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Maggioranza Inpgi a Governo: "Misure finanziaria insufficienti contro crisi occupazionale giornalisti senza precedenti e abuso di lavoro atipico"

camera deputati montecitorio

"Nella Legge di Bilancio 2021 all'esame del Parlamento è stato inserito un emendamento che prevede misure a sostegno del lavoro giornalistico che impattano sul fronte degli incentivi per l'occupazione nel settore giornalistico, il trasferimento a carico dello Stato degli oneri sostenuti dall'Inpgi per gli ammortizzatori sociali e la sospensione del commissariamento per ulteriori sei mesi".

"Misure insufficienti a ripianare il dissesto finanziario dell'Istituto, conseguenza di una crisi occupazionale senza precedenti, prepensionamenti e abuso di lavoro atipico".
Lo scrivono in una nota i consiglieri di maggioranza dell'Inpgi (Istituto di previdenza dei giornalisti italiani) Domenico Affinito, Ida Baldi, il vicepresidente Giuseppe Gulletta, Massimo Marciano, Giuseppe Marzano, Claudio Scarinzi e Massimo Zennaro.

"Come maggioranza - proseguono - avevamo sollecitato il Governo ad anticipare la misura contenuta nell'art 16 quinquies del DL 34/2019 che prevede dal 2023 il trasferimento da Inps a Inpgi dei contributi di quanti lavorano a vario titolo nell'ambito dell'informazione e della comunicazione. Non una garanzia pubblica che la legge vieta per tutte le casse privatizzate e che, qualora fosse mai rivisto il quadro legislativo completo, toglierebbe il controllo dell'Inpgi da parte della categoria, affidandolo allo Stato (come accaduto all'Inpdai)".

"Il Governo - spiegano - non solo ha già smentito la fantasiosa ipotesi di ripianare il buco anno per anno con la finanza pubblica, ma nonostante ripetute rassicurazioni ha in ultimo anche disatteso la richiesta di allargamento della platea assicurando, solo dopo le pressioni della categoria, che ciò sarà affrontato all'interno di un «percorso condiviso e serrato di confronto nei prossimi 6 mesi», durante i quali l'istituto dovrà approntare riforme per riequilibrare i conti dell'istituto".

"Siamo convinti che non esista previdenza senza buona occupazione e, per questo, aderiamo all'appello rivolto al Presidente della Repubblica e firmato da centinaia di colleghi per contrastare il precariato. Il confronto in seno al cda è appena iniziato, a dispetto delle fake news diffuse dai consiglieri delle opposizioni. Sarà avviato un confronto ampio nella categoria sul futuro dell'Inpgi, ma vogliamo rassicurare che non saranno adottati tagli lineari, inutili a risollevare le sorti dell'istituto. Qualsiasi eventuale intervento sarà improntato a criteri di equità e sostenibilità sociale. Ci auguriamo - concludono che tutti i soggetti in campo facciano la propria parte per raggiungere l'obiettivo di un Inpgi con i conti in ordine ma autonomo, scongiurando il commissariamento che, questo sì, provocherebbe solo tagli lineari, dolorosi e inutili. A partire dal Governo che si deve assumere la responsabilità della trattativa per l'ingresso dei comunicatori pubblici".


Il testo dell'emendamento alla finanziaria approvato dalla Commissione Bilancio della Camera lo scorso 20 dicembre

Dopo l'articolo 5, inserire il seguente:

Art. 5-bis. 
(Misure a sostegno del lavoro giornalistico)

  1. Per le assunzioni effettuate a decorrere dal 1° gennaio 2021, al fine di garantire ai lavoratori assicurati a fini previdenziali presso l'Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani «Giovanni Amendola» (INPGI) piena ed effettiva parità di trattamento rispetto agli altri lavoratori dipendenti, le disposizioni legislative statali recanti incentivi alla salvaguardia o all'incremento dell'occupazione riconosciuti in favore dei datori di lavoro per la generalità dei settori economici sotto forma di sgravi o esoneri contributivi si applicano, salvo diversa previsione di legge, ai dipendenti iscritti alla gestione sostitutiva dell'INPGI con riferimento alla contribuzione per essi dovuta. Il relativo onere è posto a carico del bilancio dello Stato, a titolo di fiscalizzazione. L'INPGI invia al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, a cadenza semestrale, un apposito rendiconto ai fini del rimborso dei relativi oneri. Ai fini degli adempimenti previsti dal Registro nazionale sugli aiuti di Stato, l'INPGI assume la funzione di amministrazione concedente e come tale provvede al monitoraggio, per quanto di competenza, in coerenza con quanto previsto dalla comunicazione della Commissione europea C(2020) 1863 final «Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell'economia nell'attuale emergenza del COVID-19», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea C 0911 del 20 marzo 2020.

  2. Al fine di fronteggiare i maggiori oneri di assistenza derivanti dalla crisi economica e occupazionale conseguente alla diffusione dell'epidemia di COVID-19 e di favorire il riequilibrio della gestione previdenziale sostitutiva dell'INPGI, fino al 31 dicembre 2021 è posto a carico del bilancio dello Stato, a titolo di fiscalizzazione, l'onere, comprensivo delle quote di contribuzione figurativa accreditate, sostenuto dall'INPGI per i trattamenti di cassa integrazione, solidarietà e disoccupazione erogati in favore degli iscritti nei limiti e con le modalità previsti dalla legge ovvero dai regolamenti dell'Istituto vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge. L'INPGI invia al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con cadenza semestrale, un rendiconto sulla base del quale è disposto il rimborso dei relativi oneri, al netto del gettito contributivo derivante dalle corrispondenti aliquote contributive versato all'INPGI dai soggetti obbligati, che resta acquisito dal predetto Istituto a titolo di compensazione. Qualora l'ammontare del predetto gettito risulti superiore all'onere sostenuto dall'INPGI, la differenza resta acquisita presso il medesimo Istituto a titolo di acconto in compensazione a valere sul semestre successivo, fermo restando l'obbligo di conguaglio a saldo finale, a credito o a debito, alla data del 31 dicembre 2021. 


  3. Al fine di consentire la piena ed effettiva attuazione delle misure di riforma volte al riequilibrio della gestione previdenziale sostitutiva dell'INPGI, il termine di cui all'articolo 16-quinquies, comma 2, secondo periodo, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n. 58, è prorogato al 30 giugno 2021. Fino alla stessa data è sospesa, con riferimento alla sola gestione sostitutiva dell'INPGI, l'efficacia delle disposizioni del comma 4 dell'articolo 2 del decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 504. 


  4. L'INPGI, a sostegno dell'efficacia degli interventi di cui al comma 1, nell'ambito dell'autonomia organizzativa, gestionale e contabile prevista dal decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, adotta le ulteriori misure necessarie per il riequilibrio della gestione sostitutiva dell'assicurazione generale obbligatoria da sottoporre alla vigilanza statale ai sensi del medesimo decreto legislativo.