Lunedi, 9 dicembre 2019 ore 08:23
Accedi

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Una vittoria di Assostampa l’insediamento della Commissione per l’Equo Compenso nelle redazioni giornalistiche

andrea martella

Dopo le numerose diffide da parte delle Associazioni della Stampa Siciliana, Romana e del Friuli Venezia Giulia e il ricorso al Tar vinto lo scorso marzo da Assostampa Sicilia e Stampa Romana per ottenerne la convocazione, mercoledì 4 dicembre alla presenza del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Andrea Martella, si è insediata presso il Dipartimento per l’Editoria, nella nuova composizione, la Commissione per l’Equo Compenso dei giornalisti non subordinati nelle redazioni.

La legge 233/2012 interviene stabilendo modalità di compenso, tracciabilità e sanzioni a tutela del lavoro giornalistico autonomo e precario. Finora è rimasta inapplicata.

Sono passati più di cinque anni dall’unico provvedimento esitato, la delibera del 2014 che stabiliva una remunerazione che di equo non aveva neanche l’ombra, tant’è che prima il Tar nel 2015, poi il Consiglio di Giustizia amministrativa nel 2016, ne hanno disposto l’annullamento.
L'organismo a tutela dell'equità retributiva dei giornalisti non è più stato convocato. Nel frattempo la legge 172 del 2017 ha sancito il diritto all'equo compenso per qualsiasi attività di lavoro autonomo, anche per le professioni non ordinistiche.
Passati tanti anni, è il caso di chiarire che la Commissione EC non ha però alcuna competenza per rimediare ad un altro aspetto della precarizzazione del lavoro nelle redazioni, cioè l’esistenza dei cococo per i giornalisti, istituto contrattuale tutto italiano largamente utilizzato per mascherare rapporti in realtà di lavoro subordinato.

La via maestra da perseguire appare quella di fare appello al doveroso ruolo di garanzia che spetta al Sottosegretario all’Editoria Martella, in quanto Presidente della Commissione EC. Va chiesta la puntuale applicazione della norma per evitare il ripetersi delle modalità stravolgenti adottate nel 2014, che portarono all’annullamento da parte della Giustizia amministrativa di quanto deliberato dalla Commissione e, soprattutto, il blocco dei lavori.
La legge 233/2012 infatti impone di stabilire un equo compenso per i non subordinati che deve essere quantificato in coerenza con quello dei subordinati. Ma stabilisce anche che ogni patto contenente condizioni contrattuali in violazione dell'equo compenso è nullo.

Nel 2014 si procedette all'esatto contrario. Abdicando al suo ruolo super partes e piegandosi alle fortissime pressioni degli editori, la Commissione delegò la definizione del compenso (incredibile a dirsi) ad una preventiva contrattazione tra Fieg e Fnsi sul lavoro autonomo, rendendo inutile il ruolo della Commissione stessa, che semmai avrebbe dovuto ritenere nullo un compenso contrattato non coerente con quello dei giornalisti subordinati. Non ci fu infatti alcuna perequazione, solo delle tariffe inventate ad hoc (e perfino quelle generalmente non rispettate).
Compito della Commissione ora rimane quello di stabilire un’efficace procedura di conversione tra i compensi dei subordinati e non subordinati. Non una tabella come quella della delibera annullata, che assegna numeri arbitrari (3000 euro l’anno, lunghezza minima 1800 battute, numero minimo 144 articoli).

Illegittima ovviamente anche la limitazione della platea di applicazione ai soli cococo. La legge non pone limitazioni: la tutela spetta a tutti i giornalisti non subordinati, senza se e senza ma.

Carlo Verna“Negli ultimi anni la condizione e la natura del lavoro giornalistico è profondamente e drammaticamente cambiata – ha affermato il presidente nazionale dell'Ordine dei giornalisti, Carlo Verna –   esistono condizioni di disperazione e precarietà che vanno rimosse al più presto. Come è stata  trovata una soluzione per i rider così deve essere trovata una via d’uscita per i giornalisti. Bisogna rimuovere delle inaccettabili sacche di povertà e sfruttamento che non solo incidono sulla dignità del lavoro e delle persone ma, nel caso dei giornalisti,  minano l’essenziale funzione democratica di chi, per mestiere, deve raccontare la verità sostanziale dei fatti”.

Mattia Motta"I giornalisti senza un contratto di lavoro stabile rappresentano 3 attivi su 4 e condividono un problema retributivo immenso", ha detto in Commissione Mattia Motta, segretario generale aggiunto Fnsi. Si tratta di giornalisti che non si occupano della 'seconda fila' del sistema dell'informazione, spiega Motta: "siamo nei consessi politici, nelle aule di giustizia, copriamo i 'giri di nera' e in comune abbiamo il fatto di essere pagati pochi euro al pezzo. Questa Commissione si occupa di altra cosa rispetto alla contrattazione nazionale, che spetta alle parti sociali, tuttavia il giusto compenso è determinante per la tenuta del sistema". La delibera del 2014 che prevedeva perfino il 'demoltiplicatore', per il quale 'più scrivi, meno ti pago', è inaccettabile. "I cittadini, in quest'epoca di 'iperinformazione', hanno bisogno di giornalisti indipendenti e liberi, soprattutto dai bisogni materiali, e questo passa dalla definizione di un equo compenso".

La Commissione deve provvedere al costante aggiornamento dell’elenco delle testate adempienti, quindi è una commissione permanente (durata sine die) che assicura la tutela stabilendo modalità di compenso, tracciabilità e sanzione.
La procedura di controllo automatico, analoga a quella del DURC (documento unico di regolarità contributiva) per i lavoratori subordinati, consente un controllo a monte che evita debba essere lo stesso giornalista sfruttato ad iniziare la vertenza.

La tracciabilità del lavoro giornalistico autonomo è la strumento procedurale che deve consentire di redigere l’elenco delle testate giornalistiche che rispettano l’equo compenso, e provvedere al suo costante aggiornamento.

La sanzione per gli editori che perdono i requisiti di regolarità per l’iscrizione nell’elenco è la decadenza dal contributo pubblico in favore dell'editoria, nonché da eventuali altri benefici pubblici. Ovvio che non piaccia agli editori.

 

Giornalisti: Assostampa Catania contesta "Addetto stampa solo con la patente A"

ASSOSTAMPA CATANIA 3x4La segreteria di Catania dell’Associazione siciliana della stampa contesta il bando del Gal Terre dell’Etna e dell’Alcantara che prevede per i giornalisti, oltre a una “adeguata conoscenza della lingua italiana parlata e scritta”, anche il possesso della patente "A" che abilita alla guida dei motoveicoli.
Nello stesso bando – osserva ancora il sindacato dei giornalisti - si chiede, a dispetto delle normative sull'autocertificazione, che titoli e punteggi debbano “essere comprovati da idonea documentazione attestante l’attività svolta (Contratti di lavoro, provvedimenti di conferimento di incarico etc.)', in aperto contrasto con il codice dell'Amministrazione digitale del 2015".
Inaccettabile anche la definizione del rapporto di lavoro e il calcolo della retribuzione, che "Il Gal si riserva di stabilire a suo insindacabile giudizio, modi e tempi di stipulazione del contratto, nonché di rinunciarvi".

"Alle amministrazioni pubbliche e private – afferma Assostampa Catania - chiediamo bandi semplici e trasparenti, senza ardite improvvisazioni che portano soltanto a ricorsi e impugnative. E il nostro sindacato è sempre a disposizione per fornire le opportune consulenze nel trattare gli argomenti peculiari dell'ordinamento giornalistico".

Unci e Anm promuovono la prima manifestazione antimafia del 2020

giardino della memoria ciaculli

Si svolgerà il 1gennaio 2020 alle ore 10 al Giardino della Memoria di via Ciaculli a Palermo, la quarta edizione dell’evento promosso da Unione cronisti e Associazione nazionale magistrati, dal titolo: "Comincia il nuovo anno,  ricordiamoli ogni giorno".

 La manifestazione vedrà la partecipazione, oltre alle autorità istituzionali, dei familiari di alcuni dei caduti. Un momento dunque di coesione, cronisti e magistrati insieme nel ricordo di tutte le vittime della mafia. 

Capodanno dunque al Giardino della Memoria di Palermo, nel sito confiscato a Cosa nostra e gestito da Unci e Anm. Si tratta della prima manifestazione antimafia del 2020 in Italia.

"Anche nel primo giorno del 2020 – sottolinea l’ideatore dell’iniziativa, il giornalista Leone Zingales, presidente del Gruppo siciliano dell’Unci -  celebreremo ricordandole, in questo sito che fu della mafia, tutte le vittime: imprenditori, giornalisti, magistrati sindacalisti, religiosi, poliziotti, carabinieri, e tutti coloro che sono stati uccisi dalle mani insanguinate della mafia.  Le vittime di Cosa nostra, lo ribadisco anche in questa occasione, vanno  ricordate tutti i giorni e non soltanto nel corso delle varie commemorazioni, durante gli anniversari o nei convegni di celebrazione. La lettura di alcuni testi poetici, inoltre, contribuirà ad accrescere il valore dell’iniziativa. Anche con la cultura si sconfigge la mafia: lo sostenevano il generale Dalla Chiesa ed il giudice Chinnici".

Con il libro “Serafiche frequenze”, quattordici giornalisti siracusani promuovono un'iniziativa per la prevenzione di patologie cardiovascolari

serafiche presenze

Marcello Sorgi: “Perché proprio a me? Un libro che cerca di rispondere a questa domanda”

Presentato il libro Serafiche presenze, pubblicato dalla casa editrice siracusana Sampognaro & Pupi. Il libro è nato da un’idea di Prospero Dente, che ne ha curato la pubblicazione insieme al collega giornalista Aldo Mantineo, con il desiderio di sostenere un progetto solidale per la città di Siracusa, per la prevenzione di patologie cardiovascolari.

cover Serafiche presenzeD’accordo con la casa editrice Sampognaro & Pupi, che ne ha sposato le finalità, i proventi delle vendite saranno destinati all’acquisto di un defibrillatore e del relativo corso per due referenti per l’Istituto Comprensivo Santa Lucia di Siracusa. Con questo fine, sono stati coinvolti 14 giornalisti, Toi Bianca, Damiano Chiaramonte, Prospero Dente, Francesco Di Parenti, Gaetano Guzzardo, Massimo Leotta, Aldo Mantineo, Carmelo Miduri, Katia Scapellato, Gaetano Scariolo, Sebastiano Spicuglia, Vincenza Tomaselli, Laura Valvo, Alessia Zeferino che insieme ad un intruso, Signor Ossimoro, hanno aderito al progetto, partecipando ciascuno con un proprio racconto.

Il libro, dopo la consegna della prima copia alla biblioteca dell’Ospedale “Umberto I” di Siracusa, è stato presentato al pubblico in una gremita sala “Amorelli” di palazzo Greco, sede dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico.

Insieme agli autori, il dott. Marco Contarini, Direttore dell’UTIC, Emodinamica e Elettrofisiologia dell’ospedale “Umberto I” di Siracusa, che ha curato la prefazione del volume, e Daniela Tralongo della casa editrice Sampognaro&Pupi.

Serafiche frequenze, in vendita nelle librerie, nelle librerie online e acquistabile anche sul sito della casa editrice, raccoglie i racconti di quindici autori, parole affidate a quell’unica frequenza che ci rende vivi: l’eterno ripetersi di emozioni contrastanti.

Vi si raccontano il dolore e l’orgoglio di un padre per un figlio diverso, il dramma della memoria perduta, dell’amore che resta nonostante tutto. Vi si celebra la gioia di vivere e rinascere, dal cancro, dalla droga, dai crimini della Storia. I ricordi scaturiscono dai sapori, dai ritorni, dai giochi; la fantasia diverte, riportando i rimproveri di un cuore stanco o di un filosofo offeso. Fiabe d’altri tempi si alternano al presente, quello delle ingiustizie e delle disparità.

Marcello Sorgi ha aderito all’iniziativa con un suo scritto che, oltre ad un flash leggibile sulla fascetta, arricchisce lo speciale segnalibro di Serafiche frequenze.

 serafiche presenze 1

Rinnovati i vertici siciliani dell’UNCI-Unione Nazionale Cronisti Italiani. Leone Zingales presidente con Filippo Romeo vice

 Romeo Zingales

(Da destra nella foto) Leone Zingales nuovo presidente del gruppo, Filippo Romeo vice-presidente

Elezione del Gruppo cronisti siciliani. L’assemblea dell’Unci Sicilia riunita a Palermo, alla presenza del segretario e del presidente dell’Assostampa, Ginex e Cicero

 
Il palermitano Leone Zingales è il nuovo presidente del Gruppo siciliano dell'Unci (Gruppo di specializzazione dell'Assostampa-Fnsi). Subentra ad Andrea Tuttoilmondo.
Il vice-presidente del Gruppo è il catanese Filippo Romeo mentre Tesoriere è stato riconfermato Daniele Ditta.  Gli altri membri del Consiglio direttivo sono: Gioia Sgarlata, Salvo Ricco, Antonella Romano, Andrea Tuttoilmondo oltre al fiduciario della sezione di Siracusa, Francesco Nania.
L'elezione è avvenuta per acclamazione al termine dell'assemblea regionale del Gruppo di specializzazione che si è svolta a Palermo nei locali dell'Assostampa regionale, alla presenza del segretario regionale dell'Assostampa Roberto Ginex, e del presidente regionale dell'Assostampa Alberto Cicero.
 Zingales, 59 anni, vice presidente nazionale dell'Unci, collabora con La Sicilia ed è l'ideatore della Giornata nazionale della Memoria dedicata ai giornalisti uccisi da mafie e terrorismo. Si occupa di cronaca da 35 anni durante i quali ha collaborato per numerosi organi di informazione. Ha scritto 37 libri ed è anche l'ideatore del Giardino della Memoria, il sito della borgata palermitana di Ciaculli confiscato alla mafia e che è gestito da Unci e Anm dal 2005, e del Giardino dedicato alla Libertà di Stampa che si trova nella piazza XIII Vittime di Palermo. 
“La strada da percorrere è quella già indicata in questi anni - ha sottolineato Zingales. Legalità, lotta alla mafia, tutelare e difendere i cronisti nella loro attività sul territorio e mantenere viva la memoria dei nostri caduti”.  
Filippo Romeo, 43 anni, capo redattore dell'emittente Rei Tv, dal 2017 è il presidente della sezione Unci di Catania.

 

Assostampa su incarico portavoce nel Comune di Erice (Trapani)

Erice panorama

Che la Sindaca di Erice senta la necessità di dotarsi di un portavoce, invece di proseguire nelle sue esternazioni a mezzo comunicati stampa da lei stessa firmati, non solo è previsto dalla legge ma evita così di incorrere in violazioni di legge.

ASSOSTAMPA TRAPANI 3x4Bene quindi la decisione di emanare lo scorso 15 novembre un avviso pubblico per il conferimento di un incarico a tempo parziale per “l’espletamento delle funzioni di portavoce di cui all’art. 7 della L. 150/2000 presso l’ufficio di Staff del Sindaco”. E lo fa secondo le modalità da noi indicate 13 mesi fa a tutte le amministrazioni locali della provincia di Trapani, e condivise anche dalla segreteria regionale dell’Assostampa, perché pur trattandosi di incarico fiduciario, questo va conferito in osservanza del fondamentale principio di trasparenza che deve connotare l’attività dell’Amministrazione.

Ma poi  ecco l’inghippo:  vengono esemplificati i compiti che questa “figura professionale dovrà svolgere: Gestione e coordinamento dei processi di comunicazione esterna ed interna in relazione ai fabbisogni dell’utenza ed agli obiettivi dell’amministrazione, definizione di procedure interne per la comunicazione istituzionale, gestione degli eventi istituzionali, raccordo dei processi di gestione dei siti internet, nonché delle comunicazioni digitali WEB e social, anche nell’ottica dell’attuazione delle disposizioni in materia di trasparenza e della comunicazione esterna dei servizi erogati dall’Amministrazione e del loro funzionamento, redazione e trasmissione dei comunicati stampa, rassegna stampa giornaliera, pianificazione strategie di pubblicità istituzionale per la divulgazione dell'attività amministrativa dell'ente”.

Un lungo elenco di attività che non sono proprie del portavoce ma dell’ufficio stampa, disciplinato dall’articolo 9 della richiamata legge 150/200 e ancor di più dalla direttiva 7 febbraio 2002 della Presidenza del Consiglio dei ministri “Attività di comunicazione delle pubbliche amministrazioni”, per il quale “il portavoce, a differenza dell’ufficio stampa, sviluppa un'attività di relazioni con gli organi di informazione in stretto collegamento ed alle dipendenze del vertice pro tempore delle amministrazioni”.

Quindi sarebbe bene che l’amministrazione ericina ritirasse l’avviso modificando i compiti del portavoce secondo le previsioni, e contemporaneamente indica un concorso pubblico, unica via per l’istituzione dell’Addetto stampa, figura professionale a cui in via esclusiva è affidata la funzione di gestire le attività di comunicazione e informazione dell’attività amministrativa di un ente pubblico.

Così come siamo in attesa che la giunta del comune di Trapani dia seguito alla mozione approvata dal consiglio comunale lo scorso marzo, che “impegna l’amministrazione a dotarsi di un ufficio stampa da affidare ad un giornalista iscritto all’ordine”. Ufficio stampa, è scritto nella mozione, non portavoce.

Vito Orlando
Segretario provinciale
Assostampa Trapani

Archiviazione per i giornalisti Ferrara e Figlioli

tribunale sentenze

Il Tribunale di Marsala ha disposto l’archiviazione del procedimento per diffamazione nei confronti dei giornalisti Vincenzo Figlioli(direttore) e Linda Ferrara (collaboratrice) della testata on line Itaca Notizie.

Il fatto: I due giornalisti erano stati querelati nel 2017 dagli ex sindaci di Alcamo (Trapani) Giacomo Sala e Sebastiano Bonventre, dall’ex assessore Antonio Manno e dall’ex consigliere sempre del Comune di Alcamo, Gaetano Intravia, in particolare i quattro esponenti politici si erano rivolti alla magistratura per un articolo apparso il 7 settembre 2017 dal titolo: “Riparte il processo Perricone: trent’anni di intrecci tra mafia, politica, imprenditoria locale (e non solo)”, dove i quattro politici erano citati nei documenti oggetto dell’inchiesta senza essere oggetto dell’indagine. 

Ma per gli ex sindaci Sala e Bonventre e per l’ex asssessore  Manno e l’ex consigliere Intravia la sola lettura dei loro nomi ledeva la loro reputazione e per questo avevano querelato la giornalista e il direttore della testata online. Ma il Gip ha dato ragione alla giornalista che ha rispettato il diritto di cronaca.

“Abbiamo sempre sostenuto Linda Ferrara e l’abbiamo difesa con il nostro legale, l’avvocato Caterina Cardinale, apprezzando pubblicamente il lavoro che lei ha svolto, rivendicando la nostra autonomia da qualsiasi pressione – ha detto il direttore Figlioli a Ossigeno – Oltre al peso economico delle parcelle dell’avvocato, che ci è sempre venuto incontro, quello che è pesato è soprattutto il carico emotivo per gli eventuali risarcimenti dei querelanti. Era su questo che puntavano, ma noi non abbiamo mai ceduto di un passo”.

Il 6 novembre in Fnsi conferenza nazionale cdr

Lorusso

Il segretario generale della Federazione nazionale della Stampa italiana Raffaele Lorusso, ha convocato per mercoledì 6 novembre la Conferenza nazionale dei comitati e dei fiduciari di redazione di quotidiani, periodici, agenzie di stampa, Rai ed emittenza nazionale, locale e privata per l’esame congiunto della situazione politico-sindacale.

L’inizio dei lavori è previsto in prima convocazione alle ore 9,30 presso la sede federale di Corso Vittorio Emanuele II, 349, Roma, seguirà la seconda convocazione programmata per le ore 10,30 sempre nella stessa sede.

Editoria, la Fnsi lancia l'allarme: «Non c'è rilancio senza salvaguardia dell'Inpgi e lotta al precariato»

Per Giunta Esecutiva e Assostampa regionali «bisogna dire basta alla politica dei tagli indiscriminati tesi a ridurre il lavoro regolare e ad incentivare i pensionamenti anticipati». Occorrono invece un «allargamento della platea degli iscritti all'ente di previdenza e politiche di inclusione nel mondo del lavoro».

«Il settore dell'editoria deve essere rilanciato. Ad essere a rischio è il pluralismo dell'informazione e il diritto dei cittadini ad essere informati». La Giunta Esecutiva della Fnsi e le Associazioni Regionali di Stampa, riunite a Roma, nell'approvare la relazione del segretario generale Raffaele Lorusso, lanciano l'allarme sulla situazione del settore.
FNSI riunione della Giunta Esecutiva con le Associazioni Regionali di Stampa
«Nel valutare positivamente le aperture del sottosegretario con delega all'Editoria, Andrea Martella – aggiungono – Giunta e Associazioni di Stampa ritengono che qualsiasi intervento per il settore non possa prescindere dalla salvaguardia dell'autonomia e dell'indipendenza dell'Inpgi. La situazione dell'Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani è il risultato di un decennio di tagli ed espulsioni dal mondo del lavoro messi in atto dalle aziende editoriali per fronteggiare la grave crisi strutturale del settore. Bisogna dire basta alla politica dei tagli indiscriminati, tesi unicamente a ridurre il lavoro regolare e ad incentivare i pensionamenti anticipati. La salvaguardia dell'Inpgi passa attraverso l'indispensabile allargamento della platea degli iscritti e la messa in campo di politiche di inclusione nel mondo del lavoro che richiedono un'inversione di tendenza da parte delle aziende e azioni di contrasto al precariato dilagante». 

Su questi temi ineludibili, concludono Giunta esecutiva e Assostampa regionali – il sindacato dei giornalisti ritiene necessario un confronto a tutto campo, e senza pregiudiziali, con il governo e con gli editori. L'apertura di una nuova stagione di tagli al costo del lavoro e di riduzione dell'occupazione, annunciata da alcune aziende, richiede una mobilitazione di tutta la categoria, con azioni di contrasto e di lotta».

@fnsisocial

Concorso giornalisti Rai, oltre 3.700 candidati per 90 posti. Usigrai: «Un successo»

Alla prima fase saranno convocati tutti gli iscritti; alla seconda e terza fase saranno ammessi i primi 270. Il sindacato dei giornalisti del servizio pubblico «rivendica con orgoglio l'impegno speso per arrivare alla nuova selezione».

 

Sono state 3.722 le candidature al concorso indetto da Rai per la selezione di 90 giornalisti professionisti da assegnare alle redazioni delle sedi regionali e delle province autonome italiane. Alla chiusura dei termini – il 28 ottobre – tutte le richieste sono state evase, nonostante la fase finale di raccolta delle adesioni sia stata caratterizzata da un incremento esponenziale delle candidature, con circa 1.400 richieste negli ultimi 3 giorni. 
rai
In particolare, durante il periodo di pubblicazione dell'Avviso di Selezione, è stata fornita da Direzione Risorse Umane Rai assistenza ai candidati su singole problematiche e puntuali risposte a tutte le richieste di chiarimenti. Alla prima fase della selezione saranno ora convocati tutti i candidati iscritti alla selezione, mentre alla seconda e terza fase saranno ammessi i primi 270.

«Un successo. La nuova selezione pubblica per giornalisti è uno straordinario risultato già dal numero delle candidature. Vuol dire che la Rai Servizio Pubblico è una azienda ancora fortemente attrattiva per chi vuole fare il giornalista». Questo il commento dell'Usigrai che, in una nota, «rivendica con orgoglio l'impegno speso per arrivare alla nuova selezione. Perché afferma in maniera irreversibile la via di accesso trasparente e meritocratica alla Rai. E perché porterà innesti preziosi per aiutare la necessaria e urgente trasformazione del Servizio Pubblico radiotelevisivo in Servizio Pubblico multipiattaforma e crossmediale».

@fnsisocial