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"Giornalismo e Par condicio: istruzioni per l'uso". Il report del webinar Assostampa e ODG sulle Amministrative 2026

Gestire l'informazione e la comunicazione istituzionale in bilico tra il dovere di cronaca e i rigidi paletti della legge 28/2000 e soprattutto saper gestire la comunicazione istituzionale delle PA. È stato questo il cuore del webinar "Come sopravvivere alla Par condicio", organizzato da Assostampa Sicilia con il suo Gus, Corecom Sicilia ed Ordine dei giornalisti di Sicilia al fine di fornire ai colleghi – in particolare a chi opera negli uffici stampa dei 71 comuni siciliani al voto – una bussola normativa e deontologica. Ad aprire i lavori, moderati da Tiziana Tavella presidente del consiglio regionale di Assostampa Sicilia, è stato Orazio Vecchio, presidente del Gus Sicilia, che ha introdotto il tema sottolineando come la par condicio debba essere intesa come una garanzia di parità e pluralismo. Vecchio ha esteso la riflessione anche alla parità di genere, citando casi concreti legati alla comunicazione in ambito sanitario, dove il riequilibrio delle presenze e delle voci è ancora un obiettivo da consolidare.
L'analisi tecnica è stata affidata a Marina Mancini, vice presidente GUS Sicilia e membro di Giunta Gus nazionale e ad Aldo Mantineo commissario Corecom Sicilia nonché membro del Consiglio di disciplina dell'Ordine dei giornalisti siciliani. Entrambi hanno illustrato il quadro normativo partendo da un principio cardine: dal momento dell'indizione dei comizi (scattata il 23 marzo scorso), la comunicazione istituzionale deve diventare impersonale e indispensabile. "La Par condicio non è censura, è la garanzia che l'amministrazione non usi risorse pubbliche per fare propaganda", ha spiegato Mancini durante il webinar. Tra i consigli pratici offerti ai colleghi, la "regola d'oro" del test pre-pubblicazione: "Prima di diffondere un contenuto, chiedetevi: serve a informare il cittadino o a promuovere l'amministratore uscente? Se la risposta è la seconda, cancellatelo". Mancini ha poi elencato i divieti più critici per gli uffici stampa:Niente nomi, foto ed uso improprio dello stemma comunale. Sindaci e assessori devono sparire dalla comunicazione dell'ente, candidato o no che siano. Attenzione al "cross-posting" e alla moderazione dei commenti, per evitare che i canali istituzionali diventino ring elettorali. La par condicio non è solo un obbligo di legge per gli enti, ma un dovere etico per ogni giornalista che deve garantire l'equilibrio tra i candidati e il pluralismo dell'informazione, evitando messaggi politici surrettizi anche in contesti non prettamente politici.
Il contributo di Aldo Mantineo ha permesso di guardare alla materia da due angolazioni diverse Da un lato, il ruolo del Corecom Sicilia, l'organo che vigila operativamente sui 71 comuni al voto, pronto a intervenire sia d'ufficio che su segnalazione in caso di violazioni dell'art. 9 della legge 28/2000. Dall'altro, Mantineo – intervenendo anche come membro del Consiglio di Disciplina – ha richiamato i colleghi al rispetto dei doveri deontologici. Mantineo ha anche ricordato le tipologie di sanzioni. Dalle sanzioni amministrative del Corecom con l'obbligo, dannoso per l'immagine dell'Ente, di pubblicare messaggi correttivi con massima visibilità sulla home page del sito istituzionale sino anche a sanzioni pecuniarie.
Il commissario Corecom ha poi esaminato diverse tra le FAQ presenti sia sul sito del Corecom che sul sito dell'Odg, portando esempi pratici su cosa si possa o non si possa fare per rispettare la Par condicio. La registrazione integrale del webinar verrà pubblicata sul sito di Assostampa.
Di seguiti i link alle FAQ:
https://www.corecomsicilia.it/par-condicio-2-2/
https://www.odgsicilia.it/giornalisti-e-par-condicio-le-regole-in-campagna-elettorale-n-
526.htmlhttps://www.corecomsicilia.it/pdf/WEB_corecom%20brochure%20apr%202026.pdf











