Mercoledi, 24 aprile 2019 ore 20:54
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Gaetano Rizzo eletto consigliere nazionale dell’Ussi, Ferrajolo rieletto presidente

Gaetano Rizzo Luigi Ferrajolo Giuseppe Di BellaL’acese Gaetano Rizzo è stato eletto consigliere nazionale dell’Unione stampa sportiva italiana al termine del congresso che si è celebrato tra ieri e oggi a Chiavari, in provincia di Genova, ed ha rieletto come presidente Luigi Ferrajolo. La delegazione siciliana guidata dal presidente Roberto Gueli era rappresentata anche dai colleghi Filippo Mulè (presidente della commissione verifica poteri), Luigi Ronsisvalle, Antonio Foti, Nino Randazzo e Franco Cammarasana (vicepresidente del congresso) nonché dallo stesso Rizzo; tra i partecipanti di diritto all’importante appuntamento sindacale il catanese Giuseppe Di Bella, rieletto revisore dei conti. Gaetano Rizzo è risultato il terzo per numero di preferenze ricevute (38), a breve distanza da Gianfranco Coppola (41) della Rai e Alberto Bortolotti (39). Nel corso del congresso la delegazione siciliana si è fatta apprezzare per gli interventi del presidente Gueli, dei vicepresidenti Rizzo e Cammarasana e del segretario generale Randazzo che hanno riscosso ampi consensi.


Il documento approvato dal Congresso

Il 45° Congresso nazionale dell’Unione stampa sportiva, riunitosi a Chiavari, esprime profonda preoccupazione per la crisi complessiva che attraversa il settore dell’informazione e che causa pesanti tagli occupazionali nelle diverse articolazioni della professione. In modo particolare, suscita allarme lo stato dei conti dell’Istituto di previdenza dei giornalisti (Inpgi) e della Casagit. Le incertezze che gravano pesantemente sul futuro degli istituti di categoria, e dunque sul welfare, sulle pensioni e sull’assistenza sanitaria, sono strettamente collegate, da un lato alla contrazione dei posti di lavoro, ma dall’altro anche alla mancanza di prospettive a breve e a medio termine. In questo contesto, l’attesa per l’approvazione della riforma dell’Inpgi, i nodi non risolti legati agli stati di crisi e ai prepensionamenti, e il silenzio sceso sulle trattative per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro, concorrono ad aumentare dubbi e incertezze nella categoria. (segue)

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