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Amici e tanti colleghi per l'ultimo saluto a Alberto Stabile. "Eleganza, essenzialità e riservatezza: la sua lezione"
Chiesa delle Croci colma di parenti, amici e di tanti colleghi per l’ultimo saluto ad Alberto Stabile, morto a 78 anni dopo una breve malattia. Il giornalista, cresciuto alla scuola dell’Ora, e diventato poi inviato e corrispondente dal Medioriente di Repubblica, chiamato da Scalfari nel gruppo dei fondatori, è stato salutato da una folla attenta e commossa che ha seguito alla fine della messa, il breve ma denso discorso del figlio Gabriele che ha ricordato la qualità del padre.
"Riservato ed elegante, capace anche di cazziatoni terribili, ma sempre pronto a riprendere il dialogo, perché la porta deve restare sempre aperta. So che apprezzerai che riesco a non mostrare la mia commozione". Gabriele ha ricordato quindi le centinaia di messaggi e mail giunti in queste ore alla famiglia, a lui e alla compagna Gisella Costanzo, da parte di colleghi che in tutto il mondo avevano apprezzato le sue qualità, la sua capacità di raccontare la realtà che lo circondava, ma anche di sapersi divertire e di sapere organizzare quelle serate in cui, oltre al buon cibo siciliano, c'erano i racconti che scendevano in profondità per spiegare quello che accadeva attorno a loro, in quei posti difficili in cui si dovevano raccontare le tragedie della guerra come in Iraq o i conflitti permanenti come in Palestina.
Dopo il funerale, la salma è stata trasferita nel cimitero di Trapani, dove verrà tumulata nella tomba di famiglia.









