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Uffici stampa pubblici, la Sicilia ha la contrattazione collettiva ma la burocrazia non la applica

Una lettera inviata ai vertici nazionali del sindacato dei giornalisti sollecita un intervento deciso in materia di applicazione del contratto giornalistico nella PA. La Sicilia dispone dal 2007 di una specifica contrattazione per gli uffici stampa, siglata con la Regione Siciliana, che prevede l’applicazione del Ccnl Fieg-Fnsi, ma che trova difficoltà di applicazione, malgrado diverse pronunce giudiziarie favorevoli.
Burocrazia e pubbliche amministrazioni isolane affermano la linea che, malgrado la Regione Siciliana abbia competenza esclusiva in materia di enti locali, gli aspetti prettamente contrattuali vanno regolati a livello nazionale.


Palermo, 2 maggio 2016

Al Segretario della
Federazione Nazionale della Stampa
Raffaele Lorusso

Al Presidente della
Federazione Nazionale della Stampa
Giuseppe Giulietti

Al Coordinatore Dipartimento Ufficio stampa
della Federazione nazionale della stampa
Alessandra Costante


Egregi colleghi,
in una fase di particolare complessità per la nostra categoria, il settore degli uffici stampa risulta oggi di estrema attualità, sia per gli sviluppi di carattere occupazionale che può rivestire, sia per gli aspetti più strettamente normativi e contrattuali che lo coinvolgono direttamente. In Sicilia, regione che su questo fronte ha avuto sempre un ruolo di primo piano, il tema è argomento fisso all’ordine del giorno delle sedute dei nostri organismi, non solo per la paradossale vicenda relativa all’Ufficio stampa della Presidenza della Regione, ma anche per una sorta di deregulation che ancora oggi vige in questo campo, in particolare per quanto riguarda la tipologia di contratto da applicare ai giornalisti della pubblica amministrazione.
La Sicilia dispone dal 2007 di una specifica contrattazione per gli uffici stampa, siglata con la Regione Siciliana, che prevede l’applicazione del Ccnl Fieg-Fnsi, ma che trova difficoltà di applicazione, malgrado diverse pronunce giudiziarie favorevoli.
Le pubbliche amministrazioni isolane, soprattutto da parte della burocrazia, affermano la linea che, malgrado la Regione Siciliana abbia competenza esclusiva in materia di enti locali, gli aspetti prettamente contrattuali vanno regolati a livello nazionale.
Si pone quindi sempre più con forza l’esigenza che la Federazione nazionale della Stampa riprenda la trattativa con l’Aran per giungere alla definizione della contrattazione dei giornalisti – addetti stampa nella pubblica amministrazione, così come previsto dalla legge 150 del 2000, superando i problemi di rappresentatività o altri impedimenti che hanno finora bloccato l’avvio delle trattative.  
Un passaggio non più rinviabile, che impone una ferma e immediata iniziativa da parte del nostro sindacato, in una fase che vede proprio l’Aran impegnata con i sindacati confederali per la definizione dei comparti e delle aree di contrattazione del pubblico impiego e che offre la possibilità di aggregazioni o fusioni verso il nuovo assetto della rappresentatività sindacale nel pubblico impiego, così come previsto dall’accordo siglato a Roma lo scorso 5 aprile.
L’Associazione siciliana della Stampa, così come espresso al Presidente Giulietti lo scorso 3 febbraio in occasione del suo incontro con il Consiglio regionale, ribadisce dunque la richiesta di una forte azione sul fronte degli uffici stampa, anche attraverso un’interlocuzione con il Ministero della Funzione pubblica,  al fine di potere dare una chiara e uniforme regolamentazione ad un settore che, in questa fase di grave crisi occupazionale, può rappresentare una risposta significativa per la categoria, oltre a rappresentare una boccata d’ossigeno per le esauste casse del nostro istituto di previdenza.

 

Il Segretario Regionale
Alberto Cicero

 

Il Presidente del Consiglio
Giancarlo Macaluso

 

 

 

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