Sabato, 7 dicembre 2019 ore 12:37
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 Notiziario


 

Giovedì ore 18 "L'Ora Edizione Straordinaria"

Giovedì 28 novembre, alle 18, presso la Biblioteca centrale della Regione Siciliana “Alberto Bombace” in corso Vittorio Emanuele, 429 a Palermo, sarà presentato il libro “L’Ora Edizione Straordinaria. Il romanzo di un giornale raccontato dai suoi cronisti” e verrà inaugurata la mostra fotografica sull’archivio dello storico quotidiano. Alla presentazione interverranno il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, il Dirigente Generale dell’Assessorato ai Beni culturali e dell’Identità siciliana, Sergio Alessandro, il direttore della Biblioteca Centrale della Regione Siciliana, Carlo Pastena ed i giornalisti de L’Ora, Marcello Sorgi e Franco Nicastro. Condurrà Claudia Mirto, anche lei della redazione de L’Ora.

Una mostra sull’archivio fotografico de L’Ora, promossa in collaborazione con l’Associazione Siciliana della Stampa 150 foto in mostra, divise in 8 grandi bacheche. Accanto alla presentazione del libro L’Ora edizione straordinaria, sarà possibile avere un assaggio di quello che contiene l’archivio del giornale, conservato nella Biblioteca centrale della Regione, un materiale storico di altissima qualità grazie ai fotografi che negli anni di sono succeduti nella produzione di scatti memorabili.

Si va da Nicola Scafidi a Gigi Petyx a Letizia Battaglia. Una mostra organizzata su iniziativa della segreteria regionale dell’Assostampa siciliana e curata da Roberto Leone e Gaetano Perricone, grazie alla collaborazione di Antonella Bentivegna e dello staff della Biblioteca della Regione guidata da Carlo Pastena. Le sezioni sono divise per temi e non trascurano anche chi ha lavorato a L’Ora, dai direttori ai redattori che purtroppo non ci sono più, ai grandi collaboratori agli intellettuali da Sciascia a Guttuso, da Consolo a Perriera. Spazio anche agli ospiti illustri che soprattutto tra gli anni 50 e 60 hanno varcato la soglia del palazzetto che adesso è in via Giornale L’Ora.

Attori, cantanti, musicisti, e naturalmente politici: i big che venivano a Palermo passavano per la stanza di Vittorio Nisticò, al quale è dedicata la prima bacheca dove trovano spazio e anche i direttori che lo hanno seguito, Etrio Fidora, Alfonso Madeo, Nicola Cattedra, Bruno Carbone, Anselmo Calaciura, Tito Cortese e Vincenzo Vasile. Infine le grandi sciagure accadute in Sicilia , i delitti eccellenti e il maxi processo. Un panorama non completo ma comunque significativo fissato dall’occhio di grandi fotografi che è rimasto nella storia con la pubblicazione sul giornale L’Ora.

VI ASPETTIAMO!!!
Roberto Ginex 

LORA presentazione libro

Catania Calcio, Assostampa: "Attacco inaccettabile alla categoria"

ASSOSTAMPA CATANIA 3x4L'Assostampa Catania censura i toni offensivi utilizzati e l'attacco personale nei confronti del collega Giovanni Finocchiaro del giornale "La Sicilia" di Catania, durante la conferenza stampa di oggi dell'amministratore delegato del Catania Calcio Pietro Lo Monaco a Torre del Grifo. Questo suo modo di parlare per intimidire i giornalisti catanesi non è più tollerato. Nessun bavaglio, nessuna limitazione del diritto di cronaca e di critica potrà mai più essere imposto. Il Calcio Catania non può condividere simili comportamenti.

Orazio Aleppo nuovo segretario Assostampa Catania

 Orazio Aleppo

Orazio Aleppo, 51 anni, caposervizio della Rai è il nuovo segretario provinciale dell'Assostampa, il sindacato dei giornalisti italiani. E’ stato eletto per acclamazione nel corso dell'Assemblea svoltasi nella sede delle Ciminiere al posto del dimissionario Daniele Lo Porto.

"Le testimonianze dei colleghi in quest'assemblea - ha detto Aleppo dopo l'elezione - hanno tracciato un quadro desolante della situazione della professione giornalistica a Catania. Occorre ripartire dal dialogo nel sindacato e far sì che questo torni a essere un baluardo nella difesa dei diritti dei giornalisti e imponga il rigido rispetto delle regole a editori ed enti locali anche con il ricorso alle denunce penali".

"Per recuperare il troppo tempo perduto - ha aggiunto – mi avvarrò di una segreteria allargata che agisca su ambiti tematici e che consenta di rendere più veloce e incisiva l'azione del sindacato. All’interno del nostro sindacato, a livello regionale e nazionale, puntiamo a restituire a Catania quel ruolo propulsivo e di riferimento che ha sempre avuto. Inoltre dovremo avviare un'opera di ricucitura con i colleghi, soprattutto i più giovani, e fare fronte comune contro chi sfrutta i giornalisti ".

La segreteria di Assostampa Catania

'DireFareComunic@re', il 1° ottobre in Fondazione Murialdi la presentazione del libro di Aldo Mantineo

dire fare comunicare mantineo

Una guida per sapere come funziona e come muoversi nel mondo degli uffici stampa. Ecco "DireFareComunic@re" (Edizioni media&Books) il manuale pensato per chi intende gestire un ufficio stampa nel tempo dei social, curato dal giornalista siracusano Aldo Mantineo, che offre anche numerosi spunti per una riflessione di   ampio respiro sul futuro del sistema dei media.

Il volume sarà presentato a Roma martedì prossimo, 1 ottobre alle ore 17,30 nella sala della Fondazione sul giornalismo italiano “Paolo Murialdi” (via Augusto Valenziani 10/12)

DireFareComunic@are” cerca di rispondere alla domanda su come sia cambiato il mestiere dell'addetto stampa con internet. Il giornalista-comunicatore ha infatti dovuto adeguare metodologie e strumenti non solo alle nuove tecnologie, ma, più in particolare, è stato costretto a valutare l'impatto dei social sulla diffusione delle notizie. Questo libro, dunque, è uno strumento di lavoro utile per chi già opera nel mondo degli uffici comunicazione, ma soprattutto costituisce una guida per i giovani che sono attratti dal mondo delle pubbliche relazioni. Sono svelati molti trucchi del mestiere e messe in evidenza le trappole da evitare e i consigli per comunicare in modo appropriato. Dunque, oltre che un manuale, un racconto di come va fatto il lavoro di comunicazione, con molti consigli utili.

Nel libro anche le storie di cinque professionisti e le leggi sulla professione giornalistica e gli uffici stampa.

Durante la presentazione a Roma dialogheranno con l’autore Lorenzo Falciai, capo ufficio stampa ANAS; Toi Bianca, capo ufficio stampa ISIN; Laura Trovellesi, giornalista e saggista; Santo Strati giornalista ed editore. Modererà il direttore della FNSI Giancarlo Tartaglia.

Giornale di Sicilia, Assostampa su chiusura edizioni Sicilia orientale

Ginex (Assostampa Sicilia): “Si spengono le luci di un territorio, molti colleghi resteranno senza penna e senza giornale, siamo con loro e facciamo appello all’editore affinché si valutino altre strade”.

giornale di sicilia via lincoln palermo"La scelta dell'editore del Giornale di Sicilia di chiudere, dal prossimo 5 agosto, le edizioni locali della Sicilia orientale ci rattrista perché non soltanto si interrompe la luce dei riflettori sui fatti di una importante fascia della nostra Isola, ma si spengono anche le voci di un territorio che rappresenta una parte fondamentale della vita politica, sociale ed economica della nostro Isola”. Lo afferma il segretario regionale dell’Assostampa Siciliana Roberto Ginex. “Che piaccia o no si perde anche un pezzo fondamentale di informazione, di libertà e di democrazia. Come sindacato dei giornalisti – aggiunge Ginex - siamo profondamente preoccupati per il destino che attende i tanti colleghi, coraggiosi cronisti di varie zone della Sicilia, "antenne" indispensabili pronte a captare le notizie di cronaca, politica, economia, imprese, sindacati, sport, cultura, spettacoli che raccontano i fatti delle più disparate realtà. Colleghi che resteranno senza penna e senza giornale”.

“L'editore, che al suo arrivo al Giornale di Sicilia, aveva annunciato investimenti proprio sulle province, oggi è costretto a fare un grande passo indietro per una serie di fattori, molti dei quali erano a sua conoscenza già in precedenza – sottolinea Ginex -. A partire dalla crisi della carta stampata, con un sistema dell'editoria di carta che si regge ogni giorno sempre più a fatica e che è costretto a fare i conti con i numeri. Che sono sempre argomenti tosti: pochissime copie vendute a fronte di importanti spese ed eccessivi costi nella distribuzione. Davanti ai numeri si decide di chiudere. Nel frattempo, però – prosegue il segretario regionale del sindacato unitario dei giornalisti siciliani - restano i giornalisti assunti e che nelle loro città hanno le loro famiglie e le loro vite, collaboratori che con grande passione, spirito di sacrificio e abnegazione, e spesso a pochi euro, hanno lavorato per un giornale al quale hanno legato appunto le loro vite e le loro già penose entrate. Tanti collaboratori, molti storici, che non avranno più possibilità di scrivere, collaboratori ai quali la proprietà del giornale non ha neppure dato comunicazione dell'imminente chiusura delle pagine locali, collaboratori che per il Giornale di Sicilia hanno speso la loro vita professionale e personale sacrificando anche le proprie famiglie pur di assicurare gli articoli richiesti dal giornale, non guardando né agli orari né ai giorni festivi”.

“All'editore del Giornale di Sicilia – dice Ginex – facciamo appello e chiediamo di fare una ulteriore e attenta riflessione sulla chiusura delle edizioni della Sicilia orientale e di valutare ulteriori possibilità e strade da intraprendere per salvare un'altra voce dei territori. A tutti i colleghi del Giornale di Sicilia, tutti indistintamente, va la solidarietà umana e professionale dell'Associazione siciliana della Stampa, che naturalmente si schiera e si schiererà al fianco dei colleghi senza se e senza ma. Siamo convinti che tutti, con l'editore in testa, possiamo ancora salvare l'edizione della Sicilia orientale dello storico Giornale di Sicilia, che ha fatto della capillare presenza sul territorio e della sua credibilità motivi di forza e orgoglio, conclude Ginex.  

Assostampa sull'annunciata chiusura delle pagine del Giornale di Sicilia di Catania, Messina, Ragusa, Siracusa

Nota congiunta dei segretari provinciali Assostampa Catania, Messina, Ragusa, Siracusa sulla annunciata chiusura delle pagine orientali del Giornale di Sicilia.
Giornale di Sicilia repeatLa chiusura delle pagine di Catania, Messina, Ragusa e Siracusa del Giornale di Sicilia, paventata da qui ad una settimana, mortifica la storia decennale di tantissimi cronisti, elimina uno strumento di confronto, analisi e denuncia sempre al fianco dei lettori e tutti i cittadini.
Il piano editoriale, presentato nei giorni scorsi, sicuramente lontano dai proclami di rilancio e investimento sul territorio, toglie, in maniera incomprensibile, un’altra voce autorevole alle nostre province riproponendo quanto avvenuto, tre anni fa, con la chiusura delle redazioni della Gazzetta del Sud.
Lo stesso editore, a distanza di poco tempo, decide, in buona sostanza, di mortificare ancora una volta una fascia di Sicilia, abdicando quel ruolo autorevole, libero, responsabile, coraggioso, alla deriva social, ai tanti (purtroppo) finti giornalisti che popolano la rete.
La chiusura di un giornale, di quattro redazioni che hanno contribuito alla storia di questo quotidiano, è una sconfitta assai grave. Questa scelta priverà i tanti lettori di una ulteriore voce; priverà molti lettori di quella ulteriore informazione che, in questa epoca, resta avamposto di ricerca di verità e di raziocinio davanti alle urla mediatiche scomposte.
Ai lettori mancherà il coraggio di tutti quei cronisti che entrano dentro la notizia prima di raccontarla. Di tutti quei colleghi che oggi – da Messina a Catania, da Siracusa a Ragusa – resistono a schiena dritta davanti agli attentati e alle intimidazioni, fisiche e verbali, ma vengono messi in ginocchio, non dalla malavita, ma dagli stessi editori.
Forse è il momento in cui tutta la società – politici, istituzioni, sindacati, mondo delle imprese, ognuno tra di noi giornalisti – si interroghi sul potere delle pagine di un giornale.
A tutti i colleghi del Giornale di Sicilia, la solidarietà e la vicinanza personale e delle intere segreterie.

Daniele Lo Porto, Giuseppe Gulletta, Gianni Molè, Prospero Dente

Parametri per i compensi ai giornalisti, al via il tavolo al Ministero. Motta: «Primo passo nella direzione giusta»

Presentata «una proposta, frutto di un lungo e articolato lavoro della Clan, sulla quale si è registrata la convergenza dell'Ordine», spiega il segretario generale aggiunto Fnsi. Bonafede: «La libertà d'informazione si garantisce e si riconosce, prima di tutto, garantendo dignità professionale ai cronisti».

motta fnsi

«Oggi è stato compiuto un primo passo nella direzione giusta. La definizione delle tabelle per la liquidazione giudiziale dei compensi dei giornalisti non dipendenti rappresenterebbe un parametro tangibile della libertà d'informazione rispetto a quel mondo, ormai largamente maggioritario, di professionisti dell'informazione con contratti precari o freelance. Le condizioni di lavoro di numerosi giornalisti precari oggi fanno spesso rima con abusi e sfruttamento, colmare il vuoto normativo sui parametri per il compenso dei giornalisti è fondamentale». Lo afferma Mattia Motta, segretario generale aggiunto e presidente della Commissione nazionale lavoro autonomo della Federazione nazionale della Stampa italiana, (nella foto),  a margine della riunione del tavolo tecnico convocato dal ministro della Giustizia al quale ha partecipato con il vicedirettore della Fnsi, Tommaso Daquanno, alla presenza del sottosegretario Jacopo Morrone e del presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti, Carlo Verna. 

«Abbiamo sottoposto al Ministero una proposta che è il frutto di un lungo e articolato lavoro della Clan-Fnsi, fatto proprio dal Congresso della Stampa italiana, sulla quale si è registrata oggi la convergenza dell'Ordine dei giornalisti. Come abbiamo ricordato al Ministero – aggiunge Motta – quello che poniamo non è un problema 'corporativo', ma un tema che ha a che fare con il diritto costituzionale dei cittadini ad essere informati da giornalisti liberi e indipendenti. Finché ci saranno giornalisti pagati 3 euro ad articolo e senza diritti, la qualità della democrazia nel nostro Paese è posta su un pericoloso piano inclinato».

Durante l'incontro il ministero della Giustizia si è impegnato, attraverso i propri uffici, a colmare il vuoto normativo sui parametri per il compenso dei giornalisti. Il tavolo tecnico è stato aggiornato a settembre quando il Ministero presenterà la proposta di modifica legislativa. «La libertà d'informazione si garantisce e si riconosce, prima di tutto, garantendo la dignità professionale ai giornalisti. Un cronista che viene pagato anche solo 3 euro per ogni articolo, non potrà mai essere libero, caratteristica fondante della professione per poter dare ai cittadini un piena e corretta informazione che è la base di ogni democrazia», è il commento del ministro Alfonso Bonafede.

Viva soddisfazione per l'avvio del tavolo ministeriale sui compensi per i giornalisti viene espressa dal segretario del Sindacato giornalisti del Trentino Alto Adige, Rocco Cerone. «Ovviamente - dice - è solo un primo passo pubblico, per il quale il plauso va alla Commissione lavoro autonomo della Fnsi, di cui fa parte anche il trentino Lorenzo Basso, e al presidente Mattia Motta, che da oltre tre anni sta seguendo il tema dei compensi per i giornalisti precari, che rappresentano ormai la maggioranza della professione. Tema al centro anche del XXVIII Congresso Fnsi di Levico. Si tratta della migliore risposta a chi, anche in Trentino Alto Adige, continua a propalare false informazioni sul cosiddetto equo compenso», osserva Cerone.

@fnsisocial

Commissione Pari Opportunità: Romina Marceca e Ina Modica elette delegate per Assostampa Palermo

delegate giornaliste cpo assostampa palermo

Sono Romina Marceca e Ina Modica le giornaliste elette, questa mattina, dall’assemblea provinciale di Palermo per le Pari Opportunità.

Marceca e Modica sono state designate all’unanimità e faranno parte della Commissione regionale che ha il compito, secondo quanto previsto dalla legge 125 del 1991, di “favorire l’occupazione femminile e realizzare l’uguaglianza sostanziale tra uomini e donne nel lavoro anche mediante l'adozione di misure...  al fine di rimuovere gli ostacoli che, di fatto, impediscono la realizzazione di pari opportunità”. Romina Marceca, giornalista professionista presso il quotidiano La Repubblica, si occupa da diversi anni di cronaca giudiziaria. Ina Modica, giornalista pubblicista, è responsabile dell’ufficio stampa e comunicazione del Comune di Monreale.

Stereotipi, pregiudizi e retaggi culturali conducono a numerosi esempi di disparità e discriminazioni di genere. Purtroppo quello che è ‘comune’ diventa accettato e accettabile dalla società  – sottolinea Alessandra Ferraro, tesoriere dell’Assostampa Palermo – e anche i diritti acquisiti, da anni di battaglie e lotte, rischiano di rimanere solo diritti formali e non reali. Noi giornaliste abbiamo un duplice ruolo: contrastare la disparità e le discriminazioni tra uomini e donne nei luoghi di lavoro e impegnarci nello svolgimento della professione affinché l’informazione, come sancito dalla Convenzione di Instabul, svolga un ruolo fondamentale di prevenzione ed educazione contro la violenza di genere”.

Il Direttivo dell’Assostampa  di Palermo formula a Romina Marceca e ad Ina Modica i migliori auguri di buon operato e auspica la formazione di un gruppo di lavoro che possa formare un Coordinamento provinciale Pari Opportunità coeso e operativo.

Giuseppe Rizzuto, segretario

Davide Di Giorgi, vicesegretario

Alessandra Ferraro, tesoriere

Protesta dei collaboratori La Sicilia: «Noi, giornalisti non pagati e senza risposte: pronti allo “sciopero”, smetteremo di scrivere»

Scatta la protesta dei collaboratori, la prima in oltre 70 anni di storia de “La Sicilia”

logo la sicilia«Non abbiamo avuto alcuna risposta sui mancati pagamenti degli anni passati né garanzie sulle collaborazioni più recenti. Di fronte al silenzio dei vertici amministrativi della “Domenico Sanfilippo Editore”, vogliamo fare sentire la nostra voce di giornalisti che svolgono attività con professionalità e dedizione. Per questo annunciamo fin da ora azioni eclatanti, senza escludere "scioperi" con l'interruzione a scrivere articoli e a proporre le nostre segnalazioni alla redazione».
Lo annunciano i collaboratori della provincia di Catania del quotidiano “La Sicilia”. Una protesta senza precedenti nella storia ultra settantennale del quotidiano catanese di viale Odorico da Pordenone della famiglia Ciancio, ora gestito –come è noto– in amministrazione straordinaria.
«Una scelta –spiegano i “corrispondenti” da ogni parte della provincia– che finora abbiamo evitato perché fiduciosi in risposte precise a istanze prima ben note alla proprietà e poi conosciute dai commissari straordinari. Risposte, però, mai arrivate, al di là di vaghi e generici impegni».
Viene ancora puntualizzato: «Noi corrispondenti, ogni giorno impegnati a raccontare la cronaca della provincia, compresa quella su fatti di mafia e criminalità organizzata, non riceviamo i compensi che ci sono dovuti da troppo tempo. Ci sono colleghi che attendono arretrati anche da anni. La liquidazione è avvenuta a singhiozzo, senza peraltro ricevere i cedolini di avvenuto pagamento (dettaglio che crea parecchio confusione). Ci sono corrispondenti che –nonostante la loro puntualità a consegnare mensilmente le note di collaborazione– avanzerebbero anche svariate migliaia di euro. Eppure nessuno ci ha dato alcuna garanzia né per le spettanze passate né per quelle maturate dall’insediamento dei commissari straordinari. C’è chi segnala, inoltre, che dai prospetti personali Inpgi non figurerebbero versamenti dei contributi previdenziali relativi agli ultimi anni».
Una situazione ritenuta ormai insopportabile. Ne va della credibilità aziendale e della qualità dell’informazione, che in mancanza dell’apporto qualificato dei “corrispondenti” verrebbe, di fatto, inzuppata di comunicati di palazzo o note copia-incolla, mortificando una sezione del giornale (quella delle pagine provinciali) che è fonte di richiamo dei lettori. Un rischio che i collaboratori si augurano di scongiurare. Già da tempo parecchi corrispondenti hanno interrotto il rapporto di collaborazione o ridotto drasticamente l’attività proprio per i mancati pagamenti. Chi ha continuato, lo ha fatto per senso di responsabilità.
«Finora siamo stati comprensivi (il momento storico, la crisi del settore, il calo degli introiti pubblicitari…) ma è chiaro –viene sottolineato– che non possiamo continuare a lavorare gratis. Sì, di questo si tratta. Non possiamo lavorare senza risolvere quei crediti che vantiamo, generati da molte mensilità di compensi, peraltro già bassi rispetto all’impegno e alla qualità professionali che garantiamo quotidianamente. Un lavoro essenziale per l’uscita in edicola de “La Sicilia”, che tuttavia non sembra ci venga riconosciuto. Se poi siamo ritenuti non “necessari”, ci venga detto chiaramente e ognuno farà le proprie scelte. Ecco perché ci sentiamo costretti ad annunciare azioni di protesta. Con l’auspicio che possa servire ad intraprendere un dialogo serio e fattivo con l’amministrazione de “La Sicilia”».

HANNO ADERITO:
Antonio Carreca, Giorgio Cicciarella, Giuseppe Ciraudo, Angela Di Francisca, Chiara Di Grande,
Carmelo Di Mauro, Lucio Di Mauro, Sonia Distefano, Laura Fazzina, Vittorio Fiorenza, Lucio Gambera, Antonio Garozzo, Martino Geraci, Francesco Grassia, Mario Grasso, Lorenzo Gugliara,
Maria Gabriella Leonardi, Chiara Mazzaglia, Sandra Mazzaglia, Mariano Messineo, Simone Murgo,
Nello Pietropaolo, Gianfranco Polizzi, Mario Previtera, Filippo Romeo, Simone Russo, Luigi Saitta,
Angela Seminara, Salvo Sessa, Salvo Sidoti, Mary Sottile, Salvo Spampinato


Assostampa: “Richiesti per collaboratori de La Sicilia crediti per oltre mezzo milione”

 

Assemblea addetti uffici stampa Sicilia: "Sindacato rivendichi contrattazione collettiva, Ordine dei giornalisti impugni bando discriminatorio"

L’assemblea degli addetti stampa siciliani riuniti a Caltanissetta, su iniziativa del Gus Sicilia, ha approvato all’unanimità una mozione sul costituendo ufficio stampa della presidenza della Regione siciliana di cui ieri è stato pubblicato sulla Gurs il relativo bando di concorso per il reclutamento dei giornalisti.

trinacria 478x359La mozione ribadisce «con forza l’applicazione del contratto collettivo regionale siglato nel novembre 2007 ed esprime forte preoccupazione in merito al percorso, al campo e alle modalità di applicazione del contratto regionale prospettate nella delibera della Giunta Regionale del 12 dicembre scorso e confermati con la pubblicazione sulla Gurs del 26 aprile del relativo bando di concorso» (vedi sito Regione Sicilia).

«L'assemblea degli addetti stampa siciliani - si legge nella mozione approvata - rivendica con forza l’applicazione del contratto collettivo regionale ai giornalisti dell’ufficio stampa della Regione Siciliana respingendo tutte le altre fantasiose e riduttive soluzioni, impegna pertanto il presidente del Gus Sicilia nonché tutti i consiglieri a far valere nelle sedi sindacali opportune l’opzione dell’applicazione del contratto collettivo regionale nell’ufficio stampa della Regione siciliana e degli enti locali senza arretrare rispetto al contratto collettivo del 2007 e invita il segretario regionale dell’Associazione siciliana della stampa a non firmare il contratto dei dipendenti regionali e ad impugnarlo in sede giudiziaria unitamente al bando di concorso pubblicato sulla Gurs lo scorso 26 aprile, mutuando così la stessa azione politico-sindacale della Fnsi avviata con l’impugnazione del Contratto funzioni locali».
L’assemblea, infine, invita il presidente dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia «di procedere a impugnare il bando di concorso per i 12 posti dell’ufficio stampa della presidenza della Regione siciliana in considerazione delle evidenti disparità e contraddizioni che lo stesso bando crea privando parte di colleghi dello stesso Ordine di partecipare al suddetto concorso».


Bando giornalisti categoria D - Bando Giornalisti categoria C

Ufficio stampa Presidenza Regione Sicilia, Assostampa: “Bene Musumeci che ricostituisce ufficio e che sblocca concorso, ma restano punti oscuri come applicazione contratto regionali"

presidenza regione sicilianaL’Associazione siciliana della stampa, con la pubblicazione del bando che sblocca il concorso, non può che salutare con favore la ricostituzione dell’ufficio stampa della presidenza della Regione, che era stato in modo inopportuno e maldestro cancellato dal governo Crocetta. Il sindacato unitario dei giornalisti siciliani non può che essere per il lavoro e per le opportunità di lavoro e per questo ringraziamo il presidente della regione Nello Musumeci, che ha mantenuto fede ai suoi propositi.

Tuttavia, non possiamo omettere di osservare che ci sono alcuni punti che restano oscuri. A partire dalla scelta di applicare 'tout court' il contratto dei regionali, e non quello dei giornalisti, senza prevedere alcuna delle prerogative in termini di autonomia professionale e di organizzazione del lavoro specifiche della professione giornalistica e inserendo anche la categoria C, non contemplata da alcuna previsione normativa di livello superiore e spuntata a sorpresa nei mesi scorsi. Nonostante il dialogo aperto e i diversi incontri la dirigente generale della Funzione pubblica Rosalia Pipia e con Aran Sicilia, e con il suo presidente Accursio Gallo, delegato dal governatore Musumeci a seguire la vicenda, sull’applicazione del contratto di lavoro di categoria purtroppo non si è raggiunto un accordo. Ma soprattutto non si è seguito quel percorso di concertazione che l’Assostampa Siciliana, anche sulla scorta dell’ultima sentenza della Corte costituzionale dell’11 aprile 2019 che indica la strada dell’area di contrattazione dedicata, ha sempre auspicato e perseguito per arrivare nel più breve tempo possibile alla soluzione del problema e non certo per perdere tempo o frapporre ostacoli, ma anche per scongiurare possibili ricorsi da parte di singoli colleghi.
Nei giorni scorsi per sbloccare l’impasse il segretario di Assostampa Roberto Ginex, il presidente Alberto Cicero e il presidente del Gruppo uffici stampa Sicilia, Francesco Di Parenti, assieme al presidente dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia, Giulio Francese, avevano incontrato a palazzo d’Orleans a Palermo il Presidente della Regione, Nello Musumeci manifestando apprezzamento per la volontà del presidente della Regione di ricostituire prima possibile l’ufficio stampa di Palazzo d’Orleans, ma avevano anche ribadito il rammarico per la totale chiusura sulla richiesta di applicazione del contratto di lavoro Fnsi-Fieg o comunque sull’intervento di una specifica area di contrattazione per i giornalisti degli uffici stampa pubblici così come indicato chiaramente  dalle sentenze della Corte Costituzionale. La Consulta, nell’affermare in maniera univoca la specialità della legge 150/2000, ha segnato come unica strada percorribile “una specifica area di contrattazione per gli addetti stampa nella pubblica amministrazione, prevedendo l’intervento delle organizzazioni rappresentative dei giornalisti”. Gli incontri e il dialogo con l’Aran non possono essere equiparati a quanto dettato dalla Suprema Corte.

Accogliamo, infine, con favore la proposta del presidente Musumeci, emersa durante l’incontro dei giorni scorsi, di aprire una finestra di concertazione per gli enti locali e le aziende sanitarie e ospedaliere siciliane, al fine di dotare questi enti di uffici stampa secondo regole e procedure corrette. Ci auguriamo che il dialogo tra Assostampa Siciliana, Ordine dei giornalisti e Presidente della Regione prosegua in un clima di serenità e collaborazione affinché di possa arrivare in tempi brevi a direttive precise che richiamino gli enti all'applicazione delle norme esistenti. Assostampa e Ordine dei giornalisti ribadiscono la piena e totale disponibilità a collaborare e ad avanzare proposte per aprire nuove opportunità occupazionali per una categoria che vive una fase particolarmente critica, ma tutto questo deve avvenire nel rispetto dei ruoli e delle regole.