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Vertenza collaboratori La Sicilia, Assostampa: “Mancano fondi per pagare compensi arretrati da mesi, nessun accordo firmato con sindacato”

giornalisti freelance precari

La giunta regionale dell’Assostampa siciliana riunita oggi in modalità telematica ha ascoltato la relazione del segretario regionale Roberto Ginex sulla vertenza in atto al quotidiano La Sicilia di Catania e prende atto della grave situazione che riguarda gli arretrati nei pagamenti e sottolinea che nessun accordo è stato siglato con il sindacato regionale.

Per i collaboratori del quotidiano ‘La Sicilia’ al momento non ci sono fondi sufficienti per colmare le circa otto mensilità arretrate che avanzano da mesi. È quello che è emerso nel corso dell’incontro, avvenuto ieri nella sede del quotidiano catanese, tra il segretario regionale dell’Assostampa Siciliana Roberto Ginex, l’editore Domenico Ciancio e il direttore Antonello Piraneo, alla presenza anche del segretario provinciale Orazio Aleppo e del componente del cdr Concetto Mannisi.

Nei giorni scorsi un nutrito gruppo di collaboratori delle province si è riunito in ‘Coordinamento collaboratori La Sicilia’ interloquendo con il segretario Ginex affinché si facesse portavoce di un documento in cui si sintetizzavano alcuni punti relativi alle rivendicazioni: trovare una soluzione ai cronici ritardi nella corresponsione dei compensi, la mancata chiarezza sulla quantificazione dei compensi arretrati, l’assenza di comunicazioni tra editore e collaboratori sui tempi di liquidazione dei compensi, l’impossibilità nella verifica dei versamenti contributivi da parte dell’editore all’Inpgi, la mancata sottoscrizione tra le parti del contratto co.co.co ad alcuni collaboratori.

Il segretario Ginex, nel corso dell’incontro, che si è svolto in una clima di collaborazione, ha però evidenziato con fermezza tutte le questioni sul tappeto, non trovando risposte concrete da parte di un editore attento, ma che ha sostanzialmente allargato le braccia di fronte alle reiterate richieste di dare segnali di chiara attenzione, in particolare rispetto alle mensilità arretrate. Non è pensabile che i costi dei collaboratori possano essere pagati grazie ai finanziamenti a fondo perduto della Regione Siciliana. I collaboratori non possono accollarsi responsabilità come il rischio d’impresa. Non è la strada giusta.

La segreteria di Catania, qualche mese fa, in diversi casi è arrivata ad una forma di conciliazione tra editore e collaboratori sui compensi arretrati, ma nel corso dell’incontro è emerso anche che l’accordo sulle somme – diluito in alcuni mesi – non è stato sempre mantenuto. La nota diffusa ieri dalla segreteria di Catania, non concordata con la segreteria ragionale, non restituisce in modo completo quanto accaduto nell'incontro con l'editore e il direttore, tra l'altro, non cita il Coordinamento dei collaboratori de La Sicilia, da poco costituito, e ignora le competenze istituzionalmente affidate agli organi esecutivi del sindacato (Giunta e Segreteria) e agli organismi del lavoro autonomo a tutela dei collaboratori. La conseguenza è stata che, stamattina, collaboratori non catanesi si sono rivolti ai rispettivi segretari provinciali per chiedere cosa stesse succedendo e perché le loro istanze fossero rappresentate da chi non era stato delegato a farlo.

La vertenza dei collaboratori de La Sicilia non riguarda solo colleghi catanesi e, dunque, va condotta in ambito regionale. Cercare soluzioni in sede di singola sezione locale (soluzioni, per altro, spesso non rispettate dalla controparte) serve solo a indebolire tutti i collaboratori e l'Assostampa.

La linea di questo sindacato è una sola: a fronte della richiesta di una prestazione l’editore ha il dovere di formulare l’incarico in forma scritta, rispettare il pagamento entro 30 giorni, corrispondere un compenso che sia equo. Ricordiamo che La Sicilia, così come altri quotidiani del resto, paga i collaboratori pochi euro. Non soltanto pochi, ma anche in ritardo. La qual cosa è intollerabile, anche nella consapevolezza che i collaboratori realizzano non meno del 60% degli articoli che poi i lettori trovano nel loro quotidiano. Non è più accettabile che l’editore allarghi le braccia, pretendendo di lasciare intatte le politiche di sfruttamento adottate storicamente dall’azienda.

La Giunta regionale auspica che non vi siano più fughe in avanti e iniziative non concordate con il segretario regionale.

 

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