Mercoledi, 1 dicembre 2021 ore 19:06
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“Dignità del lavoro per salvare l’Inpgi”. 1000 firme di giornalisti contro precariato e sfruttamento

reporter

Un appello a Mattarella sulla dignità del lavoro per salvare l’Inpgi, che in poco meno di due giorni è riuscito a raccogliere 1.000 firme di giornalisti.

Sergio Mattarella Una richiesta di tutela per le migliaia di giornalisti, ingabbiati in un precariato che sta pregiudicando il futuro della professione nelle testate, giorno dopo giorno, redazione per redazione, sotto gli occhi dei direttori e con il loro sostanziale beneplacito, la macchina dello sfruttamento macina e azzera i diritti più basilari.

"Non c’è previdenza senza lavoro regolare. Non ci saranno pensioni dignitose senza lavoro dignitoso. Chiediamo ai Direttori che vogliono vedersi assicurata la pensione di pretendere dagli Editori la regolarizzazione dei giornalisti sfruttati: che si chiamino cococo, false partite Iva o cronisti “a pezzo”, già oggi sono alle loro dipendenze ma “mascherati” da lavoratori autonomi, con un danno sociale e previdenziale per tutti.
Siamo costretti di nuovo oggi, nel 2021 - affermano i giornalisti promotori dell'appello -, a denunciare la gravità della situazione in cui versa il lavoro nel mondo dell’informazione.

Lo ribadiamo: non si tratta di alimentare inutili divisioni. Si tratta di capire che senza lavoro regolare non ci sarà alcuna previdenza. Si tratta di tenere alta l’attenzione su questioni urgenti del mondo dell’informazione, a partire dall’Equo compenso. Il nostro obiettivo è la difesa dell’autonomia e la messa in sicurezza dell’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani, ma prima di avanzare ipotesi suggestive o impraticabili, come la seducente “garanzia pubblica”, occupiamoci della dignità del lavoro".

Fonte: Articolo 21 [leggi testo integrale]