggiungendole a questa lettera e aggiungendo anche quei colleghi contrattualizzati o a collaborazione che attendono stipendi e somme pregresse.
Probabilmente tutti noi siamo responsabili. Ognuno di noi deve sentire il carico fastidioso di una deriva. Non so se siamo ancora in tempo per salvare e salvarci.
Vorrei soltanto che la mia categoria assomigliasse ad alcune categorie che seguo ogni giorno per lavoro. Al di là di qualsiasi personalismo, di qualsiasi sensibilità, proviamo a restare uniti. Non è difficile far assomigliare la nostra alle tante altre categorie di lavoratori di cui ogni giorno, con i nostri articoli, raccontiamo rivendicazioni e lotte sindacali. Non è difficile imparare a restare uniti e solidali al nostro interno.
Sì, "uniti e solidali", armi potentissime che fanno paura a chi vorrebbe piegarci la schiena che dobbiamo continuare a mantenere dritta, per ritrovare un nuovo entusiasmo nel guardare al nostro futuro.
Siracusa, 27 luglio ’18

Il segretario provinciale
Assostampa Siracusa
Prospero Dente

Cambio al vertice del Tg3 Sicilia. Rino Cascio capo della redazione, Roberto Gueli a Rai Sport a Roma

Rino Cascio, Tg3 Sicilia

A seguito del trasferimento a Roma a Rai Sport Radio del collega e presidente dell'Ussi Sicilia, Roberto Gueli, capo redattore della Tgr Sicilia per circa due anni e mezzo, il collega Rino Cascio, già vice caporedattore ed inviato della Tgr Sicilia, è stato nominato caporedattore della Testata giornalistica regionale dal direttore generale della Rai Mario Orfeo . 

Rino Cascio, 55 anni il prossimo dicembre, vanta un passato nella breve ma felice stagione palermitana del circuito televisivo Cinquestelle con TeleScirocco. Rino si è fatto le ossa nella televisione privata siciliana e con il Manifesto. Si è sempre occupato di politica e sociale, poi alla Rai soprattutto di politica, cronaca giudiziaria, diventando nel frattempo anche inviato.

Ai colleghi e nostri associati Rino Cascio e Roberto Gueli affettuosi e sinceri auguri di Buon lavoro dall'Associazione Siciliana della Stampa.

Il Segretario Regionale
Roberto Ginex

Giornalista cacciato da aula consiliare San Cipirello, Assostampa: "Nessuno osi bloccare diritto di cronaca"

Assostampa Siciliana: “Nessuno osi bloccare diritto di cronaca e libertà di stampa, il sindacato al fianco del collega Leandro Salvia cacciato dall'aula consiliare di San Cipirello dal presidente del Consiglio comunale"

ASSOSTAMPA Fnsi“La libertà di espressione, la libertà di stampa e il diritto di cronaca non possono essere fermati in nessun luogo della Sicilia, nemmeno a San Cipirello dove nei giorni scorsi il collega Leandro Salvia, cronista attento e scrupoloso, è stato costretto a lasciare l’aula consiliare all’interno della quale si trovava  per raccontare i lavori della seduta per conto del giornale di Sicilia, dal presidente del consiglio comunale il quale, con atteggiamento deciso, prepotente ed arrogante, ha fatto persino ricorso ai vigili urbani richiedendo loro di intervenire immediatemente. Non consentiremo a nessuno di imbavagliare i cronisti, a maggior ragione quelli che operano in realtà difficili, spesso nel più assoluto isolamento e privi di ogni forma di tutela".
Il Consiglio regionale dell’Associazione siciliana della stampa ha ascoltato ieri il collega Leandro Salvia, al quale la Segreteria di Palermo ha consegnato la tessera di socio offrendo al collega, testimone quotidiano della cronaca cittadina in un territorio complesso, l’iscrizione al sindacato unitario dei giornalisti ed esprimendo sentimenti di vicinanza, solidarietà ed affetto.
Il segretario regionale Roberto Ginex ha chiesto già stamattina un incontro urgente al prefetto di Palermo Antonella De Miro per affrontare la questione e la giunta dell’Assostampa Siciliana sarà presente in uno dei prossimi consigli comunali di San Cipirello per stare al fianco del collega Leandro Salvia.

Esposto Assostampa alla Corte dei conti su incarico giornalista al Parco di Selinunte

Selinunte tempio C

“L’affidamento diretto per l’incarico professionale per l’attività di addetto stampa e comunicazione emanato, con determinazione n. 131 del 20 giugno scorso, dal direttore del Parco archeologico di Selinunte e Cave di Cusa, è palesemente illegittimo e va ritirato”. Lo dichiara la segreteria provinciale di Trapani dell’Assostampa.
“Nella delibera si proroga per quattro mesi, per la somma di 10 mila euro iva compresa, un affidamento diretto a un giornalista iscritto all’Ordine dei giornalisti della Campania, somma non comprensiva di ‘spese di vitto, alloggio e viaggio, afferenti il presente incarico’, di un precedente affidamento trimestrale di 3.750 euro. Oltre la discutibile opportunità di individuare, senza selezione, proprio un pubblicista campano, quando in Sicilia vi sono diverse centinaia di giornalisti professionisti e qualche migliaio di pubblicisti, riteniamo che la previsione per i residenti fuori sede del rimborso delle spese di viaggio, vitto e alloggio possa incorrere nell’ipotesi del reato di danno erariale e per questo presenteremo un esposto alla procura regionale della Corte dei conti. L’autonomia amministrativa degli enti parco non può tradursi per il suo direttore nella violazione della legge”.
“La vicenda – prosegue il sindacato - è alquanto paradossale. Con la determina del 30 ottobre 2017 il Parco bandiva ‘una selezione pubblica comparativa, ai sensi della legge 150/2000, per individuare un giornalista al quale affidare l’incarico per un anno (dicembre 2017 – novembre 2018) per un compenso complessivo 12 mila euro, iva compresa’. Per una serie di illogicità ed errori, segnalate sul sito ‘giornalistitalia.it’, tra le quali la possibilità anche per i praticanti di presentare l’istanza, la previsione dell’offerta al ribasso sul compenso, la presenza obbligatoria di 10 ore settimanali per due giorni la settimana e la possibilità di utilizzare ‘proprio personale dipendente’, il bando il 13 novembre successivo veniva ritirato in autotutela. Lo scorso 19 marzo senza più far riferimento alla legge 150/2000 che disciplina le attività di informazione e comunicazione nella pubblica amministrazione, appare la delibera in cui, ‘ai sensi del vigente Codice dei Contratti, si prende atto della disponibilità del giornalista di valenza nazionale e di notevole esperienza nelle funzioni di addetto stampa per Enti e/o Istituzioni di accettare specifico incarico per la durata, di mesi tre, per un importo negoziato di 3.750 euro, comprensivo di Iva’. Incarico prorogato a cifra raddoppiata nei giorni scorsi. Chiediamo quindi all’assessore regionale ai Beni culturali Sebastiano Tusa – conclude l’Assostampa trapanese - di intervenire per far ritirare in autotutela tale delibera, nelle more della rideterminazione complessiva delle attività di informazione e comunicazione che l’Amministrazione regionale sta portando avanti”.

 

Messina, dichiarazioni del candidato sindaco Cateno De Luca. Assostampa: “Solidarietà ai cronisti della Gazzetta, si rispetti il lavoro e la libertà dei giornalisti"

La segreteria regionale e la segreteria provinciale di Messina dell'Associazione Siciliana della Stampa condannano con fermezza le ennesime dichiarazioni rese dal candidato a sindaco della città dello Stretto, Cateno De Luca, nel corso di un comizio.

comunicato cdr gazzetta su Cateno De Luca"Nell'esprimere solidarietà ai colleghi della Gazzetta del Sud, il sindacato regionale e provinciale giudicano intollerabile il comportamento del candidato De Luca, che in più occasioni e manifestazioni ha rivolto accuse infondate alla testata peloritana, rea, secondo lui, di comportamenti non imparziali nel corso della campagna elettorale.
Ricordiamo a De Luca che non può essere lui a ergersi a giudice dell'imparzialità di una testata e a giudicare la professionalità dei giornalisti che invece svolgono il loro compito con puntualità e correttezza. Se De Luca ritiene può rivolgersi agli organismi di autotutela della categoria. De Luca non è nuovo a chiassate e comportamenti al limite della correttezza, ma non è certamente così facendo che può incrinare la credibilità di seri professionisti che ogni giorno nelle varie testate cittadine cercano di raccontare al meglio una realtà difficile come Messina. Ci auguriamo che nel prosieguo della campagna elettorale ed in futuro l'onorevole De Luca possa assumere comportamenti più continenti e rispettosi del lavoro dei giornalisti".

Assostampa, il candidato a sindaco di Catania Riccardo Pellegrino firma il protocollo di legalità e trasparenza con il sindacato dei giornalisti

CataniaE' Riccardo Pellegrino, candidato a sindaco di Catania, il primo a firmare il protocollo d'intesa sulle legalità e trasparenza proposto da Assostampa Catania, il sindacato unitario dei giornalisti siciliani, in vista delle prossime elezioni amministrative del 10 giugno.

Non solo legalità, trasparenza, ma anche pari opportunità, rispetto del diritto dei cittadini di essere informati e del dovere della Pubblica amministrazione di informare, corretta informazione istituzionale. Sono questi i punti fermi del Protocollo d’intesa che la segreteria di Assostampa Catania, il sindacato unitario dei giornalisti siciliani, sottopone ai candidati a sindaco del capoluogo etneo e degli altri Comuni.

Assostampa Catania chiede il rispetto delle procedure amministrative con l’obiettivo dell’applicazione corretta delle leggi in materia e nell’ambito dell’autonomia decisionale del vertice dell’Amministrazione, per la nomina del “portavoce” e per eventuali concorsi per “addetto stampa”, in modo da evitare “bandi preconfezionati” che potrebbero finire al vaglio della magistratura, ordinaria e contabile.

Il protocollo d'intesa è pubblicato sulla pagina facebook di Assostampa Catania, può essere copiato, sottoscritto e inviato all'email del segretario provinciale Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Assostampa sull’informazione pubblica in provincia di Trapani

Trapani SicilyLa divulgazione da parte di un ente pubblico, di comunicati stampa anonimi, ovvero privi della firma del loro redattore, mancando inoltre sul sito istituzionale l’indicazione del giornalista responsabile dell’ufficio stampa, è una violazione dell’articolo 9 della legge 150 del 2000 sulle attività di informazione e comunicazione nella Pubblica amministrazione. Un fatto che potrebbe configurare anche il reato di esercizio abusivo della professione (art. 348 codice pen.) qualora l’estensore non sia iscritto all’Ordine.
Questo emerge infatti dalla lettura del comunicato inviato dal Libero consorzio comunale di Trapani dal titolo “Presentazione della strategia del Libero consorzio comunale di Trapani 2020”, evento avvenuto lo scorso 1 giugno, e siglato genericamente “L’Ufficio stampa”.
Si richiama inoltre l’indicazione del Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia che già nel 2012 ha deliberato "di procedere per vie legali nei confronti di tutti coloro i quali inviano comunicati senza averne titolo, denunciandoli all'autorità giudiziaria per esercizio abusivo della professione giornalistica". 
Questa segreteria è certa che il Commissario Straordinario del Libero consorzio, dr. Raimondo Cerami, magistrato di grande prestigio ed esperienza, saprà porvi rimedio, ripristinando le corrette modalità di informazione e trasparenza dell’ente.
Ma la situazione complessiva dell’informazione pubblica in provincia di Trapani è una babele senza regole. Solo i comuni di Marsala e di Mazara del Vallo hanno regolari uffici stampa, con giornalisti assunti secondo contratto e che versano i contributi previdenziali all’Inpgi. Il resto, nel migliore dei casi, si affida a consulenze, come portavoce, decise fiduciariamente dall’organo di vertice dell’amministrazione. E la situazione non è migliore nelle società e negli enti a partecipazione pubblica. 
Riteniamo quindi fondamentale una piena trasparenza su tali atti, che permetta di sapere come siano stati reclutati, quale tipo di contratto e di retribuzione è prevista per il loro lavoro, a quali codici deontologici rispondono e se effettuano contemporaneamente altre attività professionali nei settori dell’informazione privata.
Infine cogliamo l’occasione del rinnovo di diverse amministrazioni comunali il prossimo 10 giugno, affinché i candidati a sindaco pongano la loro attenzione sullo stato dell’informazione pubblica nel proprio ente. Questa segreteria è disponibile a individuare insieme forme e modi per regolarizzare, se possibile, le diverse posizioni, nelle more dell’indizione del concorso pubblico, strada maestra per l’istituzione di questa figura professionale. 
La Segreteria provinciale
Assostampa Trapani

Trapani, eletta la nuova segreteria provinciale dell’Assostampa

Segreteria Assostampa Trapani 2018Nel corso dell’assemblea degli iscritti della sezione di Trapani del sindacato dei giornalisti, presieduta dal segretario regionale Roberto Ginex, è stata eletta domenica 3 giugno la nuova segreteria provinciale, per il quadriennio 2018-2022.
Il nuovo segretario è Vito Orlando, già consigliere regionale dell’Assostampa. Ad affiancarlo Gianfranco Criscenti, come vice segretario, e Ornella Fulco, tesoriera. La nuova segreteria è stata eletta all’unanimità, con l’eccezione di una astensione.
Criscenti, essendo componente del collegio regionale dei probiviri, ha annunciato al segretario regionale le dimissioni dal precedente incarico.

“Opereremo perché in questo territorio – dice Orlando - la nostra categoria possa svolgere questa professione senza condizionamenti di ogni tipo, e ispirata solo dalle carte deontologiche. Apriremo una campagna straordinaria di iscrizioni, perché solo un sindacato numeroso e realmente unito, è veramente autorevole. Punteremo anche sulla formazione, per dare ai colleghi, in particolare ai più giovani, gli strumenti professionali e normativi per operare al meglio e per metterli a conoscenza di tutti i doveri del giornalista, la cui inosservanza è fonte di responsabilità disciplinare dell’iscritto davanti all’Ordine. Compiremo anche una ricognizione nel variegato campo dell’informazione, anche on line, in questa provincia, denunciando ogni forma di esercizio abusivo della professione. Ribadisco che questa Associazione sarà concretamente a fianco dei colleghi iscritti, anche qualora dovessero tutelare, in tutte le sedi, il loro operato e la loro professionalità. Voglio esprimere infine – conclude - un convinto ringraziamento per il segretario uscente Giovanni Ingoglia che, in un momento delicato, ha retto con saggezza l’associazione”.

L'utilizzo dei cookie su questo sito serve a migliorare l'esperienza di navigazione. Leggi la politica sui Cookies