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Giornale di Sicilia, l'editore-direttore ha avviato le procedure di licenziamento. A rischio i posti di 12 giornalisti. Assostampa: “Procedura inusuale. Inaccettabile non ricorrere agli ammortizzatori sociali”

Sede giornale di sicilia via lincoln palermoGli editori del giornale di Sicilia hanno inviato nel cuore dell'estate, il 17 agosto, al Comitato di redazione comunicazione di avvio di procedura di licenziamento collettivo per ragioni economiche di 12 redattori. Lo hanno fatto invocando non - come sarebbe ovvio e come è prassi consolidata - la legge di settore per le crisi delle aziende editoriali (la legge 416), ma la normativa (legge 223) che vale per le imprese commerciali e del terziario che non permette di usufruire di tutti gli ammortizzatori sociali di cui invece i giornalisti possono usufruire. Una stagione complicata quella che si apre nel quotidiano di via Lincoln. Soprattutto perché il Cdr - sostenuto in questa decisione in modo compatto dall'assemblea di redazione - ha già dichiarato irricevibile la proposta di licenziamento di dodici colleghi. Ne è seguito un duro scontro di comunicati sindacali e di risposte della direzione che lascia preannunciare scontri e rapporti molto tesi fra le parti. A fianco e a sostengo del Cdr si è ovviamente schierata l'Associazione della Stampa che ha condiviso le scelte della redazione.

Il Comunicato di Assostampa Sicilia

Gli editori del Giornale di Sicilia non fanno eccezione. Come la stragrande maggioranza dei loro colleghi, sono lesti e determinati a chiedere grandi sacrifici ai giornalisti e ai loro dipendenti in genere appena ritengono che sia il momento opportuno. E, purtroppo, sono molto meno disponibili – se non soltanto a parole – quando i giornalisti chiedono di trattare seriamente, scontrarsi anche, ma su basi certe come i bilanci e considerando i giornali come un vero e proprio prodotto industriale. Quindi guardando innanzitutto alla qualità e ai contenuti. Un percorso, quello dei giornalisti che non è certo marchingegno strategico, ma – innanzitutto - procedura codificata dalla legge. E quindi ineludibile. Gli editori del Giornale di Sicilia, se vogliono fare davvero l’interesse di un’azienda che, come dicono loro stessi, non sta più sul mercato ed è costretta a ricorrere periodicamente a stati di crisi che significano licenziamenti di decine di colleghi e dipendenti, abbiano il coraggio – ammesso che non ne sentano anche il dovere – di confrontarsi senza diktat e senza ricatti. Facendo partire una trattativa seria, a 360 gradi, senza zone d’ombra e senza remore.
Il Giornale di Sicilia, come tutti i giornali, non è soltanto di chi lo edita ma anche di chi vi lavora; spesso da decenni, con scrupolo, con professionalità, con dedizione che molto spesso – comprendendo il difficile momento dell’editoria – va di gran lunga oltre gli orari di lavoro. E tutto questo ha permesso agli editori, nei tempi d’oro, di accumulare grandi capitali.
E’ vero che l’editoria in Sicilia vive il momento peggiore della sua lunga storia. Ma gli editori dovrebbero avere la lungimiranza di provare a spingersi ben oltre gli stati di crisi – strada sin troppo in discesa, e persino sdrucciolevole per la vita stessa delle aziende, già ridotte all’osso come organico – cercando nuove formule e nuovi lettori. Invece non riescono neanche a difendere il patrimonio stesso di autorevolezza e credibilità acquisito grazie al lavoro dei giornalisti, guardando a loro solo come alberi da potare ripetutamente. Ma la pianta, così facendo, un taglio dopo l’altro, rischia di seccare del tutto.
L’Associazione siciliana della Stampa sarà ogni giorno al fianco dei colleghi del Giornale di Sicilia in tutte le sedi in cui sarà trattata questa difficile vertenza. E lo sarà cercando insieme a loro di trovare soluzioni con il minor impatto possibile sull’occupazione. Agli editori, adesso, il dovere di cercare soluzioni condivise e non autoritarie. Se la casa brucia, brucia per tutti. E non solo per i giornalisti.

Alberto Cicero
Segretario Regionale Assostampa Sicilia


 LE POSIZIONI DEL CDR E DELL'EDITORE-DIRETTOREVertenza Giornale di Sicilia - Comunicati 14 e 15 agosto 2016


FNSI /Giornale di Sicilia, l'editore e direttore avvia i licenziamenti. Cdr e sindacato: «Inaccettabile». Fnsi e Fieg pronte al tavolo ai primi di settembre

Non licenziamenti, ma provvedimenti e strumenti adeguati «per affrontare e superare la crisi mantenendo l'occupazione, quindi la qualità dell'informazione, unica garanzia di salvezza e di rilancio dell'editoria», è quanto auspica il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso, annunciando per i primi di settembre la convocazione di un tavolo di confronto.
La Federazione italiana editori giornali ha infatti dato piena disponibilità al confronto con l'editore del Giornale di Sicilia, in una prospettiva che, oltre al risanamento dei conti, punti inevitabilmente anche sul rilancio della testata
Esprimendo piena solidarietà ai giornalisti e al Cdr, la Fnsi rimane, dunque, in attesa della risposta che la "Giornale di Sicilia Editoriale Poligrafica Spa" darà tramite la Fieg, alla quale è iscritta.
[leggi nota sul sito Fnsi]


Cgil Palermo - Comunicato stampa Cgil su licenziamenti annunciati al Gds.
Enzo Campo: “Sarebbe scelta suicida. Si possono trovare soluzioni alternative”

Palermo 17 agosto 2016 - “Occorre trovare soluzioni alternative. La Cgil segue con preoccupazioni la vertenza del Giornale di Sicilia e dà tutto il suo sostegno alla redazione. Dopo aver ridotto il numero dei poligrafici, sarebbe un suicidio proseguire con altri tagli al personale. Se si vuole si possono trovare soluzioni alternative alla riduzione del numero dei giornalisti”. Lo afferma il segretario generale della Cgil di Palermo Enzo Campo, intervenendo a proposito dell’annuncio della volontà dell’azienda di via Lincoln di licenziare 12 giornalisti. “L’informazione – aggiunge Enzo Campo - ha un ruolo troppo importante in una realtà come quella siciliana. Sarebbe una scelta suicida per i lavoratori, per i cittadini e per la stessa azienda, in un momento di difficoltà economica e di veloci trasformazioni tecnologiche per l’editoria e la comunicazione, andare avanti solo con i tagli e senza un piano industriale e una politica di rilancio che consentano al giornale di ricoprire quel ruolo competitivo e di riferimento all’interno dei media che i lettori si aspettano. La pubblica opinione ha bisogno di riconoscere l’importanza che il giornale, storico quotidiano nazionale e siciliano, riveste nel panorama della nostra informazione. Il piano industriale che serve deve rispondere ad aspettative di progresso, di crescita e di sviluppo”.

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