Giovedi, 7 luglio 2022 ore 13:29
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Uffici stampa enti pubblici: Ordine giornalisti di Sicilia d'intesa con Assostampa dispone nuovi controlli e verifiche

Uffici stampa, controlli nei comuni ed enti pubblici in Sicilia«Incarichi a titolo gratuito e irregolarità nella diffusione di notizie e comunicati stampa da parte delle pubbliche amministrazioni. Mancata applicazione del contratto giornalistico, nonostante sentenze favorevole ai colleghi». Il consiglio regionale dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia, riunito a Palermo nella sede di via Bernini, ha predisposto nuovi controlli e verifiche sul fronte degli uffici stampa in Comuni ed enti pubblici. In particolare, attraverso le audizioni dei colleghi interessati, è stata esaminata la situazione dei Comuni di Caltanissetta, Catania e Bagheria, in cui singoli colleghi o - nel caso del capoluogo nisseno - l'Inpgi, dopo anni e anni, hanno vinto le cause di lavoro mosse contro le amministrazioni locali. Ma alle decisioni dei giudici del lavoro non è stata data ancora esecuzione. E un altro caso si sta per aprire pure a Vittoria. "Grazie anche alla collaborazione e alle segnalazioni di alcuni colleghi, avvieremo, d’intesa con l’Assostampa, nuove verifiche per rilevare irregolarità e segnalare alle autorità competenti le eventuali violazioni», si legge nella nota diffusa dall’Ordine dei giornalisti di Sicilia, che solleciterà i prefetti dell’Isola a vigilare sull'applicazione delle leggi che prevedono che gli enti territoriali si dotino di uffici stampa, anche - nel caso dei piccoli paesi - consorziandosi fra di loro. "Abbiamo inoltre appreso che in alcuni centri dell’Isola - prosegue la nota - si avverte un clima pesante per i colleghi che svolgono il lavoro di cronisti. Abbiamo appreso che, ad esempio a Bagheria e ad Agrigento, alcuni amministratori o esponenti politici, in dichiarazioni o nel corso di conferenze stampa, hanno attaccato i giornalisti. Un atteggiamento che condanniamo fermamente, perché dietro all’apparente scherno si possono celare anche attacchi diretti, che possono minare la libertà d’informazione e la dignità stessa dei colleghi». (ANSA).