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Contratto, Repubblica Palermo: “Adesione a sciopero Fnsi atto di solidarietà sindacale e difesa della democrazia”

Aderire allo sciopero proclamato dalla Fnsi non è solo un atto di solidarietà sindacale, ma un gesto attivo di difesa della democrazia. In un’epoca dominata da algoritmi e fake news il lavoro giornalistico garantisce la verifica delle fonti e la qualità dell'informazione, pilastri fondamentali e insostituibili per un’opinione pubblica consapevole. Fermarsi e rinunciare a un giorno di paga, per chi ha il contratto, o non vedersi pubblicare un articolo e quindi rinunciare al pagamento di un pezzo per chi quel contratto non ce l’ha e lavora a cottimo, significa accendere un faro sulla precarietà che affligge il settore: contratti fragili e tutele ridotte minano l'indipendenza di chi scrive, rendendo il cronista più vulnerabile a pressioni esterne e meno in grado di verificare la veridicità delle fonti e fornire un prodotto di qualità.
Senza un'equa remunerazione e il riconoscimento dei diritti fondamentali, la libertà di stampa diventa un concetto astratto. Scioperare serve a ricordare agli editori e alle istituzioni che l'informazione non è una merce qualsiasi, ma un bene pubblico essenziale. È una protesta contro lo svuotamento delle redazioni e l'uso distorto dell'intelligenza artificiale che senza un’adeguata regolamentazione finirà per sostituire deskisti e cronisti producendo informazione manipolabile e di scarsa qualità.
Partecipare compatti significa dare forza alle trattative per il rinnovo del contratto fermo da ormai troppi anni e proteggere il futuro delle nuove generazioni di professionisti. La Fieg ha infatti definito “privilegi” i diritti dei giornalisti, accusando la Fnsi di avere rifiutato un contratto diversificato per i nuovi assunti e che avrebbe portato a un taglio lineare del 22 per cento sugli stipendi dei futuri giornalisti assunti. Professionisti che in molti casi adesso sono precari e aspettano la stabilizzazione da anni se non in alcuni casi da oltre un decennio.
Difendere il proprio lavoro oggi significa garantire ai cittadini il diritto di essere informati correttamente domani.
27 marzo: giornalisti in sciopero "per il rinnovo del contratto, per il futuro dell'informazione"











