Martedi, 29 novembre 2022 ore 15:06
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Fondi editoria, Assostampa Sicilia: “Somme pubbliche siano destinate a occupazione stabile, collaboratori, precari e qualità informazione”

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Dalla Regione Siciliana 4 milioni e mezzo di euro di aiuti agli editori, Assostampa: “Risorse da utilizzare prioritariamente alle mensilità arretrate dei collaboratori, alla qualità dell’informazione, alla piena e buona occupazione dei giornalisti”

“Agli editori siciliani arriveranno 4 milioni e mezzo di euro di contributi a fondo perduto, da parte della Regione Siciliana, attraverso l’Irfis, ma i giornalisti siciliani auspicano che queste somme, come già ricordato l’anno scorso in occasione della pubblicazione della graduatoria degli aventi diritto, servano prima di tutto a ripianare i debiti nei confronti delle decine e decine di collaboratori, che vantano crediti fino a 6 mesi, e che siano utilizzate per migliorare la qualità della informazione, l’occupazione regolare dei giornalisti e possano essere indirizzate al contrasto ad ogni forma di precarietà”.
Lo dice in una nota la segreteria regionale dell’Associazione Siciliana della Stampa, a proposito dello stanziamento del governo Musumeci a favore delle imprese che operano nel settore dell’editoria (cartacea e digitale), delle emittenti televisive e delle agenzie di stampa, che svolgono attività in Sicilia.
“Come sindacato unitario dei giornalisti – aggiunge la giunta esecutiva di Assostampa Sicilia - non possiamo che accogliere con soddisfazione lo stanziamento di 4 milioni e mezzo di euro. Tuttavia, dobbiamo rilevare come le somme erogate nel 2021 non siano state destinate ai giornalisti che continuano ad essere sfruttati e sottopagati dai grandi editori siciliani, che continuano nella politica del farsi fare credito dalla componente più debole della struttura editoriale, cioè i collaboratori pagati ad articolo anche 3 e 5 euro lordi ad articolo”.
Assostampa Sicilia, già lo scorso anno, aveva chiesto alla presidenza della Regione di vigilare sulla destinazione delle somme, controlli che evidentemente non sono stati effettuati perché nel frattempo la situazione è rimasta immutata con crediti che ammontano anche a 6-7 mesi, mentre il settore dell’informazione continua a vivere una situazione di profonda crisi che ha avuto inizio molto prima della pandemia.

“Nel prendere atto della sensibilità del governo regionale rispetto alla crisi di sistema che attraversa il settore editoriale – sottolinea la segreteria regionale del sindacato dei giornalisti - non possiamo però evidenziare che i soldi pubblici non possono servire a ripianare debiti delle imprese senza che gli imprenditori possano assumersi il rischio d’impresa”. Il sindacato dei giornalisti ha sempre chiesto che gli interventi di sostegno debbano immediatamente riflettersi positivamente sul mondo del lavoro. “Ci sono giornalisti dipendenti, collaboratori, free lance, precari – prosegue la nota - che vivono momenti di difficoltà con stipendi e compensi ridotti all’osso e troppo spesso corrisposti senza alcuna puntualità. I fondi pubblici siano rivolti a mitigare quella sofferenza, nella speranza che gli editori facciano la loro parte sotto il profilo dell'innovazione e dell’applicazione di contratti previsti dal Cngl. Ogni aiuto verso il settore dell’informazione quotidiana e periodica non può prescindere dal rispetto dell’occupazione regolare dei giornalisti e dal contrasto alla precarietà del lavoro nelle redazioni”. “Ai cittadini va garantita una corretta informazione, nell’era delle fake news e della velocità istantanea di propagazione delle notizie attraverso social media e dispositivi mobili – sottolinea il segretario regionale Roberto Ginex – opera che può esercitare soltanto un giornalismo non precarizzato, in grado di assicurare sempre, nel pluralismo delle opinioni, il controllo dei fatti e la verifica delle fonti. Chiediamo e ribadiamo, dunque, che tutti gli aiuti pubblici agli editori siano vincolati all’occupazione regolare. Ogni sostegno, diretto o indiretto, dev’essere condizionato alla tenuta dell’occupazione e al contrasto del precariato: non si devono utilizzare aiuti pubblici per distruggere l’occupazione regolare e incrementare il lavoro precario e non tutelato. Va favorita con opportuni provvedimenti l’emersione dal “falso lavoro autonomo” di molti collaboratori, e l’inquadramento come dipendenti dei cosiddetti “collaboratori strategici” delle testate”, conclude.

Infine, Assostampa Sicilia, così come ricordato anche l’anno scorso, ribadisce che all’Ars, che sta concludendo la legislatura, è fermo l’iter del Ddl presentato il 25 luglio 2019 per la promozione ed il sostegno delle imprese dell'informazione locale, prevedendo tra le finalità l'introduzione di misure di sostegno ai livelli occupazionali ed introducendo ulteriori tipologie di interventi di contrasto alla gravissima crisi di settore.


 Credits: L'immagine di copertina è stata realizzata utilizzando uno sfondo creato da freepik - it.freepik.com

 

Tags: lavoro autonomo

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