Giovedi, 22 ottobre 2020 ore 06:13
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Assostampa ricorda Cosimo Cristina, corrispondente da Termini Imerese del giornale L’Ora. Il primo giornalista siciliano assassinato dalla mafia

L'Associazione Siciliana della Stampa ricorda l'impegno civile e il coraggio di Cosimo Cristina, ucciso dalla mafia nel 1960. Non aveva ancora compiuto 25 anni.

 Cosimo Cristina“Sessanta anni fa veniva ucciso Cosimo Cristina, il primo giornalista assassinato dalla mafia. La sua morte, camuffata da suicidio, è stata purtroppo la prima di una lunga serie che hanno visto i giornalisti siciliani pagare un prezzo altissimo nella difesa della libertà e della democrazia in Sicilia”.
Lo afferma in una nota la Giunta regionale di Assostampa Sicilia diffusa dal segretario regionale Roberto Ginex che ha aggiunto: “Quell’omicidio rimasto purtroppo impunito, dimostra il coraggio e la volontà dei giornalisti siciliani nella ricerca della verità e il loro coraggio nell’affrontare le battaglie, anche le più difficili”. “Cosimo Cristina - si ricorda ancora nella nota dell’Assostampa- era corrispondete da Termini Imerese del giornale L’Ora, che nel corso degli anni sarà colpito altre due volte con la morte di Giovanni Spampinato e Mauro De Mauro. Il nostro pensiero va oggi a tutti i colleghi uccisi in questi anni in Sicilia e anche a tutti coloro che ancora oggi continuano il loro impegno su questo difficile fronte pur se minacciati o affrontando gravissime difficoltà “.

Il Gruppo siciliano dell'Unci (Gruppo di specializzazione della Fnsi-Assostampa) ricorda oggi il giornalista Cosimo Cristina il cui cadavere fu trovato il 5 maggio del 1960 in una galleria della linea ferroviaria Palermo-Messina fra Trabia e Termini Imerese.
Nel 1959 aveva fondato il settimanale “Prospettive siciliane” puntando oltre che sull’attualità anche sulla cronaca nera e giudiziaria: dalla mafia di Termini e di Caccamo, alle indagini sull'omicidio del sindacalista Salvatore Carnevale (Sciara, 1955) e sulla morte di un prete (Cefalù, 1955).
«Il giovane cronista di Termini Imerese - ha scritto Vincenzo Bonadonna nel volume curato dall'Unci Sicilia dedicato ai giornalisti uccisi da mafie e terrorismo e dato alle stampe in questi giorni - era entusiasta della vita, che gli si apriva davanti. Era nato l'11 agosto 1935. Chi lo ha conosciuto lo descrive come un tipo allegro, gioioso, che non si abbatteva, nonostante le difficoltà».
«Celebriamo il sacrificio di Cosimo Cristina o Co.Cri, come preferiva firmare tanti dei suoi efficacissimi resoconti – ha dichiarato Leone Zingales, presidente dell'Unci Sicilia –. Era un cronista di valore che aveva nel suo dna il giornalismo d'inchiesta. Un cronista vero che ha denunciato gli intrecci tra mafia e politica onorando il suo impegno professionale oltre che il suo impegno civile. La Giornata della Memoria 2020 sarà celebrata a Termini Imerese nel nome di Cosimo Cristina e di tutti i giornalisti uccisi da mafie e terrorismo».