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Rai, Fnsi e Usigrai: «Necessario ristabilire corrette relazioni industriali»


Dopo il rifiuto di mandare in onda un video-comunicato sindacale sul taglio dell'edizione notturna dei tg regionali, i rappresentanti dei giornalisti si sono ritrovati nella sede del Consiglio nazionale dell'Ordine per annunciare un «fronte comune» contro l'atteggiamento dei vertici aziendali. «Urgente aprire il confronto sul futuro del servizio pubblico», ribadiscono.

fnsi conferenza rai usigrai gen 2022

Un video-comunicato sindacale in cui si torna a denunciare il taglio della terza edizione dei tg regionali Rai. Doveva essere trasmesso ieri, 11 gennaio, «ma il vertice aziendale ne ha negato la messa in onda», denuncia l'Usigrai, che ha deciso di rendere noto il video-messaggio nel corso di una conferenza stampa convocata insieme con la Fnsi nella sede del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti.

«Una vicenda che ha dell'incredibile, un'azione inappropriata che ci lascia stupiti per l'arroganza con cui è stata portata avanti», ha esordito il segretario dell'Usigrai, Daniele Macheda, che in apertura ha riassunto il braccio di ferro tra sindacato e azienda dopo l'annuncio dell'ad Carlo Fuortes di voler tagliare i tg regionali «senza alcun confronto con il sindacato – ha spiegato – senza discutere con le parti sociali alcun piano».

Per Macheda, «la dignità del lavoro e dei contratti va difesa strenuamente. Ecco perché – ha ribadito – chiediamo di aprire subito il confronto e rifiutiamo la logica dei tagli lineari e delle azioni di forza che non spiegano il progetto della Rai Servizio Pubblico per questo Paese».

A fare gli onori di casa il presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine, Carlo Bartoli, che, dopo aver ricordato il giornalista David Sassoli, si è detto «orgoglioso che l'Ordine torni ad essere, anche fisicamente, la casa dei giornalisti» e confermato che «su questa vicenda siamo al fianco del sindacato e dei colleghi Rai, come già è avvenuto in occasione dello sciopero del 29 dicembre scorso. Occorre fare fronte comune ed esteso – ha concluso – contro la decisione di tagliare i tg regionali».

Sulla stessa lunghezza d'onda il presidente della Fnsi, Giuseppe Giulietti, per il quale, «l'azienda è riuscita a mettere insieme tutti gli organismi della categoria per far fronte comune a una ferita grave e profonda, una ferita – ha rimarcato – costituzionale e istituzionale». Quanto accaduto in Rai, ha proseguito, «non ha precedenti neanche nei momenti più bassi della Rai lottizzata: si vuole calpestare il contratto di lavoro e i diritti dei lavoratori. Un fatto gravissimo. Se può accadere in Rai, può accadere ovunque».

Per Giulietti, infine, «il contratto di servizio prevede che l'azienda convochi i sindacati per confrontarsi sul piano e poi lo approvi. Non esiste che prima tagli e poi approvi. L'azienda sappia che le azioni che saranno decise dall'Usigrai avranno l'appoggio di tutti gli organismi della categoria, dentro e fuori dai tribunali», ha concluso.

All'avvocato Bruno Del Vecchio il compito di illustrare gli aspetti tecnici della vicenda. «Quel video-comunicato – ha notato – non offende nessuno, la procedura di richiesta della messa in onda è stata rispettata da parte del sindacato, ma il comunicato non sarà mandato in onda per "motivi editoriali". Però, ai sensi del contratto giornalistico, i motivi editoriali non possono essere motivo di opposizione alla messa in onda di un comunicato sindacale. E, inoltre, se l'editore avesse ritenuto che vi fossero motivi per non pubblicare il comunicato, avrebbe dovuto attivare la procedura prevista dal contratto, coinvolgendo l'Associazione di Stampa competente per territorio. E non l'ha fatto. È una questione di (mancato) rispetto delle regole e, in fondo, è un problema di democrazia».

A chiudere la conferenza stampa il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso. «Giusto essere qui per rimarcare la necessità di denunciare il comportamento della prima azienda culturale del Paese, che sembra voler procedere come se non dovesse esistere alcuna forma di confronto, come se si volessero cancellare anni di relazioni industriali. Questo è il nodo: è una questione di metodo. Prima di parlare del se e del come rimodulare l'offerta informativa è necessario ristabilire corrette relazioni industriali», ha rilevato.

«La Rai – ha incalzato – deve riconsiderare il proprio comportamento: anche all'interno del servizio pubblico radiotelevisivo siamo in una fase di trasformazione che nessuna azienda che voglia dirsi ben governata può pensare di guidare senza corrette relazioni industriali. Ferme restando le azioni giudiziarie già avviate, mi auguro che possa esserci un "ravvedimento operoso" e che l'azienda si renda conto che è necessario creare un clima di reciproca legittimazione e collaborazione».

E sulla vicenda della mancata messa in onda del comunicato sindacale, «è una violazione delle regole – ha concluso Lorusso – e seguiranno delle azioni. C'è nel Paese una sorta di corrente di pensiero per cui il sindacato va messo da parte. Stiamo parlando di diritti costituzionali: libertà e garanzie che sono ancora in vigore. Se qualcuno pensa che si debba creare una Costituzione materiale per cui si debbano di fatto cancellare diritti e libertà dei lavoratori, noi questo non lo possiamo consentire».

Alla conferenza stampa, fra gli altri, erano presenti anche Vittorio Di Trapani, segretario generale aggiunto della Fnsi; Paola Spadari, segretaria del Cnog; Guido D'Ubaldo, presidente dell'Ordine dei giornalisti del Lazio e Fabrizio De Jorio, in rappresentanza dell'Associazione Stampa Romana, che hanno ribadito l'adesione alla protesta di Fnsi e Usigrai; componenti dei Cdr delle testate Rai. Collegato da remoto il consigliere di amministrazione Rai eletto dai dipendenti, Riccardo Laganà.

MULTIMEDIA 
Di seguito il video comunicato sul taglio dell'edizione notturna dei tg regionali Rai.

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