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 Notiziario


 

Eletta dal Consiglio nazionale la Giunta Esecutiva della Fnsi

consiglio nazionale fnsi

Il Consiglio nazionale della Stampa italiana, riunito il 14 marzo a Roma, ha eletto i componenti della Giunta Esecutiva della FNSI. Ad affiancare il segretario generale Raffaele Lorusso e il presidente Giuseppe Giulietti saranno undici giornaliste e giornalisti professionali e tre collaboratori.
Per i professionali sono stati eletti: Guido Besana, Ezio Cerasi, Alessandra Costante, Anna Del Freo, Giuseppe Di Pietro, Vittorio Di Trapani, Carlo Parisi, Elena Polidori, Daniela Scano, Claudio Silvestri, Daniela Stigliano.
Per i collaboratori sono stati eletti: Lorenzo Basso, Mattia Motta, Anna Russo.

Hanno partecipato ai lavori tutti e sette i membri del Consiglio nazionale di Assostampa Sicilia; oltre al segretario regionale Roberto Ginex, i professionisti Emanuele Lauria, Giancarlo Macaluso, Michela Petrina, Luigi Ronsisvalle, e i pubblicisti Lorenzo Gugliara e Attilio Raimondi.

 

Lorefice stigmatizza messa alla Kalsa per boss Spadaro. Padre Frittitta al giornalista Palazzolo: "Attento, lei la paga”"

facciata chiesa di Santa Teresa alla Kalsa“Stia attento, lei la paga”. Si è rivolto così, al cronista di Repubblica Salvo Palazzolo, padre Mario Frittitta, il carmelitano che negli anni Novanta era stato arrestato e poi assolto per avere celebrato messa nel covo dell’allora latitante Pietro Aglieri.

Questa volta, nonostante il divieto del questore, e soprattutto quello della Chiesa che ha bollato come scomunicati i mafiosi, ha detto messa per il re della Kalsa, Tommaso Spadaro, morto un mese fa, condannato per l’omicidio del maresciallo dei carabinieri Vito Ievolella, ucciso il 10 settembre 1981. Il rito si è svolto nella chiesa di Santa Teresa alla Kalsa.

Salvo Palazzolo QSecondo quanto testimonia un video pubblicato sul sito del quotidiano, alle domande del giornalista Salvo Palazzolo, il religioso, nervoso, prima ha negato di conoscere il “fratello Tommaso”, evocato durante la celebrazione, poi ha proferito il suo anatema: “Stia attento, lei la paga. Il Signore le fa pagare queste cose”.

L’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, “stigmatizza”, afferma una nota della diocesi, “l’atteggiamento e le frasi rivolte a un cronista dal frate carmelitano padre Mario Frittitta” al termine di una funzione religiosa nella chiesa di Santa Teresa alla Kalsa, durante la quale è stato ricordato, nella memoria dei defunti, il boss mafioso Tommaso Spadaro nel trigesimo della sua morte “e del quale, oltretutto, erano state vietate le esequie pubbliche”.

Don Corrado, nel ribadire ancora una volta “l’inconciliabilità dell’appartenenza alle organizzazioni mafiose con l’annuncio del Vangelo”, torna a fare riferimento alla Lettera “Convertitevi!” dei vescovi di Sicilia, in occasione del venticinquesimo anniversario dell’appello di San Giovanni Paolo II nella Valle dei Templi di Agrigento il 9 Maggio del 1993, una Lettera attraverso la quale i pastori hanno voluto riaffermare con forza la distanza tra la mafia e la Chiesa; una distanza “rimarcata con voce chiara” anche da Papa Francesco in occasione della sua Visita Pastorale a Palermo lo scorso 15 settembre, memoria del martirio “in odium fidei” del Beato don Giuseppe Puglisi.

“Stia attento come parla, altrimenti lei la paga. Perché il Signore queste cose le fa pagare. Queste parole di padre Mario Frittitta al collega Salvo Palazzolo, che incalzava il frate, ci lasciano sorpresi e sconcertati”. Lo scrivono in una nota il segretario regionale dell’Assostampa Siciliana Roberto Ginex, il presidente dell’Ordine dei giornalisti Giulio Francese e il segretario provinciale Assostampa Palermo Giuseppe Rizzuto.

“L’atteggiamento di padre Frittitta, che alle domande incalzanti del collega Palazzolo, risponde anche con un ‘siete cattivi’, la dice tutta – aggiungono Ginex, Francese e Rizzuto – sulla considerazione del lavoro di un professionista serio e scrupoloso che è chiamato per mestiere a rivolgere domande per avere risposte. Palazzolo, ancora una volta, ha fatto bene il suo lavoro nel raccontare la verità dei fatti. Non può passare sotto silenzio che venga celebrata una messa in suffragio di un boss scomunicato dalla Chiesa e condannato dallo Stato per gravi reati – proseguono i rappresentanti di Assostampa e Ordine siciliani.

'Non si può credere in Dio ed essere mafiosi, chi è mafioso non vive da cristiano', ha detto il Papa nell’ultima sua visita a Palermo nel settembre scorso. Non si può neppure attribuire a Dio il compito di far pagare al giornalista la presunta colpa di aver posto domande e fatto emergere contraddizioni. Palermo è la città di padre Pino Puglisi. Ogni ambiguità stride con l’impegno civile e cristiano di tanti sacerdoti, di tanti giornalisti e di tanti palermitani che hanno fatto della condanna alla mafia un punto d’onore della loro esistenza e professione. Ognuno nella chiesa, come nella società, ha il suo compito. Quello dei giornalisti è di essere testimoni della verità. E’ questo l’unico metro di giudizio della nostra professione. Salvo Palazzolo lo ha rispettato in pieno. Per i cristiani vale il detto evangelico di San Giovanni: 'la verità vi farà liberi'. Ci auguriamo che sulla vicenda intervenga la comunità ecclesiale affinché non si facciano passi indietro nella coscienza antimafia e nella condanna dell’omertà”, concludono Ginex, Francese e Rizzuto.

Commissione Lavoro dichiara ammissibile l’emendamento “Salva Inpgi”

InpgiDurante la seduta di lunedì 11 marzo, la Commissione XI (Lavoro pubblico e privato) e XII (Affari sociali) della Camera ha dichiarato ammissibile, senza entrare nell'aspetto sostanziale, l’emendamento “Salva Inpgi”, primo firmatario l'on.le Massimiliano Capitanio. L’emendamento, lo ricordiamo, mira al versamento dei contributi previdenziali dall’Inps, all’Inpgi1, per tutti coloro che svolgono attività giornalistica o di comunicazione sia nel settore pubblico che privato, anche se non riconosciuti dall’Ordine dei giornalisti.

Si tratterebbe di far passare nella casse dell’Inpgi1 circa 20mila comunicatori, una vera boccata d’ossigeno per l’Istituto di previdenza dei giornalisti che in questo momento si trova nell’incapacità a far fronte ai debiti a breve termine e quindi senza liquidità immediata.
Nel corso della seduta si è affrontato un altro importante emendamento, il 25-bis, sempre a firma dell’on. Capitanio, che riporta: “I giornalisti già in servizio presso gli uffici stampa delle regioni a statuto ordinario con contratto di lavoro giornalistico al momento dell’entrata in vigore della predetta contrattazione collettiva sono inseriti in un ruolo speciale ad esaurimento istituito presso le rispettive amministrazioni”.
Ecco il link per scaricare tutto il documento della Camera:
clicca qui

Giornaliste al Premio Donnattiva 2019, un riconoscimento all’eccellenza femminile

Si terrà nella sede della Camera di Commercio di Palermo venerdì 8 marzo alle 17,30 il “Premio Donnattiva  2019”  ormai divenuto uno dei  riconoscimenti all'eccellenza declinata al femminile che quest’anno sarà dedicato alle donne imprenditrici e comunicatrici. L’iniziativa è nata a Monreale e poi negli anni è cresciuta grazie a tutte le socie dell’Associazione Donnattiva di Monreale, che hanno portata avanti, con il principale obiettivo di creare una rete fra le donne per valorizzare le varie professionalità ed essere di supporto a tutte quelle che hanno bisogno di aiuto.

donnattivaL’edizione di quest’anno è stata organizzata in collaborazione con il Camera di Commercio Palermo ed Enna , puntando l’attenzione soprattutto verso quelle donne che operano nel settore produttivo, imprenditoriale e alle giornaliste che comunicano l’immagine della Sicilia nel mondo, e le sue potenzialità turistiche culturali ed enogastronomiche.

L’iniziativa è stata patrocinata dal Comune di Palermo, dal  Comune di Monreale , dalla Camera di Commercio Palermo ed Enna, dalla Caritas Diocesana di Monreale, dall’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, Assostampa siciliana, Confcommercio, Unicredit Banco di Sicilia, Euromanager, Alessi Pubblicitá, Sanità e Logos , Siculia, Consorzio Area e Vita , Associazione Commercianti Monreale, e tanti altri sponsor. Tra le premiate di quest’anno Elisabetta Cosci vice presidente nazionale ordine giornalisti, la giornalista ed imprenditrice Rosa Di Stefano, la wedding planner Michela Cannatella, l’imprenditrice di vini Francesca Curto , l’imprenditrice alberghiera Costanza Giotti, L’imprenditrice  Maria Giovanna Gulino, la giornalista Marina Mancini, l’imprenditrice Georgia Longo Macchiarella , la giornalista di rai uno Maria Grazia Mazzola , la giornalista rai Debora Verde, l’imprenditrice Giusi Mortillaro, l’imprenditrice edile Angela Pisciotta  e la giornalista di Repubblica Alessandra Ziniti
Un premio speciale verrà dato a Gabriella Filippone Renier. La cerimonia di quest’anno sara’ aperta da Alessandro Albanese e Daniela Cocco che quest’anno hanno ospitato e contribuito alla organizzazione  del premio in sinergia con l’associazione Donnattiva presieduto dalla giornalista Ina Modica che ha rivolto un caloroso ringraziamento ai vertici della camera di commercio, a tutti gli enti e agli sponsor di questa XI edizione.

Convocata l’Assemblea della Sezione provinciale di Palermo di Assostampa Sicilia

logo ASSOSTAMPA Palermo 3x4L’Assemblea degli iscritti alla Sezione provinciale di Palermo è convocata per venerdì 8 marzo 2019, alle ore 9,00, in prima convocazione, nei locali dell’Associazione siciliana della Stampa e sabato 9 marzo 2019, alle ore 9,30, in seconda convocazione, nel salone “Orlando Scarlata” dell’Associazione Siciliana della Stampa, in via Francesco Crispi 286, a Palermo, per deliberare sul seguente ordine del giorno:

1) Costituzione ed insediamento degli organi assembleari;
2) Relazione organizzativa e finanziaria della Segreteria provinciale e dibattito;
3) Approvazione bilancio consuntivo 2018 e preventivo 2019 della Sezione provinciale
4) Varie ed eventuali
Con l’occasione, i soci morosi possono regolarizzare la loro posizione durante l’Assemblea versando le quote associative dovute.

Il Segretario provinciale
Giuseppe Rizzuto

Elezioni per il rinnovo degli organi del Fondo pensione complementare giornalisti

fondo complementare dei giornalisti italiani

Nei giorni 13,14,15,16 marzo 2019 si terranno le elezioni per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione e del Collegio dei Sindaci del Fondo Complementare dei Giornalisti Italiani. Hanno diritto di voto i giornalisti iscritti al Fondo alla data del 30 novembre 2018. Si potrà votare dalle 8 del 13 marzo alle 18 del 16 marzo 2019 solo mediante il voto elettronico.

Per votare occorre essere in possesso del Codice Fiscale e del proprio numero di iscrizione al Fondo recuperabile nella “Comunicazione periodica” inviata ogni anno. In caso di smarrimento si potrà richiedere il numero di iscrizione tramite mail con l’apposito modulo recuperabile nel sito:

http://www.fondogiornalisti.it/Fondo16_new/Archivio/Download/MODULO_RICHIESTA_CODICI_ACCESSO.pdf

Il modulo compilato, insieme alla fotocopia della carta di identità, va spedito a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Dopo aver digitato il numero di iscrizione al Fondo ed il Codice Fiscale, il sistema rilascerà automaticamente il certificato elettorale, che consiste in una password. Mediante la password, si potrà entrare nella “cabina elettorale”, dove si troverà la scheda con l’elenco in ordine alfabetico di tutti i candidati alle cariche di amministratore e di sindaco revisore.

Si potranno indicare quattro preferenze per il Consiglio di amministrazione e una sola preferenza per il Collegio dei Sindaci.

Questo l’elenco, in ordine alfabetico, dei candidati:

 Elezioni Fondo pensione complementare giornalisti

Per ogni altra informazione potete visitare il sito o scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Uffici stampa. Comune di Caltanissetta condannato anche in appello. Riconosciuta l’attività di addetto stampa del giornalista Pier Paolo Olivo

Pier Paolo OlivoIl tribunale civile di Roma ha rigettato il ricorso in appello presentato dal Comune di Caltanissetta contro la sentenza di primo grado che lo condannava anche al pagamento di sanzioni e spese legali per avere versato all'Inps, anziché all'Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani (Inpgi), i contributi previdenziali del giornalista Pier Paolo Olivo, al quale la giunta comunale non intende riconoscere le mansioni di addetto stampa dell'ente.
Olivo, nel frattempo, è stato spostato dapprima nell'ufficio comunicazione e poi assegnato all'ufficio protocollo della Polizia municipale. Il giornalista si è per questo rivolto al giudice del lavoro di Caltanissetta per ottenere il riconoscimento della sua originaria mansione di addetto stampa.
L'Inpgi ha mandato propri ispettori a Caltanissetta, i quali hanno accertato che Olivo, iscritto all'albo dei giornalisti, ha effettivamente svolto l'attività di addetto stampa. Della questione si è occupato il tribunale di Roma in quanto l'Inpgi ha sede nella Capitale.

L'intervento del Segretario dell'Associazione Siciliana della Stampa Roberto Ginex al 28° Congresso Fnsi a Levico Terme

congresso levico terme

Viviamo un mercato del lavoro asfittico, fermo, l’abbassamento dei livelli e della qualità dell’occupazione, la dequalificazione e una sempre maggiore precarizzazione della professione. Su questi temi siamo chiamati a dare risposte concrete ai colleghi che ci chiedono lavoro.

Nelle redazioni non ci sono più spazi e lo vediamo in Sicilia dove al Giornale di Sicilia abbiamo avuto una vertenza, seguita anche dalla Fnsi, e finita proprio un mese fa con 15 licenziamenti di colleghi con contratti ex art. 12 e ex art. 2; licenziamenti sui quali il sindacato non si è mai sognato di mettere la propria firma. Una vertenza durata 7 mesi che si è conclusa con la decisione dell’azienda di tagliare i costi a tutti i costi, di considerare questi colleghi non più necessari per la confezione del giornale, i cui colleghi avevano già fatto sacrifici con un lungo periodo di solidarietà; stato di solidarietà che verrà riproposto.

Roberto GinexA farne le spese è sempre il lavoro dei giornalisti, sono sempre i colleghi. A questo, va aggiunta la preoccupante questione dei colleghi del quotidiano La Sicilia (e aggiungo della Gazzetta del Mezzogiorno) che da alcuni mesi lavorano sotto amministrazione giudiziaria. Una situazione delicata che deve restare nell’agenda del sindacato, chiamato a tutti i livelli a difendere il lavoro dei colleghi de La Sicilia, i quali hanno sempre operato con la schiena dritta avendo come unico obiettivo quello di informare i lettori. La Sicilia e il Giornale di Sicilia, un patrimonio culturale che rappresenta territori diversi al quale i siciliani non possono rinunciare. Ci preoccupa inoltre la questione divenuta ormai più che spinosa: la tutela dei diritti acquisiti dei collaboratori che significa contrasto allo sfruttamento e al lavoro sottopagato. Sì, perché dobbiamo pur dire che nel caso de La Sicilia non solo i colleghi collaboratori sono pagati poco, ma ad oggi molti di essi vantano crediti da oltre 17/18 mesi.  Altro che equo compenso. Sarebbe già equo fare in modo che ai collaboratori fosse pagato il dovuto colmando un pregresso che è diventato inaccettabile.

L'Assostampa Siciliana e i suoi rappresentanti sono stati sempre in prima fila nelle politiche di tutela del lavoro dei giornalisti autonomi e precari: nelle assemblee nazionali che hanno visto l’8 ottobre 2011 l’approvazione della Carta di Firenze contro la precarizzazione della professione; nelle dinamiche sindacali che hanno condotto alla legge 233/2012 per l’equo compenso giornalistico, con cui si è istituito il principio dell’equità retributiva nelle redazioni, definita per la prima volta come la COERENZA tra i compensi dei giornalisti non subordinati con quelli subordinati. Dal 6 dicembre 2017, con l’entrata in vigore della 172/2017, l’equo compenso è un diritto di tutte le professioni, anche non ordinistiche e vale non solo per i grandi gruppi ma anche per la pubblica amministrazione. Le leggi contro la precarizzazione quindi esistono, ma non ci vengono riconosciute. Per questo, Assostampa Siciliana ha iniziato una lunga battaglia sindacale divenuta ora vertenza giudiziaria attraverso due distinti ricorsi contro il governo nazionale: contro il Ministero di Giustizia per il mancato adempimento alla Legge 27/2012 (emanazione dei parametri minimi dei compensi per i giornalisti, come già è per le altre professioni ordinistiche); contro la Presidenza del Consiglio dei Ministri per il mancato adempimento alla legge 233/2012, per la coerenza di remunerazione minima tra chi è assunto e chi no, e le sanzioni per gli editori inadempienti. Ricorsi che sono stati presentati dalle Associazioni della Stampa Siciliana e Romana e dico con dispiacere non dalla Fnsi. Nonostante la Fnsi persegua statutariamente la pari dignità tra giornaliste e giornalisti come tra subordinati ed autonomi, vi è una sorta di resistenza culturale da parte della nostra categoria a rendere esigibili diritti incomprimibili. Rispetto a questa grande ipocrisia occorre una buona volta che il sindacato volti pagina.

E in un panorama di grandi difficoltà nel reperire nuovi posti di lavoro riteniamo che uno sbocco importante siano gli uffici stampa. In questi anni abbiamo registrato alcune incertezze da parte della Fnsi su un tema molto importante. Voglio essere chiaro. A nostro parere non esistono giornalisti pubblici e giornalisti privati: esistono giornalisti, ai quali non può che essere applicato il contratto dei giornalisti, così come ci dicono non poche sentenze dei giudici in Sicilia e non solo.  Sulla questione uffici stampa nella Pa e negli enti locali in Sicilia siamo impegnati da anni e lo siamo in questi giorni. In Sicilia abbiamo firmato un contratto nel 2007, unico esempio concreto e riconosciuto in tutta Italia di negoziato contrattuale, codificato con una legge della regione e applicato grazie anche a sentenze di primo e secondo grado, oggi abbiamo una presidenza della regione che vorrebbe applicare un contratto dei regionali ai giornalisti da assumere. Dopo la fine dell’era Crocetta, l’attuale presidente Musumeci, che apprezziamo per aver deciso di ricostituire l’ufficio stampa dopo anni attraverso un pubblico concorso, ha deciso, probabilmente spinto dalla sua burocrazia, di applicare il contratto dei regionali. Con l’Aran che aveva proposto alla segreteria regionale di sottoscriverlo: abbiamo risposto che siamo giornalisti e non possiamo firmare il contratto dei regionali. E siamo in una fase di trattativa. Sul tema degli uffici stampa ci auguriamo che la nuova segreteria attivi tutte le migliori energie professionali perché è un fronte che ci può offrire nuovi posti di lavoro. E’ necessario il contributo di tutti per portare avanti insieme una linea chiara che punti senza indugi alla rivendicazione dell’applicazione del contratto di lavoro negli uffici stampa pubblici.

Colleghe e colleghi, per guardare avanti dobbiamo essere capaci di avere una visione non solo su ciò che è stato ma su ciò che sarà questo mestiere. Sappiamo come siamo e cosa facciamo, ma ci deve servire per comprendere quello che saremo, cosa faremo e come lo faremo. Servono strumenti nuovi che possano offrire opportunità di lavoro ai tanti, troppi disoccupati e inoccupati, che oggi costituiscono il nostro fronte più ampio. C’è bisogno di lavoro pagato, a dispetto di non pochi politici che a volte ce lo vogliono offrire gratuitamente. Chi ci vuole a vario titolo precari ci vuole meno liberi. Perché più precarietà significa meno libertà; più lavoro significa maggiore libertà di pensiero. 

Il futuro della nostra professione è anche un tema che si intreccia con chi vuole zittirci, vuol metterci il bavaglio: allora diciamo no ad ogni forma di sfruttamento, diciamo no ad ogni forma di sopraffazione umana e professionale; diciamo no al malaffare, a tutte le mafie e alla criminalità organizzata che minaccia la nostra libertà di espressione e la nostra libertà di raccontare i fatti. Ed ancora diciamo no alla politica che ci insulta, che spreca, che ammicca, che cerca di tirarci dentro e che strizza l’occhio ai giornalisti per cercare il consenso tra la gente. Diciamo no ad ogni forma di Far West che tende a limitarci, a fermarci. Vogliamo rispetto delle regole e delle garanzie. E se vogliamo sopravvivere come giornalisti e come sindacato, per raccogliere le sfide del futuro, dobbiamo marciare uniti, anche nella diversità delle idee; essere determinati e credibili di fronte a tutti: agli editori e alla classe politica, sempre pronta ad accogliere le istanze di varie categorie di lavoratori e a considerarci ancora in modo leggere e superficiale una casta. Noi non siamo casta, Siamo giornalisti! 

 

Roberto Ginex, segretario Assostampa Sicilia, al XXVIII congresso nazionale Fnsi

Intervento del segretario regionale dell'Associazione siciliana della stampa, Roberto Ginex, al XXVIII congresso nazionale Fnsi

Pubblicato da Giornalismo Siciliano notizie Assostampa FNSI su Mercoledì 13 febbraio 2019

 

Approvato il nuovo statuto del fondo complementare dei giornalisti italiani

fondo complementare dei giornalisti italianiIl Fondo complementare dei giornalisti apre ai familiari a carico e ai collaboratori coordinati e continuativi. Sono due novità contenute nel nuovo Statuto approvato definitivamente dalla Covip, la Commissione di vigilanza sui fondi pensione italiani.
Vediamo in dettaglio le principali novità.

1) Apertura dell’iscrizione (con contributo a loro carico) ai giornalisti professionisti o pubblicisti titolari di un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa che percepiscano per tale attività un compenso annuo non inferiore a 3000,00 (tremila) euro;
2) Apertura dell’iscrizione ai familiari fiscalmente a carico dei giornalisti aderenti; .
3) Apertura dell’iscrizione ai dipendenti degli enti di categoria previo accordo con gli organismi interessati; .
4) Inserimento nell’ordinamento del Fondo della RITA (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata);
5) Una nuova disciplina per i giornalisti dipendenti di enti pubblici iscritti al Fondo; .
6) Possibilità di rivedere la scelta con riguardo alla quota di TFR da destinare al Fondo;
7) Possibilità di versare al fondo contributi aggiuntivi anche in costanza di rapporto di lavoro;
8) Possibilità di ottenere riscatti parziali fino ad un massimo dell’80% (vecchio statuto 50%).
9) Possibilità per le aziende editoriali potranno versare quote di TFR dovute al fondo anche con scadenza mensile.

Con l’introduzione di queste nuove norme il Fondo raggiunge alcuni obiettivi fondamentali:
a) si struttura secondo le più recenti normative richieste da Covip;
b) ha la possibilità di allargare ulteriormente la platea degli iscritti fornendo a co.co.co, familiari e ai dipendenti degli enti una opportunità competitiva sul mercato per scegliere una forma di previdenza complementare;
c) diventa uno strumento ancora più flessibile. Vanno in questa direzione, per esempio, le nuove norme riguardanti il conferimento del TFR. Finora un aderente era obbligato a versare l’intero importo della quota annuale del TFR al fondo. Da ora sarà possibile anche destinare al fondo soltanto il 50%.

Una guida “all’antica” per conoscere le nostre regole

Vademecum del giornalista Assostampa Sicilia

Roberto Ginex
Mentre assistiamo ad una crescente intolleranza, da qualche parte politica, verso il giornalismo, i giornalisti, la libera informazione e, di più, verso il principio sancito dalla Costituzione sulla libertà di espressione e sulla libertà di stampa, abbiamo il dovere morale, ma anche deontologico, di porre a noi stessi una domanda per riflettere: quante volte ci è capitato di pensare di conoscere la disciplina che regola questo nostro mestiere, salvo poi andare a scoprire che quello che ritenevamo di sapere non corrisponde al vero?

 

Ogni giorno la fretta ci corre dietro, le agenzie sfornano notizie una dietro l’altra, i siti sprigionano articoli in tempo reale, le redazioni dei quotidiani, e non solo, si svuotano dei “maestri” pronti in passato a insegnare il mestiere ai giovani e sono sempre più diventate vere e proprie catene di montaggio di articoli e pagine. Ormai, se vogliamo sapere qualcosa basta chiedere a “Google”; ma molti di noi da inguaribili romantici, legati al tempo della “carta” che in modo irreversibile è stato ampiamente superato da quello del web, ancora oggi vogliono leggere “all’antica”.

Vito Orlando
E quindi, in un tempo di lettura su telefonino, I-pad, pc e “device” di ogni tipo, questa segreteria regionale, raccogliendo l’interessante idea del collega segretario provinciale di Trapani, Vito Orlando, ha ritenuto che fosse utile offrire a tutti gli associati un libello, che certamente non ha la velleità di essere esaustivo, ma che è un compendio di norme, precetti deontologici, “Carte” a cui devono attenersi scrupolosamente tutti i giornalisti che desiderano svolgere questo lavoro con attenzione, preparazione, sensibilità, capacità. Tutti requisiti indispensabili se si vuol rendere alla società una informazione di qualità.
Sotto la spinta dell’opinione pubblica, dagli anni Novanta, la categoria – attraverso l’Ordine e la Fnsi, ma anche grazie a gruppi ed associazioni – ha prodotto una mole non indifferente di norme comportamentali, che però troppo spesso fanno a pugni con la praticità: il giornalista che voglia essere deontologicamente irreprensibile conosce e riesce a rispettare tutte le prescrizioni che fanno parte delle “Carte”? La nostra risposta è “no”. Questa risposta ha mosso l’idea di proporre un percorso semplice, facilmente fruibile, che parte dalla disciplina normativa, che ci ricorda la legge istitutiva dell’Ordine dei giornalisti – anche se l’Ordine nazionale ha già presentato un testo che prevede una riforma in Ordine del giornalismo, data a questo governo perché si possa appunto cambiare non solo una legge che ormai è vecchia ed anacronistica, ma anche l’accesso alla professione -, i precetti deontologici, il Testo unico dei doveri del giornalista - la cui inosservanza può determinare la responsabilità disciplinare dell’iscritto all’Ordine - il Codice di deontologia per il trattamento dei dati personali nell’esercizio della nostra attività professionale. Ed ancora, un mondo che per molti di noi – nonostante i numerosi corsi di formazione ed aggiornamento professionale – spesso resta un mistero: le “Carte”: quella di Treviso sui minori, probabilmente la più conosciuta, quella dei doveri dell’informazione economica, quella di Firenze sulla precarietà del lavoro, quella di Roma sui migranti, la più recente. In una seconda parte, inoltre, si ricordano le norme sugli uffici stampa pubblici in Sicilia, regione da sempre all’avanguardia sull’argomento, i reati che riguardano la professione, la vigilanza e le sanzioni ed infine lo Statuto della nostra Associazione che certamente andrà aggiornato, ma che riteniamo debba essere il nostro punto di riferimento.
È vero che troviamo quasi tutto nelle pagine del nostro sito www.assostampasicilia.it , ma è pur vero che non sempre la Rete è “con noi” e “per noi”. Dunque, sempre meglio avere a portata di mano, in borsa o sulla scrivania, un libretto “all’antica” che può risolverci immediatamente qualche dubbio.

Roberto Ginex
Segretario regionale Assostampa Sicilia


Il vademecum è gratuito per gli iscritti Assostampa Sicilia in regola con le quote. Per i non iscritti ha un costo di 10 euro.

Assostampa: chiarire su rapporti giornalisti con Montante

Antonello Montante

"È incomprensibile e ingiustificabile il silenzio che è sceso sui rapporti accertati dalla magistratura tra l'ex presidente di Confindustria Antonello Montante e alcuni giornalisti iscritti al sindacato".

Lo afferma in un documento votato all'unanimità nell'assemblea annuale della sezione di Catania dell'Associazione siciliana della stampa. "Il sindacato dei giornalisti in Sicilia - si legge nel documento - si è sempre schierato in difesa di concetti irrinunciabili come trasparenza e moralità, denunciando zone d'ombra e opacità, a tutela della deontologia e dell'etica professionale.
Accettare pagamenti, elargizioni, rimborsi gratuiti, viaggi che possano condizionare il lavoro del giornalista - come ricordano i magistrati nelle motivazioni del provvedimento che hanno portato all'arresto di Montante - viola gli obblighi sanciti dalla Carta dei doveri del giornalisti". "Il sindacato - è scritto ancora nel documento - non può abdicare al suo dovere di trasparenza nella difesa della moralità e della professionalità di tutti i suoi iscritti. Silenzi, ombre, dubbi, paure e incertezze non sarebbero compresi da quei giornalisti che vedono nel sindacato un baluardo di legalità e anzi potrebbero essere interpretati come accondiscendenza e complicità". "Per questi motivi - continua la nota - l'assemblea dei giornalisti di Catania impegna il segretario regionale Ginex e la sua Giunta a dare seguito, senza alcuna ulteriore esitazione, a tutte le azioni che puntino ad accertare eventuali responsabilità da parte di giornalisti iscritti al sindacato a tutela di tutti i colleghi che tra mille sacrifici e rischi in Sicilia ogni giorno tengono la schiena dritta". Nel corso della riunione sono stati anche approvati i bilanci consuntivo 2018 e preventivo 2019, un odg sugli uffici stampa e la relazione del segretario Daniele Lo Porto, che adesso sarà coadiuvato da una "segreteria allargata" formata da altri colleghi con incarichi specifici.

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