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No alle Leggi bavaglio, sit-in dei giornalisti siracusani: "Qui perché i cittadini non perdano il diritto ad essere informati"

No alle Leggi bavaglio, sit-in dei giornalisti siracusani: "Qui perché i cittadini non perdano il diritto ad essere informati"

I giornalisti siracusani dicono no alle Leggi bavaglio e lo fanno manifestando con un sit in organizzato davanti alla Prefettura, in piazza Archimede. Una mobilitazione che segue quanto indicato dalla FNSI e prosegue nel solco già tracciato da Assostampa Sicilia a Palermo.

"Questa giornata non è soltanto nostra - ha commentato il segretario provinciale Prospero Dente - Accanto a noi ci sono tutti i cittadini che devono continuare ad avere il diritto di essere informati. Questo significa difendere la nostra Costituzione e, quindi, i valori della nostra democrazia". 

Dalla legge Cartabia all’emendamento Costa passando per la riforma del ministro Nordio, con le limitazioni sulle intercettazioni, e il progetto di legge Balboni che vorrebbe colpire la diffamazione con ammende smisurate – mentre nulla è stato fatto contro le querele temerarie –, il mondo dell’informazione è sottoposto dal Governo e dal Parlamento a una serie di misure che ne restringono sempre di più il raggio di azione a tutto danno non solo dei giornalisti e del loro diritto/dovere di raccontare i fatti ma anche del diritto dei cittadini a essere informati.

 In piazza Archimede sono arrivati anche dalla provincia, cronisti e corrispondenti di quotidiani e agenzie che vivono già una condizione difficile e che rischia di diventare ancora più complicata con la chiusura di dei canali ufficiali di informazione.

sit in 2Una delegazione è stata ricevuto dal Prefetto, Raffaela Moscarella (foto a destra), alla quale è stato consegnato un documento (qui il testo integrale) che la rappresentante di Governo trasmetterà al ministro. 

Impedendo di pubblicare gli atti di indagine non coperti da segreto e le misure cautelari fino all’udienza preliminare, come si legge nel documento, l’emendamento Costa rappresenta la punta più avanzata tra tutti i tentativi di imbavagliare la stampa compiuti fino ad oggi. Non si tratta di una misura garantista, come i sostenitori continuano ad affermare, ma di un provvedimento che vuole solo impedire ai cittadini e ai giornalisti di svolgere quella funzione di controllo "che – come più volte ci ha ricordato il presidente Mattarella –  è l’essenza di ogni democrazia liberale e che si estrinseca essenzialmente attraverso la circolazione di informazioni certe e verificate, fondate su atti e su fonti ufficiali".

"Parlano di garantismo - ha concluso Dente - ma proprio questa mattina, per alcune ore, il comunicato stampa della Distrettuale Antimafia ha aperto la caccia al nome tra tutti i candidati a sindaco nei paesi della provincia nelle Amministrative del 2022. Citare che tra gli arrestati c'è un ex competitor alla fascia di primo cittadino senza nessuna indicazione, non ha sicuramente garantito la tranquillità di chi si è trovato subito additato dai leoni da tastiera". 

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