Sabato, 7 dicembre 2019 ore 12:57
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Palermo, una catena umana in memoria di Mario Francese

Così gli studenti della scuola 'Antonino Pecoraro', uno degli istituti che hanno preso parte al premio di giornalismo 'Mario e Giuseppe Francese', ricorderanno il giornalista ucciso dalla mafia il 26 gennaio 1979. Appuntamento venerdì 25, alle 9, nella piazza a lui dedicata. Sarà scoperta anche una targa.

Targa Piazza Mario Francese

L'appuntamento è alle 9 di venerdì prossimo, a piazza Mario Francese, a Palermo, nei pressi di via Campania. Protagonisti gli studenti della vicina scuola secondaria di primo grado 'Antonino Pecoraro', uno degli istituti che hanno preso parte alla sezione 'Scuole' del premio di giornalismo 'Mario e Giuseppe Francese', giunto all'edizione numero 22.

Venerdì alunni, insegnanti e personale amministrativo daranno vita a un momento di commemorazione per Mario Francese, che quarant'anni fa fu ucciso dalla mafia. Nello spazio verde che cinque anni fa è stato intitolato al cronista di giudiziaria del Giornale di Sicilia, i ragazzi daranno vita a una lunga catena umana, un simbolo di unità, solidarietà per ricordare 'un uomo che, esercitando limpidamente il proprio mestiere, incrociò le strade dei più feroci assassini della criminalità organizzata, che non gli perdonarono professionalità e dovizia di particolari'.

Oltre alla performance degli studenti, sarà anche scoperta e inaugurata una targa commemorativa alla presenza delle autorità e del presidente dell'Ordine dei giornalisti di Sicilia, Giulio Francese, figlio di Mario. L'Amministrazione comunale ha predisposto una riqualificazione generale dello spazio e anche la ricollocazione delle nuove targhe toponomastiche della piazza Mario Francese che, nel tempo, sono state danneggiate o anche rimosse.

Le due manifestazioni saranno uno dei prologhi alla cerimonia del premio 'Mario e Giuseppe Francese' 2019. I vincitori sono i giornalisti Lucia Goracci, Paolo Borrometi (sotto scorta dal 2014 e ieri ancora oggetto di pesanti minacce di stampo mafioso) e, alla memoria, Alessandro Bozzo.