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Sciopero, il Cdr TgrRai Sicilia “Compatti per difendere l’informazione ed i contratti dei futuri cronisti”
Scioperare in maniera compatta, per difendere prima di tutto il diritto all’informazione dei cittadini e i contratti dei giovani cronisti del futuro. È questo il senso della protesta che venerdì 27 marzo e poi giovedì 16 aprile vedrà ancora una volta i giornalisti di tutta Italia incrociare le braccia: se ne è parlato oggi nell’assemblea dei Comitati di redazione della Rai, che si è tenuta in maniera virtuale alla presenza della segretaria generale della Federazione nazionale della Stampa Italiana Alessandra Costante. Nel suo intervento, Costante ha ricordato lo sciopero del 28 novembre, in occasione del quale, ha detto, “abbiamo dato l’immagine di una categoria molto compatta. Gli editori hanno scommesso che non saremmo riusciti a ripetere la mobilitazione. Stanno scommettendo contro la categoria, contro il futuro dell’informazione”. Il futuro è la chiave: in risposta al comunicato della Fnsi letto sabato scorso nei telegiornali e nei giornali radio delle reti Rai (“Grazie alla richiesta all’azienda dell’Usigrai, che in questo modo si è spesa per tutta la categoria”, ha sottolineato Costante) e pubblicato su tutti i giornali italiani, la Federazione italiana degli editori ha diramato un comunicato che secondo la segretaria della Fnsi “ha sollevato il velo sulla volontà della controparte”. La Fieg ha infatti definito “privilegi” i diritti dei giornalisti, ricordando come la Fnsi abbia rifiutato un contratto diversificato per i nuovi assunti. Una scelta che Costante rivendica: “Si tratterebbe – ha detto – di un taglio lineare del 22 per cento che andrebbe a colpire i giornalisti del futuro. Giornalisti che in molti casi adesso sono precari e aspettano la stabilizzazione”.
L’adesione allo sciopero è convinta e motivata da parte dei cronisti Rai. Secondo il segretario dell’Usigrai Daniele Macheda quello dei giornalisti è “uno dei contratti che da più tempo attendono di essere rinnovati” e “serve una forte manifestazione di contrasto alla logica messa in campo dalla Fieg, una protesta che sia presupposto per avere un tavolo di confronto”. Macheda ha ricordato infatti come i giornalisti italiani abbiano perso per effetto dell’inflazione quasi un quinto della propria retribuzione: “In qualche altro contesto – ha detto il segretario dell’Usigrai – sarebbe scontato non rinviare il rinnovo”.
Proprio a proposito dei precari, l’assemblea si è soffermata poi anche sulla selezione in corso alla Rai per la stabilizzazione dei tanti giornalisti da anni in servizio senza un contratto appropriato: l’azienda si era infatti impegnata a concludere il percorso entro il 31 dicembre 2025, ma ancora non ha sbloccato neanche un’assunzione. “Una presa in giro per chi ha firmato l'accordo – aveva scritto in mattinata in una nota l’esecutivo Usigrai – per i vincitori che aspettano il contratto giornalistico e per tutti quei colleghi della Tgr che da tempo stanno attendendo il trasferimento per ricongiungersi con le proprie famiglie o per legittime ambizioni professionali. Non solo, questa situazione causa grandi disagi alle redazioni della Tgr e delle Testate nazionali, da tempo sotto organico e alle prese con piani ferie da definire senza conoscere l'esatta composizione della redazione”. In base all’accordo sottoscritto da Rai e Usigrai, dopo la conclusione del percorso di stabilizzazione e comunque entro il 2026 dovrà essere avviata una selezione rivolta all’esterno.
27 marzo: giornalisti in sciopero "per il rinnovo del contratto, per il futuro dell'informazione"











