Sabato, 15 dicembre 2018 ore 04:06
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Sbloccare istituzione uffici stampa sanità pubblica siciliana. No a chiamate dirette e bandi illegittimi

Uffici stampa sanità in SiciliaAvviare un percorso di interlocuzione diretta con l’Assessorato regionale alla salute e i manager delle 18 Aziende ospedaliere e sanitarie siciliane per mettere ordine e sbloccare la situazione degli Uffici stampa nella sanità pubblica siciliana. L’iniziativa parte dal Consiglio regionale che ha recepito all’unanimità la proposta avanzata dal Consigliere nazionale Fnsi Antonio Fiasconaro e dal Vice Segretario regionale Massimo Bellomo Ugdulena, valutata positivamente dal Segretario regionale Alberto Cicero. Coinvolta anch’essa nella più complessiva situazione della rete ospedaliera siciliana e delle conseguenti assunzioni, l’istituzione degli Uffici stampa segna il passo a distanza di oltre un anno (12 agosto 2015)  dalla circolare dell’Assessore Baldo Gucciardi. 
In quel documento, scaturito da un incontro con i vertici dell’Assostampa Sicilia, si davano precise indicazioni al Dirigente generale del Dipartimento pianificazione strategica Gaetano Chiaro e ai Direttori generali di istituire, attraverso l’inserimento nelle dotazioni organiche, la figura dell’addetto stampa e di avviare le relative selezioni. La circolare Gucciardi faceva fra l’altro seguito alla risoluzione del maggio del 2015 approvata all’unanimità dalla Sesta commissione Servizi sociali e sanità dell’Ars (firmatari il Presidente Giuseppe Di Giacomo e il relatore Salvatore Lo Giudice),  in seguito ad una audizione richiesta dai vertici del sindacato siciliano,  con la quale si impegnava il Governo regionale ad intraprendere tutti i necessari passaggi per prevedere all’interno delle dotazioni organiche delle Aziende le figure professionali del giornalista addetto stampa.  Adesso l’Assostampa Sicilia avvierà un tavolo tecnico aperto di confronto per sbloccare una situazione non più sostenibile, anche alla luce di recenti episodi che hanno visto i vertici di alcune Aziende seguire percorsi più disparati, non rispettando le regole, procedendo attraverso chiamate dirette per la figura di addetto stampa, emanando bandi per incarichi a tempo spesso confusi e contraddittori, e non prevedendo l’iscrizione all’Ordine per alcuni progetti di comunicazione riguardanti specifici ambiti, finanziati con fondi europei o del piano sanitario nazionale. Proprio quest’ultimo punto sarà anch’esso oggetto del tavolo di confronto, anche alla luce delle norme che prevedono, per questo tipo di progetti, di destinare una quota specifica del budget complessivo all’attività di comunicazione, da affidare a giornalisti qualificati.

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