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I giornalisti siciliani in sciopero per il contratto: "Una retribuzione dignitosa garanzia anche per i cittadini"

Una manifestazione con decine di giornalisti davanti alla sede di Assostampa dove campeggiava lo strizione "Libertà di stampa=democrazia. Così il terzo giorno di sciopero per rinnovo del contratto di lavoro (FNSI-FIEG) dei giornalisti italiani. L’Associazione siciliana della stampa (Fnsi) ha promosso una manifestazione in sostegno della nuova protesta organizzata dalla Federazione nazionale della stampa contro il mancato rinnovo da 10 anni del contratto nazionale di lavoro che riguarda migliaia di giornalisti che ogni giorno assicurano con il loro lavoro l’informazione attraverso i quotidiani, le televisioni e le agenzie di stampa a tutto il Paese. I giornalisti siciliani si sono riuniti giovedì pomeriggio alle 17,30 davanti alla nuova sede di Assostampa Sicilia all’interno dei Cantieri culturali alla Zisa in piazza Pina Bausch accanto al Cre.zi. Plus.
Molti gli interventi dei partecipanti dal segretario regionale di Assostampa Giuseppe Rizzuto a Claudio Reale del Cdr della TgRai Sicilia, dal presidente dell'Inpgi Roberto Ginex al vicesegretario regionale del sindacato Roberto Leone. Presenti anche il consigliere nazionale della FNSI Giancarlo Macaluso, la presidente del consiglio di Assostampa Tiziana Tavella il segretario della sezione di Palermo Gianluca Caltanissetta, Franco Nuccio, consigliere dell'Ordine regionale dei giornalisti, Salvo Messina revisore dei conti dell'Ordine e molti altri colleghi di quasi tutte le testate che hanno aderito alla protesta. Forte l'adesione alla protesta, mentre tutti hanno sottolineato l'esigenza dell'unità e della rivendicazione di un mestiere che resta pilastro della democrazia. "Una adeguata retribuzione è garanzia di autonomie e indipendenza: serve oltre che ai giornalisti soprattutto ai cittadini che hanno il diritto di essere informati in modo trasparente e completo". Una battaglia che oltre ai giornalisti assunti riguarda anche i free lance e quindi la definizione dell'equo compenso sulla quale la Federazione sta spingendo i ministeri competenti e il governo per arrivare ad una definizione delle cifre minime da attribuire al lavoro giornalistico.











