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Assostampa Romana
pubblica una guida
per il giornalista freelance

"Giornalista fai da te, vademecum per il lavoro autonomo e parasubordinato" è il nome della pubblicazione realizzata dalla Consulta Feeelance dell'Associazione Stampa Romana a cura di Natalia Marra e Maria Giovanna Faiella.
E' una vera e propria guida che fornisce chiarimenti e risposte a tantissimi problemi "pratici" che riguardano i freelance.(segue)

 

"Giornalisti, facciamo rete contro lo sfruttamento"
Il segretario regionale Alberto Cicero
e quello provinciale Maria Ausilia Boemi
incontrano i colleghi a Nicolosi

Ospitati nel Municipio di Nicolosi, il segretario regionale dell'Assostampa, Alberto Cicero, e il segretario provinciale Maria Ausilia Boemi hanno incontrato un gruppo di colleghi per discutere delle problematiche della categoria. Erano presenti, tra gli altri, il vicepresidente del Consiglio regionale Paolino Licciardello, i consiglieri regionali Gaetano Rizzo e Marisa Mazzaglia e il componente della Giunta esecutiva dell'Assostampa, Giuseppe Petralia.


Il segretario provinciale ha dapprima dipinto un quadro complessivo della situazione, sottolineando come siano tanti i giornalisti in Italia (ben 110mila); che degli iscritti all'Ordine soltanto la metà sono iscritti all'Inpgi; che ogni anno vengono sfornati dall'Ordine 1.200 nuovi professionisti e un numero di gran lunga superiore di pubblicisti, che il mercato, reso ancora più asfittico dalla crisi (con i 700-800 prepensionamenti medi all'anno: posti quindi persi definitivamente), non può in alcun modo assorbire; che il 55,25% degli iscritti all'Inpgi 2 guadagna meno di 5.000 euro lordi all'anno (equivalenti a meno di 416 euro lordi al mese). Questa situazione, con una manodopera esorbitante rispetto all'offerta di lavoro (che deve essere risolta con una indispensabile riforma dell'accesso alla professione e una maggiore attenzione da parte degli Ordini regionali nell'esame delle domande di ammissione), comporta una conseguente diminuzione drammatica dei compensi, che arrivano anche ad azzerarsi. Un problema che i colleghi freelance vivono sulla loro pelle e che è fortemente sentito dal sindacato a tutti i livelli: a partire da quello di base, nei Cdr, che spesso hanno fatto pressioni sugli editori chiedendo un equo compenso per i collaboratori (ancora prima e al di là della proposta di legge Moffa). Il segretario provinciale ha quindi invitato i collaboratori, anche sulla scorta di esempi già operanti in alcune realtà italiane e in attesa che si possa attuare la riforma che preveda la presenza di un rappresentante dei collaboratori nei Cdr, a fare rete, a unirsi, a essere solidali tra loro e con i colleghi "garantiti", in modo da evitare che il giornalista singolo, nella sua solitudine e magari nella inconsapevolezza - soprattutto iniziale - di diritti e doveri della professione, divenga ostaggio di "offerte" di lavoro che spesso si rivelano in realtà nulla di più che veri e propri casi di sfruttamento.
Il segretario regionale ha poi accennato alla complicata questione degli uffici stampa, sulla quale in Sicilia il sindacato da tempo combatte una battaglia con la Regione e con gli Enti locali, e allo stato di crisi di Videomediterraneo.
Il segretario provinciale, dal canto suo, ha ricordato che gli addetti stampa devono essere già giornalisti e che la segreteria provinciale di Catania è da quasi due anni impegnata in prima linea contro il fenomeno dell'abusivismo negli uffici stampa, tutti posti o opportunità di lavoro tolte a chi ne avrebbe diritto.
Su suggerimento dei colleghi, immediatamente accolto dal segretario provinciale e regionale, è stato quindi deciso di dividere il territorio in aree più piccole per creare gruppi di giornalisti che possano essere coordinati da un referente territoriale ed eventualmente di aprire anche una pagina su Facebook che, aggiungendosi alle comunicazioni della segreteria provinciale e agli incontri sul territorio che la segreteria provinciale ha già effettuato e spera di incrementare, possano man mano raggiungere quanti più colleghi possibili, per ridare loro la consapevolezza di appartenere a una categoria e di svolgere una professione delicata.

 

LA FNSI SCRIVE AI COMITATI DI REDAZIONE
PERCHE' TUTELINO IL LAVORO AUTONOMO

Franco Siddi, segretario generale della Fnsi, si rivolge nuovamente a tutti i Comitati di redazione segnalando la sempre più grave situazione che investe il lavoro autonomo giornalistico e indicando i provvedimenti da adottare con urgenza. Indispensabile una maggiore solidarietà all'interno della categoria. (segue)

Chi è il giornalista freelance

La definizione di freelance contenuta nel documento elaborato in seno al Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti che ha accompagnato la proposta di istituzione dell’ “elenco freelance” nell’Albo gestito dall’Odg. (segue)

Lettera aperta ai direttori e CdR delle testate siciliane sul lavoro giornalistico precario

Questa lettera denuncia l’umiliante e vergognosa situazione professionale in cui sono costretti a vivere i giornalisti precari, comunque chiamati: collaboratori esterni, lavoratori autonomi o “freelance”.
I luoghi dove le aziende editrici riescono ad imporre questa situazione di sfruttamento e mortificazione della dignità dei lavoratori sono le redazioni dei giornali.(segue)

Accordo collettivo nazionale
lavoro autonomo
Fieg-Fnsi

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Le tipologie di lavoro
giornalistico autonomo

Vademecum dell'INPGI
sui co.co.co.
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Ai giornalisti non si applica il co.co.pro.
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Uffici stampa pubblici: tre aspetti che riguardano la precarietà nel lavoro giornalistico

Esaminando le problematiche che riguardano gli uffici stampa ed il lavoro giornalistico precario emergono tre aspetti di rilievo: i casi di elusione dell'incompatibilità di legge; la possibilità per i lavoratori autonomi di una deroga al divieto di commistione; la formulazione dei bandi di selezione. (segue)

ORDINE DEL GIORNO SUL LAVORO AUTONOMO
APPROVATO AL XXVI CONGRESSO DI BERGAMO

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