Giovedi, 7 luglio 2022 ore 12:53
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Commissione Antimafia propone norme contro querele temerarie, minacce e violenze che limitano la libertà di stampa

Una norma più incisiva contro le querele temerarie e un'aggravante per le minacce e le violenze finalizzate a limitare la libertà di stampa. Sono alcune delle proposte della relazione della Commissione Antimafia sullo stato dell'informazione e sulla condizione dei giornalisti minacciati dalle mafie. Per la prima volta in 50 anni la Commissione ha compiuta un'inchiesta sulle intimidazioni e il condizionamento dell'informazione ad opera della criminalità. La relazione - che sarà votata alla Camera nelle prossime ore - riferisce di decine di gravi episodi verificatisi negli ultimi anni e i dati dell'osservatorio 'Ossigeno per l'Informazionè, che ha elencato 2.750 giornalisti italiani colpiti da minacce, intimidazioni e, ritorsioni ed abusi dal 2006 a oggi. "Non è un atto generico di solidarietà - ha affermato in una conferenza stampa Claudio Fava, vicepresidente della Commissione, che ha dato impulso alla relazione -. Sono state ascoltate le storie di 35 giornalisti, molti giovani, precari ma determinati a non piegare la schiena. Nella relazione raccogliamo proposte che proviamo a suggerire al parlamento". In particolare, ha osservato Fava, "va affrontato il tema delle querele temerarie con più generosità e decisione. La soluzione all'esame della commissione Giustizia del Senato, collegata al ddl sul processo civile, non ci sembra adeguata". In ambito penale, ha aggiunto, "ipotizziamo un'aggravante specifica, perché violenze e minacce riguardano solo l'incolumità del giornalista, ma anche la sua funzione sociale". Un passo ulteriore sarebbe sanzionare con un reato specifico le condotte volta a condizionare o a limitazione la libertà di stampa. Al di là dell'intervento del legislatore, la Commissione pone l'accento sulla necessità di "rivedere la condizione di estrema precarietà economica in cui il mestiere si esercita - ha sottolineato ancora Fava -. Pretendere garanzie economiche e contrattuali è una battaglia da fare anche in nome della sicurezza dei giornalisti". Il presidente dell'Fnsi, Beppe Giulietti, ha assicurato il sostengo del sindacato alle proposte della Commissione. (ANSA).
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